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BASILICATA

Meloni chiede a Bruxelles di allentare le regole fiscali sui costi dell'energia

Politico Europe: l'Italia vuole spendere in eccesso per affrontare il caro energia. Dalla Basilicata, la regione dei pozzi, la domanda è cosa resta sul territorio

Pietro Lasorsa842 wordsEdition №132giovedì 1 ottobre 2026 — Edizione № 132

L'Italia è incorsa nelle regole europee sulla spesa eccessiva e ora chiede di allentarle per far fronte ai costi dell'energia. È quanto riferisce Politico Europe, secondo cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, maggiore flessibilità di bilancio per sostenere famiglie e imprese contro il caro energia.

La richiesta arriva in un momento in cui il costo dell'energia resta tra i più alti d'Europa per l'industria italiana. Il governo sostiene, secondo Politico Europe, che senza margini di spesa aggiuntivi le imprese del paese rischiano di perdere competitività rispetto ai concorrenti europei.

Per la Basilicata la questione ha un peso particolare. La regione ospita il più grande giacimento onshore di petrolio e gas d'Italia, nel territorio di Viggiano, in Val d'Agri, e da anni la stampa estera di settore segue il rapporto tra estrazione, royalty e ricadute locali.

Il nodo che Bruxelles pone non è solo contabile. Le regole fiscali europee vincolano la capacità di spesa dei governi proprio mentre la transizione energetica chiede investimenti. In Basilicata, dove l'estrazione convive con le aree protette del Parco nazionale dell'Appennino Lucano, la domanda è se la flessibilità di bilancio servirà anche a finanziare la riconversione di un'economia ancora legata agli idrocarburi.

L'Italia è incorsa nelle regole europee sulla spesa eccessiva e chiede di poter spendere di più per affrontare i costi elevati dell'energia. Politico Europe ha riferito mercoledì che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di consentire ai paesi membri di superare i limiti di spesa per far fronte alla crisi energetica.

Secondo Politico Europe, la richiesta italiana si inserisce in un dibattito più ampio sulla rigidità delle regole fiscali europee. Il governo italiano sostiene che il costo dell'energia, più alto in Italia che in gran parte dei partner europei, penalizza l'industria nazionale e richiede interventi pubblici che le attuali regole di bilancio rendono difficili.

La Basilicata è la regione italiana con la maggiore produzione di petrolio e gas onshore. Il giacimento della Val d'Agri, nel Potentino, è da decenni al centro dell'attenzione della stampa estera specializzata, che segue il rapporto tra estrazione, royalty versate agli enti locali e impatti ambientali.

La regione riceve quote delle royalty legate all'estrazione, risorse che hanno sostenuto bilanci locali e progetti di sviluppo. Ma il dibattito internazionale sull'energia ha progressivamente spostato l'attenzione dalla quantità estratta alla sostenibilità del modello: la transizione verso le rinnovabili mette in discussione il futuro a lungo termine di un'economia costruita sugli idrocarburi.

La richiesta italiana a Bruxelles riguarda la flessibilità di bilancio, non direttamente le politiche di estrazione. Tuttavia, per una regione come la Basilicata, il nesso è evidente: se il governo ottiene più margine di spesa per l'energia, la domanda è se quelle risorse andranno a sostenere i consumi o a finanziare la riconversione produttiva.

La stampa estera di settore ha più volte rilevato come l'Italia dipenda ancora in misura significativa dal gas per la produzione elettrica, nonostante la crescita delle rinnovabili. La Basilicata, con i suoi impianti eolici e fotovoltaici in espansione accanto ai pozzi, è un caso di studio di questa coesistenza.

Politico Europe non specifica quali misure l'Italia intenda finanziare con la maggiore flessibilità richiesta. Il governo ha parlato in termini generali di sostegno a famiglie e imprese contro i costi energetici, senza indicare programmi specifici per le regioni produttrici.

Il tema delle royalty è da anni oggetto di confronto tra Roma e Potenza. La stampa internazionale ha seguito le posizioni di amministratori locali che chiedono una quota maggiore dei proventi dell'estrazione, sostenendo che il territorio sopporta i costi ambientali senza ricevere benefici proporzionati.

La Commissione europea non ha ancora risposto pubblicamente alla richiesta italiana, secondo quanto riportato da Politico Europe. Il dibattito sulle regole fiscali europee coinvolge diversi paesi e la discussione è destinata a protrarsi.

Per la Basilicata, il contesto è quello di una regione che ha costruito parte della propria economia sull'energia e che ora si trova a dover gestire la transizione. I dati sulle royalty e sulla produzione sono seguiti con attenzione dalla stampa specializzata estera, che li usa come indicatore del rapporto tra risorse locali e politiche nazionali.

La questione sollevata da Politico Europe riguarda anche la credibilità delle regole europee. Se Bruxelles concede flessibilità a un paese, altri potrebbero chiedere lo stesso trattamento, aprendo un negoziato che tocca l'intero impianto della governance economica dell'Unione.

In Basilicata, come in altre regioni del Mezzogiorno, la partita energetica si intreccia con quella dello sviluppo. La regione ha visto crescere il turismo legato a Matera e mantiene un settore agricolo significativo, ma l'energia resta una voce centrale del suo bilancio e della sua identità economica.

La richiesta italiana, riportata da Politico Europe, non è ancora una decisione. È una richiesta di apertura negoziale. Per ora, ciò che è certo è che il governo italiano ritiene insufficiente lo spazio di spesa disponibile per affrontare i costi energetici, e che la Basilicata è tra le regioni dove questa tensione tra risorse, costi e transizione si manifesta con maggiore evidenza.

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