The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
World wire
…
← Back to the edition

ECONOMIA

Meloni chiede a Bruxelles di allentare le regole fiscali sui costi dell'energia

Politico Europe: l'Italia, incorsa nelle norme UE sulla spesa eccessiva, preme su von der Leyen per superare i limiti di spesa

Davide Ruspoli681 wordsEdition №132giovedì 1 ottobre 2026 — Edizione № 132

L'Italia ha chiesto alla Commissione europea di poter superare i limiti di spesa dell'Unione per affrontare il costo dell'energia. Politico Europe ha riferito mercoledì che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivolto un appello diretto alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, perché i paesi membri siano autorizzati a sforare i vincoli di bilancio di fronte alla crisi energetica.

La richiesta arriva mentre l'Italia è già incorsa nelle regole UE sulla spesa eccessiva, secondo la stessa testata. È il punto politico centrale: un governo sotto procedura di deficit chiede flessibilità proprio mentre Bruxelles chiede risanamento.

Per Roma la posta è doppia. La capitale ospita il governo e la macchina amministrativa che dovrà tradurre ogni margine concesso in copertura di bilancio, e il Lazio è la regione che più dipende dalla spesa pubblica centrale. La notizia, come la leggono i corrispondenti esteri, non riguarda solo l'energia: riguarda la credibilità fiscale dell'Italia nel semestre.

Politico Europe non riporta la cifra esatta richiesta né la risposta di von der Leyen. Al momento, secondo la testata, resta l'appello e resta il vincolo.

Il quadro che la stampa internazionale disegna è quello di un'esecutivo che cerca margine su due fronti: il costo dell'energia per imprese e famiglie, e il rispetto delle regole di bilancio europee. Le due cose, nelle regole attuali, tendono a collidere.

Non è la prima volta che Roma chiede a Bruxelles di considerare la spesa energetica come voce a parte. La logica è nota ai corrispondenti da Bruxelles: se il prezzo dell'energia è un shock esterno, sostengono i governi, non dovrebbe pesare sui conti come una spesa ordinaria.

La Commissione, dal canto suo, ha costruito negli anni un sistema di flessibilità negoziata, caso per caso. Politico Europe non indica se questa volta la richiesta italiana rientri in quel canale o apra un confronto più duro.

Per il Lazio l'effetto è indiretto ma concreto. La regione ospita una quota rilevante di uffici pubblici, enti e sedi istituzionali la cui spesa dipende dai trasferimenti centrali. Ogni margine di bilancio concesso o negato a Roma si riflette sulla capacità di spesa dell'amministrazione regionale e comunale.

C'è poi il fronte energetico in senso stretto. Roma e il suo hinterland consumano energia per il riscaldamento, i trasporti e un tessuto di servizi che non ha la struttura industriale del Nord. Un alleggerimento dei costi energetici ha un impatto diverso in una regione a prevalenza terziaria rispetto a una a prevalenza manifatturiera.

La stampa estera segue la vicenda come un test politico per Meloni. Politico Europe la inquadra come una richiesta di flessibilità in un momento in cui il governo italiano è già sotto osservazione per i conti pubblici.

Va detto con prudenza: il telegrafo di oggi non contiene la risposta della Commissione, né cifre, né una data di decisione. Chi legge questi dispacci deve sapere che la notizia è la richiesta, non l'esito.

Il tema si intreccia con un'altra notizia della giornata europea. L'UE ha presentato piani per un sistema di comunicazioni d'emergenza transfrontaliero, secondo The Local Italy: un segnale che Bruxelles sta concentrando l'attenzione su coordinamento e crisi, più che su nuove risorse.

Per il governo italiano la partita si gioca quindi su un terreno stretto: chiedere flessibilità senza apparire in deroga permanente. È la lettura che i diplomatici a Roma attribuiscono alle cancellerie del Nord Europa, tradizionalmente diffidenti verso le deviazioni dai parametri comuni.

Il Lazio osserva da una posizione particolare. È la regione della capitale, dove si decide la linea negoziale, ma è anche una regione che non produce la ricchezza industriale che altrove giustifica le richieste di flessibilità energetica. La sua economia regge su amministrazione, turismo e servizi.

Questo significa che un eventuale margine di spesa concesso da Bruxelles avrebbe per Roma un effetto soprattutto di tenuta del bilancio pubblico, più che di rilancio produttivo. È una differenza che la copertura internazionale tende a non sottolineare.

Per ora, secondo Politico Europe, resta l'appello di Meloni a von der Leyen. Nessuna delle fonti straniere consultate indica una risposta, una cifra o una scadenza. Il dispaccio si ferma qui, dove si fermano le fonti.

Share