ESTERI
Meloni cementa l'Europa mentre Trump la sfida
Gli attacchi del presidente americano alla premier italiana riavvicinano i leader europei a pochi giorni dal vertice NATO
Adriana Sole1,487 wordsEdition №35sabato 4 luglio 2026 — Edizione № 35

I leader europei si stanno schierando attorno a Giorgia Meloni mentre affrontano gli attacchi pubblici di Donald Trump rivolti alla premier italiana. Secondo l'Associated Press e la PBS, Trump ha messo in dubbio l'affidabilità dell'Italia come alleato in tempo di guerra e ha fatto affermazioni personali sulla Meloni, sostenendo che si era umiliata per attirare la sua attenzione. La risposta europea è stata sorprendente: invece di isolarla, Berlino e Parigi hanno stretto i ranghi attorno a una figura che fino a pochi mesi fa era stata emarginata per le sue radici politiche di estrema destra.
La Los Angeles Times ha riferito che l'atteggiamento confrontazionale di Trump nei confronti della premier di destra italiana sta inaspettatamente avvicinando i leader europei mentre coordinano la difesa, il commercio e la politica estera in mezzo a molteplici crisi globali. La mossa rappresenta un capovolgimento strategico: Meloni, un tempo considerata un'outsider nell'establishment europeo, è ora accolta negli studi di Berlino e Parigi proprio mentre si distanzia da Trump sull'Ucraina.
Il tempismo è critico. Circa venti membri conservatori del Parlamento europeo sono a Washington questa settimana per ricordare agli Stati Uniti i suoi alleati ideologici sul continente, secondo Politico, in parte per evitare conflitti al vertice NATO della prossima settimana. L'iniziativa conservatrice europea precede uno dei momenti più delicati dell'alleanza atlantica, con la presidenza americana che mette in discussione gli impegni difensivi e le alleanze storiche.
La crisi diplomatica tra Washington e Roma ha accelerato un processo di coesione europea che sembrava ancora fragile solo settimane fa. Trump ha pubblicamente contestato la lealtà italiana verso l'alleanza occidentale, affermando che Meloni cercava la sua approvazione. Queste affermazioni, riportate dalla PBS e dall'AP, hanno innescato una risposta coordinata dei governi europei che raramente si presenta così unita.
Per Meloni, il contesto domestico rende questo sostegno europeo particolarmente significativo. Come ha riferito France 24, la luna di miele politica della premier con gli italiani sembra finita dopo tre anni e mezzo al governo. La sua popolarità è in calo e elezioni generali sono all'orizzonte. Secondo il Guardian, con le elezioni in vista e i sondaggi che si muovono contro di lei, Meloni ha trovato un vantaggio strategico nella rottura con Trump, posizionandosi come difensore dell'Europa piuttosto che come alleata incondizionata degli Stati Uniti.
La ricomposizione dei rapporti tra Meloni e i leader europei rappresenta un'inversione delle dinamiche che hanno caratterizzato i suoi primi anni al governo. Quando è diventata la prima donna a guidare un governo italiano il 25 settembre 2022, la sua ascesa era stata accolta con cautela dalle capitali europee a causa delle sue radici nel movimento post-fascista italiano. Tuttavia, gli attacchi diretti di Trump hanno trasformato la percezione di Meloni in Europa, permettendole di presentarsi come una leader nazionale che resiste alle pressioni esterne.
Secondo la Los Angeles Times, Meloni si sta ora distanziando da Trump anche su questioni di politica estera cruciali come l'Ucraina. L'Italia, pur rimanendo membro della NATO, ha mantenuto una posizione più sfumata rispetto ad altri alleati sulla fornitura di armi a Kyiv. Questo differenziale politico, che avrebbe potuto isolarla, è invece diventato una base per il dialogo con Francia e Germania, che vedono in Meloni una controparte pragmatica piuttosto che ideologica.
Il vertice NATO della prossima settimana sarà il primo vero test di questa nuova solidarietà europea. Politico ha riferito che la delegazione conservatrice europea a Washington sta cercando di ricordare all'amministrazione Trump l'importanza degli alleati europei tradizionali. Il messaggio implicito è che gli attacchi personali a leader europei rischiano di indebolire l'alleanza proprio nel momento in cui le crisi globali — dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente — richiedono una risposta coordinata.
Per la redazione Estero, questa evoluzione ha implicazioni che vanno oltre il dramma diplomatico personale. L'Italia, come membro del G7, dell'eurozona e della NATO, occupa una posizione strategica nelle relazioni transatlantiche. Se Trump continua a minare la fiducia negli alleati europei attraverso attacchi personali, il rischio è che l'Europa acceleri il processo di autonomia strategica già in corso. Secondo Foreign Affairs, l'Europa si sta già riarmare e riordinando se stessa, allontanandosi dall'America.
La coesione europea intorno a Meloni suggerisce anche una rivalutazione della premier italiana all'interno dell'establishment europeo. Sebbene le sue posizioni su immigrazione e sovranità rimangono controverse, la sua gestione della crisi con Trump è stata vista come equilibrata: ha risposto duramente alle accuse senza rompere con l'alleanza atlantica. Questo atteggiamento pragmatico rispecchia una visione dell'Italia come ponte tra Europa e America, piuttosto che come alleato incondizionato di uno dei due.
Il Guardian ha riportato che Meloni ha risposto duramente alle affermazioni di Trump, descrivendole come 'inventate' e 'insensate'. Questa risposta pubblica, che avrebbe potuto alienarla dai conservatori americani, è stata invece interpretata dall'Europa come un atto di autodifesa nazionale. I leader europei hanno compreso che Meloni non poteva accettare passivamente gli attacchi senza perdere credibilità domestica.
Guardando avanti, il consolidamento della posizione di Meloni in Europa potrebbe avere conseguenze durature per l'alleanza atlantica. Se l'Italia — e per estensione altri alleati europei — inizia a percepire gli Stati Uniti come inaffidabili o ostili, il processo di autonomia strategica europea accelererà. Questo non significa necessariamente un allontanamento dalla NATO, ma piuttosto una ridefinizione dei termini della partnership.
Per la diplomazia italiana, questa crisi rappresenta un'opportunità. Meloni può emergere da questo episodio come una leader che ha saputo difendere gli interessi nazionali di fronte alle pressioni esterne, guadagnando credibilità sia a livello europeo che domestico. Tuttavia, il rischio è che gli attacchi di Trump continuino, trasformando questa solidarietà temporanea in una frattura più profonda all'interno dell'alleanza occidentale.
Il contesto più ampio è quello di una NATO in transizione. Con Trump che mette in discussione il valore della difesa europea collettiva e l'Europa che accelera i propri sforzi di riarmo, il vertice della prossima settimana potrebbe essere un punto di svolta. L'unità europea attorno a Meloni è un segnale che i leader del continente intendono affrontare questa sfida come blocco, non come nazioni isolate.
In conclusione, gli attacchi di Trump a Meloni hanno avuto l'effetto paradossale di rafforzare la coesione europea e la posizione della premier italiana. Mentre Trump intendeva isolarla, ha invece fornito ai leader europei una ragione per chiudere i ranghi. Nel breve termine, questo rafforza Meloni; nel lungo termine, potrebbe accelerare il processo di autonomia strategica europea che Washington avrebbe voluto evitare.
