NAZIONALE
Meloni e il governo più longevo del dopoguerra: il ritratto del NYT
In una rara intervista, la premier riflette sul suo percorso politico mentre si avvicina a un record di longevità
Davide Ruspoli790 wordsEdition №91sabato 22 agosto 2026 — Edizione № 91
Il New York Times ha dedicato un ampio ritratto alla presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, in occasione di una rara intervista in cui riflette sul suo percorso politico. Secondo il quotidiano americano, la premier sta guidando quello che presto sarà il governo più duraturo della storia del dopoguerra del paese, un risultato notevole per una leader che un tempo era considerata un'emarginata politica.
L'intervista, riportata dal NYT, mostra una Meloni che si presenta alternativamente divertente e fiera, consapevole del cammino compiuto dal 'lato scomodo della storia' alla soglia del potere. Il quotidiano americano sottolinea come la premier abbia aperto un percorso per la destra dura italiana, trasformando una forza politica un tempo marginale nel principale partito di governo del paese.
Per Roma, capitale politica dell'Italia, la longevità del governo Meloni rappresenta un fatto di rilevanza istituzionale. Dal Palazzo Chigi al Quirinale, passando per i ministeri, la stabilità dell'esecutivo ha conseguenze dirette sulla macchina amministrativa e sulla vita dei cittadini del Lazio.
Il ritratto del New York Times, pubblicato venerdì, si inserisce in un momento particolare della politica italiana. Il governo guidato da Meloni, entrato in carica dopo le elezioni del 2022, si avvicina al traguardo dei quattro anni di legislatura, un risultato che nessun esecutivo italiano aveva raggiunto dalla fine della seconda guerra mondiale. La durata media dei governi italiani, come ricordano i corrispondenti stranieri a Roma, è storicamente tra le più basse d'Europa.
Nell'intervista, la premier riflette sul suo percorso personale e politico. Il NYT riporta come Meloni, un tempo considerata una figura di estrema destra e relegata ai margini del sistema politico, sia oggi alla guida di un governo stabile e riconosciuto a livello internazionale. Il quotidiano americano definisce questo percorso un'apertura di strada per la destra dura italiana, con implicazioni che vanno oltre i confini nazionali.
La stampa internazionale ha seguito con attenzione la parabola di Meloni, dalla vittoria elettorale del 2022 alla gestione di crisi complesse come la pandemia, l'inflazione e le tensioni internazionali. I corrispondenti da Roma hanno più volte notato come la premier abbia saputo consolidare il proprio potere, sia all'interno del suo partito sia nel quadro europeo, dove i rapporti con le istituzioni di Bruxelles sono stati a tratti tesi ma mai rotti.
Per il Lazio, la stabilità del governo ha un impatto concreto. Roma, in quanto capitale, ospita le sedi di tutti i ministeri e delle principali istituzioni statali. La continuità dell'esecutivo significa una maggiore prevedibilità nelle nomine, nei finanziamenti e nelle politiche pubbliche, dalla sanità ai trasporti, dall'istruzione alla cultura. I sindaci e i presidenti di regione, in questi anni, hanno potuto contare su un interlocutore stabile a Palazzo Chigi, un fatto non scontato nella storia repubblicana.
Il NYT, nel suo ritratto, non manca di sottolineare le contraddizioni e le critiche che accompagnano il governo Meloni. La premier, da un lato, ha mantenuto una linea dura su immigrazione e sicurezza, temi che le hanno garantito il consenso di una parte dell'elettorato. Dall'altro, secondo i critici, alcune sue politiche sarebbero in contrasto con i valori europei e con i principi costituzionali. La stampa estera ha spesso messo in luce queste tensioni, descrivendo l'Italia come un laboratorio politico per le destre europee.
L'intervista al NYT arriva in un momento in cui la premier sembra voler consolidare la sua immagine internazionale. Il quotidiano americano racconta una leader che si muove con disinvoltura tra i palazzi del potere, capace di alternare toni ironici e momenti di orgoglio nazionale. Una figura che, a detta del NYT, ha ormai superato la fase della 'demonizzazione' e si presenta come una statista a pieno titolo.
La longevità del governo Meloni, secondo i commentatori stranieri, è anche il risultato di una debolezza dell'opposizione. Il centrosinistra italiano, frammentato e privo di una leadership riconosciuta, non è riuscito a proporre un'alternativa credibile, e questo ha contribuito a consolidare il potere della maggioranza. I corrispondenti da Roma hanno più volte notato come questa asimmetria politica sia un fattore chiave per comprendere la stabilità dell'esecutivo.
Guardando al futuro, il NYT si chiede se il governo riuscirà a completare la legislatura e se Meloni cercherà un secondo mandato. Le elezioni europee del 2024 e le amministrative del 2025 hanno dato segnali contrastanti: la premier ha mantenuto il consenso, ma con qualche segno di flessione. La sfida, per il governo, sarà gestire le prossime scadenze, dalla legge di bilancio alle riforme istituzionali, senza perdere il sostegno della sua coalizione.
Per Roma e per il Lazio, la stabilità politica è una risorsa, ma anche una responsabilità. La capitale, con i suoi problemi cronici di trasporti, rifiuti e sicurezza, attende risposte concrete dal governo. La premier, dal canto suo, ha più volte ribadito l'attenzione per la sua città, promettendo interventi per il Giubileo e per la riqualificazione urbana. Il tempo dirà se queste promesse si tradurranno in fatti.
Il ritratto del NYT, in definitiva, restituisce l'immagine di un'Italia che cambia, guidata da una leader che ha saputo imporsi sulla scena nazionale e internazionale. Una storia che, vista da Roma, assume i contorni di una trasformazione profonda del sistema politico italiano, con effetti che si misureranno negli anni a venire.
