BASILICATA
Il record di Meloni e il Sud che osserva da lontano
La premier celebra 1.413 giorni di governo, un primato che il mondo legge come rarità italiana. La Basilicata guarda alla stabilità promessa e ai conti che non tornano.
Pietro Lasorsa1,233 wordsEdition №107lunedì 7 settembre 2026 — Edizione № 107
Il governo italiano guidato da Giorgia Meloni ha superato venerdì il record di longevità nella storia del dopoguerra, raggiungendo 1.413 giorni alla guida del paese, come riportato da France 24. Il traguardo, celebrato con una grande festa organizzata da Fratelli d'Italia a Bari, segna un'eccezione in un paese noto per l'instabilità politica, dove i governi cadono spesso prima della fine del mandato.
La stampa internazionale legge il primato come il prodotto di una combinazione rara: tattiche politiche astute e fortuna straordinaria, secondo l'analisi della direttrice dell'Istituto Affari Internazionali Nathalie Tocci riportata da France 24. Altri osservatori, come il professore Lorenzo Pregliasco dell'Università di Bologna, sottolineano che la longevità di Meloni si spiega meno con la forza delle sue politiche e più con il dominio del suo partito all'interno della coalizione e con la frammentazione dell'opposizione.
Per la Basilicata, regione del Sud Italia che da decenni misura il divario con il Nord, il dibattito sulla stabilità politica ha un suono particolare. La regione ha visto alternarsi governi nazionali senza che le promesse di sviluppo per il Mezzogiorno trovassero piena attuazione, mentre l'economia locale resta legata all'estrazione di petrolio e gas e a un'agricoltura che fatica a trattenere i giovani.
Il traguardo di Meloni è stato celebrato venerdì con una grande festa a Bari, capitale della vicina Puglia, un evento che France 24 ha descritto come una 'festa del potere'. La premier, prima donna a guidare il governo italiano, ha superato il record del magnate dei media Silvio Berlusconi, che aveva guidato l'esecutivo per 1.410 giorni all'inizio degli anni Duemila.
La copertura internazionale del primato è divisa. La stampa di destra celebra la stabilità, mentre la stampa di sinistra parla di 'fiasco', secondo la rassegna stampa di France 24. Euronews ricorda che la durata della coalizione di Meloni è una rarità nell'Italia del dopoguerra, dove i governi sono spesso caduti prima della fine del loro mandato.
Gli analisti stranieri individuano nella longevità di Meloni un paradosso. Da un lato, la stabilità ha permesso all'Italia di accumulare relazioni diplomatiche e di rafforzare il suo ruolo sulla scena europea, come osserva la ricercatrice Giulia Sandri dell'Università Libera di Bruxelles in un'intervista a France 24. Dall'altro, il governo affronta sfide considerevoli in vista delle elezioni del 2027, con l'ascesa di un rivale di estrema destra, Roberto Vannacci, il cui partito Futuro Nazionale sta guadagnando terreno nei sondaggi, secondo il Guardian.
Per la Basilicata, la stabilità del governo centrale è una variabile che la regione osserva con attenzione, ma da lontano. La regione del profondo Sud, incastonata tra la Puglia, la Campania e la Calabria, è da decenni al centro dei dibattiti sulle politiche di coesione europea e sui fondi per lo sviluppo del Mezzogiorno. La sua economia dipende in larga parte dall'estrazione di petrolio e gas nel bacino di Val d'Agri, il più grande giacimento onshore d'Europa, e da un'agricoltura che produce grano, olio d'oliva e vino, ma che fatica a trattenere i giovani.
Il tema della stabilità politica ha un peso particolare in una regione che ha visto l'emigrazione costante dei suoi figli verso il Nord Italia e verso l'estero. La popolazione della Basilicata è in calo da decenni, e i paesi dell'entroterra si svuotano anno dopo anno. La promessa di un governo stabile che possa finalmente attuare riforme strutturali per il Mezzogiorno è stata fatta da molti esecutivi in passato, ma i risultati, agli occhi di chi vive in queste terre, sono stati spesso deludenti.
Il raduno di Bari, scelto da Meloni per celebrare il traguardo, non è casuale. La Puglia e la Basilicata sono regioni in cui il consenso al governo di centrodestra è cresciuto negli ultimi anni, ma anche regioni in cui il divario con il Nord resta marcato. La disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno è tra le più alte d'Europa, e la Basilicata, nonostante le risorse naturali, non ha saputo trasformare la ricchezza estrattiva in sviluppo duraturo.
Gli analisti internazionali sottolineano che la longevità di Meloni è anche il prodotto di un'opposizione frammentata, incapace di offrire un'alternativa credibile. Pregliasco, intervistato da France 24, parla di 'nessun leader alternativo, nessun altro possibile leader oltre Giorgia Meloni'. Questa diagnosi, letta dal Sud, suona come una condanna: se l'opposizione non riesce a rappresentare le istanze del Mezzogiorno, chi ascolterà le richieste di una regione che chiede infrastrutture, servizi e opportunità per i suoi giovani?
Il governo Meloni ha puntato molto sui fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il programma europeo di ripresa post-pandemia, per rilanciare il Mezzogiorno. Ma i ritardi nell'attuazione dei progetti e la complessità burocratica, denunciati più volte dalla stampa internazionale, hanno rallentato gli investimenti. La Basilicata, che ha ricevuto finanziamenti per progetti di digitalizzazione, turismo e agricoltura sostenibile, attende ancora di vedere i risultati concreti.
La festa di Bari, con i suoi toni trionfalistici, contrasta con la realtà di una regione come la Basilicata, dove il tasso di natalità è tra i più bassi d'Italia e dove i comuni dell'entroterra lottano per mantenere aperti scuole e uffici postali. La stampa estera ha raccontato più volte la storia di Matera, l'antica città dei Sassi, un tempo definita 'la vergogna d'Italia' e oggi capitale europea della cultura e set cinematografico internazionale. Ma il miracolo di Matera non si è esteso al resto della regione, che resta una delle più povere del paese.
In vista delle elezioni del 2027, il governo Meloni dovrà confrontarsi con le sfide che la stampa internazionale elenca: l'alto debito pubblico, la pressione migratoria, il divario Nord-Sud. Per la Basilicata, queste sfide non sono astratte. Il debito pubblico significa minori risorse per i servizi essenziali in una regione che già soffre di carenze sanitarie; la pressione migratoria sulle coste del Sud Italia riguarda anche le sue coste tirreniche e ioniche; il divario Nord-Sud è la misura esatta della distanza tra le promesse della politica e la vita quotidiana dei suoi cittadini.
La longevità del governo Meloni è, per molti osservatori internazionali, un fatto positivo: la stabilità permette di pianificare riforme di lungo periodo. Ma per chi vive in Basilicata, la domanda è se questa stabilità porterà finalmente i frutti promessi. La regione ha bisogno di infrastrutture moderne, di un sistema sanitario efficiente, di opportunità di lavoro per i giovani che oggi scelgono di andarsene. Il tempo delle celebrazioni passerà, ma il tempo delle attese, per il Sud, è lungo.
Il confronto con il passato è inevitabile. La Basilicata ha visto passare governi di ogni colore politico, dalla Democrazia Cristiana del dopoguerra ai governi di centrosinistra e centrodestra del nuovo millennio. Ogni esecutivo ha promesso di chiudere il divario con il Nord, ma il divario è rimasto. La stampa internazionale, nel raccontare il record di Meloni, ricorda che l'Italia è un paese di governi instabili, ma dimentica spesso che è anche un paese di disuguaglianze territoriali profonde, dove il Sud attende da settant'anni una risposta che non arriva.
Mentre i riflettori del mondo sono puntati su Bari e sulla festa del potere, la Basilicata osserva con la sobrietà di chi ha imparato a non aspettarsi troppo dalla politica. La regione, con i suoi borghi antichi, le sue montagne e le sue coste, continua a cercare una strada per il futuro, tra l'eredità del suo passato contadino e le promesse di un'innovazione che tarda ad arrivare. Il record di Meloni è una notizia, ma per il Sud è anche un promemoria: la stabilità, da sola, non basta a cambiare la vita delle persone.
