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SARDEGNA

Meloni taglia il traguardo del record, la Sardegna osserva il centralismo

La premier più longeva del dopoguerra celebra a Bari: per l'isola, il nodo resta l'autonomia e i rapporti con Roma

Gavino Sanna820 wordsEdition №106domenica 6 settembre 2026 — Edizione № 106

Il governo guidato da Giorgia Meloni è diventato il più longevo nella storia del dopoguerra italiano, superando il record che apparteneva a Silvio Berlusconi. La premier ha celebrato il traguardo con una grande festa organizzata dal suo partito venerdì, e con un comizio a Bari in vista delle elezioni del 2027, come riferiscono France 24 ed Euronews.

Per la Sardegna, regione a statuto speciale, la notizia arriva in un momento di particolare attenzione ai rapporti tra l'isola e il governo centrale. Le questioni aperte sono numerose: dalla continuità territoriale alla gestione delle risorse, dalla tutela dell'ambiente alla politica industriale.

La longevità del governo Meloni, secondo gli analisti internazionali citati da France 24, è il risultato di una combinazione di tattica politica attenta e di una opposizione frammentata che non ha saputo proporre un'alternativa credibile.

Con 1.413 giorni in carica, il governo di Giorgia Meloni ha superato il record di Silvio Berlusconi, diventando il più longevo nella storia del dopoguerra italiano. La notizia, riportata da France 24 e Euronews, è stata celebrata dal partito della premier, Fratelli d'Italia, con una grande festa venerdì e con un comizio a Bari dove Meloni ha guardato alle elezioni del 2027.

L'analisi della stampa internazionale è duplice. Da un lato, i media di destra celebrano il traguardo come un segnale di stabilità in un paese noto per la sua instabilità politica. Dall'altro, la stampa di sinistra parla di un 'fiasco' di leadership, sottolineando le sfide che attendono la premier nei prossimi mesi.

L'analista politico Lorenzo Pregliasco, co-fondatore dell'agenzia di sondaggi YouTrend e professore all'Università di Bologna, intervistato da France 24, sostiene che l'insolita longevità di Meloni sia il risultato di una strategia politica attenta. Secondo Pregliasco, la premier ha saputo consolidare il proprio dominio all'interno della coalizione di governo, riducendo lo spazio dei partner e presentandosi come l'unica leader possibile.

La ricercatrice Giulia Sandri, dell'Università Libera di Bruxelles, aggiunge che quattro anni di stabilità hanno permesso a Meloni di accumulare relazioni diplomatiche, rafforzando il ruolo dell'Italia sulla scena internazionale. Un elemento, questo, che secondo Sandri va al di là delle singole politiche e riguarda la capacità di costruire credibilità nel lungo periodo.

Per la Sardegna, il traguardo di Meloni si inserisce in un quadro di rapporti complessi con il governo centrale. L'isola, una delle cinque regioni a statuto speciale, ha una storia di tensioni con Roma sulla gestione delle proprie risorse e sulla definizione delle proprie competenze. La stabilità del governo nazionale può essere letta in due modi: da un lato, come una garanzia di continuità nelle relazioni istituzionali; dall'altro, come il consolidamento di un centralismo che l'isola ha spesso contestato.

Le questioni aperte tra la Sardegna e il governo sono numerose. La continuità territoriale, ovvero il diritto dei sardi a collegamenti aerei e marittimi con la penisola a condizioni agevolate, è una battaglia storica che ha attraversato tutti i governi, indipendentemente dal loro colore politico. La recente emergenza incendi, che ha colpito duramente l'isola, ha riacceso il dibattito sulla gestione del territorio e sulle risorse destinate alla prevenzione.

C'è poi il tema delle concessioni balneari e della gestione delle coste, che tocca direttamente l'economia turistica sarda. E ancora, la questione energetica: l'isola ospita impianti industriali che il governo centrale ha più volte promesso di riconvertire, ma i tempi si sono allungati e l'incertezza resta.

La stampa estera ha più volte raccontato la Sardegna come un'isola con una forte identità e una storia di autonomia che affonda le radici nella sua specificità linguistica e culturale. La lingua sarda, riconosciuta come minoranza linguistica, e il patrimonio nuragico, sono elementi che i media internazionali citano spesso per spiegare il senso di separatezza dell'isola rispetto al resto d'Italia.

In questo contesto, la longevità del governo Meloni non è una notizia che gli osservatori sardi seguono con particolare entusiasmo o preoccupazione. Piuttosto, è una variabile che si aggiunge a un quadro già complesso, in cui l'isola cerca di ritagliarsi spazi di autonomia e di attenzione da parte di Roma.

Le elezioni del 2027, a cui Meloni guarda dal palco di Bari, saranno un appuntamento importante anche per la Sardegna. Il rinnovo del Consiglio regionale e la definizione dei rapporti con il governo centrale saranno temi centrali nel dibattito politico dell'isola nei prossimi mesi.

La domanda che molti si pongono, e che la stampa internazionale solleva, è se la lunga permanenza al potere di Meloni porterà a un'accelerazione delle riforme o a un consolidamento dello status quo. Per la Sardegna, la risposta a questa domanda determinerà in larga parte il futuro dei rapporti tra l'isola e lo stato italiano.

Il record di longevità, celebrato con grande enfasi dal partito della premier, rappresenta un fatto storico per l'Italia repubblicana. Ma per la Sardegna, abituata a guardare a Roma con un misto di diffidenza e aspettativa, la vera notizia sarà nei contenuti delle politiche che il governo metterà in campo nei prossimi mesi, più che nella durata della sua permanenza al potere.

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