BASILICATA
Il record di Meloni e la sfida di Vannacci nel Sud che non vota
Mentre la premier celebra la longevità del suo governo, l'ascesa dell'estrema destra pone domande per le regioni a forte astensionismo
Pietro Lasorsa820 wordsEdition №104venerdì 4 settembre 2026 — Edizione № 104
Il governo guidato da Giorgia Meloni è diventato il più duraturo nella storia del dopoguerra italiano, superando il record di 1.413 giorni stabilito da Silvio Berlusconi tra il 2001 e il 2005, secondo quanto riportato da France 24. L'Italia ha avuto 68 governi negli ultimi 80 anni, un dato che rende questo traguardo ancora più notevole.
Mentre la premier celebra il record, il Guardian documenta l'ascesa nei sondaggi del leader di estrema destra Roberto Vannacci e del suo partito Futuro Nazionale, una sfida che pone domande sulla capacità di Meloni di riconquistare le sue radici prima delle elezioni dell'anno prossimo.
France 24 ha dedicato ampio spazio al traguardo raggiunto dal governo Meloni, che venerdì è diventato il più longevo nella storia del dopoguerra italiano. Il canale francese ricorda che quando Meloni ha assunto l'incarico nel 2022, molti alleati europei la vedevano con disagio, date le radici neofasciste del suo partito. Tuttavia, ha governato pragmaticamente, operando all'interno delle istituzioni dell'UE.
Il Guardian, dal canto suo, racconta la rapida ascesa nei sondaggi di Roberto Vannacci, leader del partito Futuro Nazionale. L'ex generale dell'esercito, noto per le sue posizioni controverse, sta erodendo il consenso della premier da destra, ponendo interrogativi sulla strategia di Meloni in vista delle elezioni dell'anno prossimo.
France 24 ha intervistato Nathalie Tocci, direttrice dell'Istituto Affari Internazionali di Roma, che ha definito la formula del successo di Meloni come composta per il 50 per cento da tattica politica intelligente e per il 50 per cento da straordinaria fortuna. La studiosa sottolinea come la premier sia riuscita a navigare le acque europee con pragmatismo, mantenendo al contempo una base elettorale fedele.
Per la Basilicata, regione che conta circa 537.000 abitanti, la questione politica assume contorni particolari. Come gran parte del Mezzogiorno, la regione ha storicamente registrato tassi di astensionismo superiori alla media nazionale. Le elezioni del 2022 avevano visto un'affluenza in calo, con molti elettori del Sud che hanno scelto di non recarsi alle urne.
Il governo Meloni ha mantenuto un consenso significativo in Basilicata, dove la gestione dei fondi del PNRR e le politiche energetiche hanno trovato un terreno fertile. La regione, che ospita il più grande giacimento petrolifero onshore d'Europa, ha beneficiato di royalty e occupazione legate all'estrazione di idrocarburi.
L'ascesa di Vannacci, però, potrebbe trovare terreno fertile anche nel Sud. Il Guardian nota come il suo partito, Futuro Nazionale, stia attirando elettori delusi dalla gestione Meloni e allo stesso tempo coloro che ritengono la premier troppo moderata. Le posizioni identitarie e sovraniste del generale risuonano in aree dove la percezione di abbandono da parte dello Stato centrale è forte.
Il problema per la premier, secondo l'analisi del Guardian, è duplice. Da un lato, deve difendere il suo record di governo e la sua immagine di leader affidabile agli occhi degli alleati europei. Dall'altro, deve contrastare la sfida di Vannacci che la attacca da destra, rischiando di perdere consensi tra gli elettori più radicali.
In Basilicata, come in altre regioni del Sud, la competizione politica si gioca anche sul terreno dell'astensionismo. I partiti che riusciranno a mobilitare i propri elettori, portandoli alle urne, avranno un vantaggio decisivo. La sfida di Vannacci potrebbe avere l'effetto paradosso di aumentare la partecipazione, polarizzando il dibattito politico.
France 24 ricorda che l'Italia ha avuto 68 governi negli ultimi 80 anni, un'instabilità cronica che rende il record di Meloni ancora più significativo. La premier, prima donna a guidare il paese, ha superato il traguardo stabilito da Silvio Berlusconi, il leader che per decenni ha dominato la scena politica italiana.
Il quotidiano francese sottolinea come Meloni abbia operato all'interno delle istituzioni dell'UE, sostenendo le politiche europee anche quando la sua base elettorale avrebbe preferito posizioni più critiche. Questo pragmatismo le ha guadagnato la fiducia dei partner europei, ma potrebbe costarle consensi interni, soprattutto se Vannacci riuscirà a capitalizzare il malcontento.
Per il futuro politico della Basilicata, la domanda è quale dei due schieramenti riuscirà a interpretare meglio le esigenze del territorio. La regione affronta sfide demografiche serie: la popolazione è in calo e i giovani emigrano verso il Nord Italia o all'estero. Il governo centrale, qualunque sia il suo colore, dovrà affrontare queste questioni strutturali.
Il Guardian conclude la sua analisi notando che Meloni si trova ora di fronte a un bivio: tornare alle sue radici di destra radicale per contrastare Vannacci, o mantenere la rotta moderata che le ha permesso di governare a lungo. La scelta avrà conseguenze non solo per il futuro del suo governo, ma per l'intero equilibrio politico italiano.
Nel Mezzogiorno, dove l'astensionismo cronico ha spesso deciso le elezioni, la capacità di mobilitare gli elettori sarà cruciale. Se Vannacci riuscirà a portare alle urne i delusi e i disillusi, potrebbe ribaltare gli equilibri in regioni come la Basilicata, storicamente considerate roccaforti del centrodestra moderato.
