VENETO
Il record di Meloni e il Veneto che non si riconosce più
La premier celebra il governo più longevo del dopoguerra. Nel Nordest, culla del suo partito, la sfida di Vannacci divide l'elettorato
Tommaso Veronese804 wordsEdition №105sabato 5 settembre 2026 — Edizione № 105
Venerdì il governo guidato da Giorgia Meloni ha stabilito un nuovo record: 1.413 giorni in carica, il mandato più lungo nella storia del dopoguerra italiano, superando il precedente traguardo di Silvio Berlusconi. La notizia, riportata da France 24 e Euronews, è stata celebrata dal partito Fratelli d'Italia con una grande festa. Eppure, proprio mentre la premier consolida il suo primato, una nuova sfida emerge alla sua destra, e il Veneto — storicamente uno dei cuori del suo elettorato — osserva con attenzione.
L'ascesa nei sondaggi di Roberto Vannacci e del suo partito Futuro Nazionale, raccontata dal Guardian, pone interrogativi sulla capacità di Meloni di mantenere unita la coalizione in vista delle elezioni del 2027. La longevità del governo, sottolineano gli analisti citati da France 24, è stata costruita su una strategia politica attenta e su una stabilità che ha pochi precedenti nella storia repubblicana. Ma questa stessa stabilità potrebbe ora essere messa alla prova proprio dal fronte interno.
Il traguardo raggiunto venerdì è storico per l'Italia. Come riporta France 24, Meloni è stata premier per 1.413 giorni, battendo il record del magnate dei media Silvio Berlusconi. Il suo partito, Fratelli d'Italia, ha organizzato una grande festa per celebrare l'occasione, un evento che la stampa di destra ha accolto con entusiasmo mentre quella di sinistra parla di una leadership che sarebbe un fiasco, secondo la rassegna stampa di France 24.
Euronews sottolinea come la durabilità della coalizione di Meloni sia una rarità nell'Italia del dopoguerra, dove i governi hanno spesso ceduto prima della fine dei loro mandati. L'analista politico Lorenzo Pregliasco, intervistato da France 24, sostiene che l'inusuale longevità di Meloni sia meglio compresa non semplicemente come un record di forza politica, ma come il prodotto di una strategia attenta. Una formula che Nathalie Tocci, direttrice dell'Istituto Affari Internazionali di Roma, sintetizza come '50% tattica politica intelligente, 50% straordinaria fortuna'.
Per il Veneto, questa storia ha un significato particolare. La regione è stata a lungo considerata un laboratorio politico del centrodestra italiano: il Veneto di Bossi prima e di Zaia poi ha rappresentato la punta più avanzata del federalismo e del regionalismo. Ma è anche la terra dove la destra sociale e identitaria ha trovato terreno fertile, con un elettorato che ha premiato più volte la leadership forte e stabile.
È qui che la sfida di Vannacci potrebbe mordere di più. Il Guardian racconta che la rapida ascesa del partito Futuro Nazionale pone domande sul fatto che la premier tornerà alle sue radici prima delle elezioni. Vannacci, generale ed ex candidato alle europee, ha costruito il suo consenso su temi identitari e sovranisti che risuonano in profondità nel Nordest, dove l'orgoglio regionale e la diffidenza verso Bruxelles sono sentimenti radicati.
La domanda che gli osservatori internazionali si pongono è se Meloni, per arginare l'emorragia verso la sua destra, non sia costretta a spostare ulteriormente l'asse del governo. France 24, in un'analisi dedicata, spiega come la forza di Meloni sia meno legata alle politiche e più al dominio del suo partito all'interno della coalizione di governo. Una posizione dominante che, tuttavia, potrebbe essere insidiata da un competitor che parla il linguaggio della purezza ideologica.
Per il Veneto, la posta in gioco è anche concreta. Il modello di sviluppo della regione — distretti industriali, export, piccole imprese — ha sempre convissuto con una certa dose di euroscetticismo, ma anche con la consapevolezza che i fondi europei e il mercato unico sono stati fondamentali per la crescita. Un eventuale spostamento a destra del governo potrebbe avere conseguenze sui rapporti con l'Unione Europea, come il caso dei visti turistici ai russi dimostra.
Il Guardian ha riportato che la Germania chiede all'UE di tagliare i visti turistici ai russi dopo gli attacchi sabotatori, con un bielorusso a cui sarebbe stato rilasciato un visto turistico dall'Italia che è indagato per un presunto tentativo di attacco all'aeroporto di Lipsia. Una vicenda che tocca direttamente il Veneto, dove il turismo — anche russo — ha rappresentato una fetta importante dell'economia lagunare prima della pandemia e della guerra.
La premier, intanto, guarda avanti. Le elezioni sono previste per il 2027 e il suo record di longevità potrebbe essere solo l'inizio. Ma come nota The Local Italy, i critici dicono che il governo ha gestito il tempo principalmente facendo molto poco. Una lettura che nel Veneto, abituato a giudicare i governi sui risultati concreti — infrastrutture, burocrazia, sostegno alle imprese — potrebbe trovare ascolto.
Il Veneto osserva. Da una parte la soddisfazione per un governo stabile che ha dato al paese una credibilità internazionale ritrovata; dall'altra la curiosità per una nuova destra che parla il linguaggio della rottura. In mezzo, una premier che ha fatto della longevità la sua principale arma politica, ma che sa che il tempo non è necessariamente dalla sua parte. Il record è suo, ma il futuro è tutto da scrivere.
