LAZIO
Meloni respinge Trump: «L'Italia non mendica»
Lo scontro pubblico al G7 rivela il deterioramento dei rapporti tra Roma e Washington dopo la guerra in Iran
Davide Ruspoli1,247 wordsEdition №21sabato 20 giugno 2026 — Edizione № 21
Giorgia Meloni ha pubblicato un video su X venerdì in cui respinge «completamente» l'affermazione di Donald Trump secondo cui avrebbe mendicato una foto durante il vertice del G7 in Francia. «Né io né l'Italia mendichiamo», ha detto la premier in un messaggio che riflette il deterioramento della relazione tra Roma e Washington.
Trump aveva dichiarato al canale televisivo italiano La7 che Meloni «voleva una foto con me così disperatamente» e che lui «non l'avrebbe scattata, ma mi è dispiaciuto per lei». L'affermazione, secondo quanto riportato dal Guardian e da altre agenzie internazionali, ha provocato una reazione immediata e pubblica del governo italiano.
Il ministro degli esteri Antonio Tajani ha annullato una visita programmata negli Stati Uniti, confermando la natura ufficiale della protesta. Meloni ha dichiarato di essere «francamente sconvolta» dalle parole di Trump, secondo quanto riportato da France 24.
Lo scambio pubblico tra Meloni e Trump rappresenta un punto di rottura significativo in una relazione che, fino a pochi mesi fa, era stata caratterizzata da una vicinanza strategica. La premier italiana era stata etichettata dalla stampa internazionale come il «sussurratore di Trump» dell'Europa, una posizione che le aveva conferito un ruolo privilegiato nella diplomazia occidentale.
Secondo quanto riportato da The Washington Post, la trasformazione della loro amicizia in una responsabilità per Meloni è coincisa con la decisione di Trump di entrare in guerra con l'Iran. La BBC ha sottolineato che questo scambio altamente pubblico è un'indicazione del deterioramento dei precedenti legami stretti tra i due leader.
La reazione di Roma è stata rapida e istituzionale. Il ministro degli esteri ha annullato la visita negli Stati Uniti, un gesto che The Local Italy ha descritto come espressione di «indignazione» ufficiale. Meloni, nel suo video, ha enfatizzato che «l'Italia non mendica» a nessuno, una formulazione che trasforma una questione personale in una questione di dignità nazionale.
Dal punto di vista di Roma, l'incidente arriva in un momento delicato per la posizione dell'Italia nello scacchiere geopolitico europeo. La capitale è sede del governo italiano e della Santa Sede, due istituzioni che hanno interessi strategici significativi nel mantenere relazioni stabili con Washington. La rottura della cordialità con Trump complica la navigazione di Meloni tra le pressioni interne della sua coalizione di destra e le esigenze della diplomazia atlantica.
Politico Europe ha riferito che Meloni stava già affrontando tensioni con altri leader europei, in particolare con il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, sulla stretta dell'UE sulla migrazione. L'incidente con Trump aggiunge un ulteriore livello di complicazione alla sua posizione di leader di una delle maggiori economie europee.
Il contesto della disputa risiede nel recente vertice del G7 in Francia, dove i sette leader mondiali si sono riuniti per discutere di questioni di politica globale. Trump ha sollevato la questione della foto durante un'intervista con La7, un'emittente italiana, amplificando ulteriormente l'effetto delle sue parole su un pubblico italiano.
La stampa internazionale ha notato che l'affermazione di Trump contraddice l'insistenza recente di Meloni secondo cui la loro relazione fosse «buona come sempre», secondo quanto riportato da Politico Europe. Il divario tra la narrativa pubblica di Meloni e la realtà dei rapporti con Washington è stato così esposto in modo imbarazzante.
Per il governo italiano, l'incidente pone una questione più ampia: come mantenere l'influenza con un'amministrazione americana che sembra meno interessata alla cortesia diplomatica tradizionale. Meloni ha costruito gran parte della sua credibilità internazionale sulla capacità di dialogare con Trump, una posizione che ora è compromessa.
La reazione della stampa italiana, sebbene non citabile direttamente secondo le regole di La Veduta, è stata seguita attentamente dalle agenzie internazionali. Reuters e AP hanno riferito della cancellazione della visita di Tajani come un segnale chiaro della serietà con cui Roma stava trattando l'affronto percepito.
Dal punto di vista romano, l'incidente tocca anche questioni di soft power. L'Italia ha storicamente fatto affidamento su una miscela di diplomazia sottile, eredità culturale e posizionamento strategico. L'umiliazione pubblica di Meloni da parte di Trump minaccia questa immagine curata.
La domanda che rimane aperta è come questa tensione evolverà. Trump ha dimostrato di essere impaziente con i protocolli diplomatici tradizionali, e la sua affermazione potrebbe riflettere un calcolo più ampio sulla ridefinizione dei rapporti con i leader europei. Per Meloni, la sfida consiste nel ripristinare il credito con Washington senza apparire debole di fronte al suo elettorato domestico.
Il ministero degli esteri italiano, con sede a Roma, avrà il compito di gestire la diplomazia del dopo-incidente. La cancellazione della visita di Tajani è un primo passo, ma la vera prova sarà come Roma e Washington riusciranno a ricalibrare la loro relazione nei mesi a venire, in un contesto di crescente incertezza geopolitica.
