ESTERO
Trump e Meloni, la foto che spacca l'alleanza atlantica
Il presidente americano derida la premier italiana al G7. Tajani cancella la visita negli Usa. Tensioni crescenti tra Roma e Washington.
Adriana Sole1,687 wordsEdition №21sabato 20 giugno 2026 — Edizione № 21

Giorgia Meloni ha pubblicato un video su X venerdì denunciando come «completamente inventata» l'affermazione del presidente americano Donald Trump secondo cui lei avrebbe mendicato una foto durante il vertice del G7 in Francia. Trump aveva dichiarato a un broadcaster italiano che Meloni «voleva una foto con me così disperatamente» e che lui «non l'avrebbe scattata, ma mi è dispiaciuto per lei».
Il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani ha risposto annullando una visita negli Stati Uniti programmata per luglio, secondo quanto riferito da agenzie internazionali venerdì. Lo scambio altamente pubblico rappresenta un'escalation nelle tensioni tra Roma e Washington, con la BBC che sottolinea come i «precedenti stretti legami» tra Meloni e Trump «si sono deteriorati da quando Trump ha deciso di entrare in guerra con l'Iran».
La reazione italiana è stata immediata e trasversale. The Guardian e France 24 riferiscono che Meloni ha detto di essere «francamente scioccata» dalle osservazioni del presidente americano. Secondo The Local Italy, l'Italia ha reagito venerdì «con rabbia» ai commenti riportati di Trump che sembravano deridere la premier.
Lo scontro emerge da un'apparente divergenza di narrazione su un momento protocollare al margine del vertice del G7 in Francia questa settimana. Trump ha dichiarato a La7, broadcaster italiano, che Meloni aveva cercato insistentemente di scattare una foto con lui, aggiungendo una nota di commiserazione sulla sua insistenza. Meloni, in risposta, ha registrato un video pubblicato su X in cui ha definito l'affermazione «completamente inventata» e ha affermato che l'Italia non «mendica» foto.
La premessa del conflitto risale a una relazione che un tempo era considerata particolarmente stretta. Secondo quanto riferito da The Washington Post, Meloni era stata etichettata come il «sussurratore di Trump» dell'Europa, una posizione che le aveva conferito una certa influenza nelle dinamiche transatlantiche durante il primo mandato del presidente americano. Quella prossimità è ora diventata, secondo il giornale americano, «una responsabilità per lei» nella nuova amministrazione Trump.
Il deterioramento della relazione coincide con il cambio di rotta della politica estera americana verso l'Iran. La BBC nota che lo scambio pubblico è «un'indicazione che i loro precedenti stretti legami si sono deteriorati da quando Trump ha deciso di entrare in guerra con l'Iran». Questo elemento geopolitico suggerisce che le tensioni personali riflettono divergenze più profonde sulla strategia regionale nel Medio Oriente, dove l'Italia mantiene interessi commerciali e diplomatici significativi.
La cancellazione della visita di Tajani rappresenta un gesto diplomatico di portata considerevole. Secondo France 24 e Al Jazeera, il ministro degli esteri italiano ha dichiarato che stava cancellando il viaggio programmato per luglio in risposta alle osservazioni che Meloni ha qualificato come «inventate». Tajani, secondo The Guardian e altre fonti, è descritto come la figura diplomatica di massimo livello dell'Italia, e la sua assenza da una visita ufficiale negli Usa costituisce un segnale di protesta formale.
Dall'angolo della politica estera italiana, lo scontro con Trump espone una fragilità strutturale dell'alleanza atlantica su cui l'Italia ha costruito gran parte della sua strategia di sicurezza e commerciale. L'Italia rimane un membro centrale della NATO, del G7 e dell'Unione europea, ma la sua relazione con Washington è stata storicamente più fluida rispetto a quella di altre potenze europee, in parte grazie alla vicinanza geografica e culturale con le comunità italoamericane negli Stati Uniti.
Secondo Politico Europe, le tensioni tra Roma e Washington si inseriscono in un contesto più ampio di conflitti all'interno dell'Ue sulla migrazione e sulla sicurezza. La testata riferisce che Meloni e il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez si sono scontrati sulla stretta dell'Ue sulla migrazione, suggerendo che le divergenze sulla politica migratoria europea potrebbero amplificare le fratture transatlantiche.
Il tono della risposta di Meloni — registrata in video, diffusa pubblicamente, e formulata in termini che enfatizzano la dignità nazionale — suggerisce che il governo italiano intende elevare lo scontro a una questione di principio piuttosto che di semplice cortesia diplomatica. Meloni ha scelto di controbattere non attraverso canali diplomatici privati, ma attraverso un mezzo di comunicazione di massa, un'escalation che The Guardian e altre testate internazionali hanno sottolineato come significativa.
La tempistica dello scontro è rilevante anche dal punto di vista della politica interna italiana. Secondo Politico Europe, il generale di estrema destra Roberto Vannacci sta raccogliendo rapidamente consensi con il suo neonato partito Futuro Nazionale, attirando disertori dalla coalizione di governo di Meloni. Uno scontro pubblico con Trump potrebbe servire a Meloni per rivendicare una posizione di forza nazionale di fronte a una base elettorale che la vede sempre più sotto pressione dalla destra.
Tuttavia, la cancellazione della visita di Tajani segnala anche un rischio reale di deterioramento delle relazioni economiche e diplomatiche. L'Italia dipende significativamente dagli investimenti americani, dalle catene di approvvigionamento transatlantiche e dal sostegno della NATO sulla sua sicurezza, in particolare nel Mediterraneo dove la pressione migratoria rimane elevata e i conflitti regionali continuano a generare instabilità.
Dal punto di vista della diplomazia multilaterale, lo scontro Meloni-Trump coincide con un momento di fragilità per le istituzioni occidentali. L'Unione europea sta affrontando pressioni interne sulla migrazione, sulla difesa e sulla coesione economica, mentre la NATO si prepara a una possibile ridefinizione del suo ruolo nella sicurezza europea. In questo contesto, una crepa nella relazione tra Italia e Stati Uniti potrebbe avere ripercussioni più ampie sulla stabilità dell'alleanza atlantica.
The Washington Post osserva che la guerra in Iran ha trasformato la precedente amicizia tra Meloni e Trump in una «responsabilità» per la premier italiana, suggerendo che il conflitto riflette divergenze sostanziali su come affrontare la crisi mediorientale. L'Italia, come membro dell'Ue, è soggetta a vincoli diplomatici sulla politica iraniana che potrebbero non allinearsi pienamente con l'approccio più aggressivo di Trump.
Guardando avanti, rimane incerto se la cancellazione della visita di Tajani rappresenti un punto di rottura permanente o una mossa tattica per ripristinare il rispetto diplomatico. Secondo le fonti internazionali, la prossima mossa spetterà a Trump e alla sua amministrazione, che dovranno decidere se chiarire le dichiarazioni sulla foto o permettere che il conflitto si sedimenti come sintomo di una più ampia divergenza strategica tra Washington e Roma.
L'episodio evidenzia anche una tendenza più ampia nella politica contemporanea: il ricorso a piattaforme di comunicazione diretta e a scontri pubblici su questioni che tradizionalmente sarebbero state gestite attraverso canali diplomatici privati. Sia Meloni che Trump hanno scelto di condurre il loro disaccordo in piena vista del pubblico, un approccio che amplifica il conflitto ma che riflette anche le aspettative dei loro rispettivi elettorati di una leadership «forte» e «non compromessa».
