NAZIONALE
Il conto americano di Meloni: Roma contro l'America First
L'Italia entra in rotta di collisione con Trump su difesa e commercio. Una spaccatura che espone l'isolamento europeo della premier atlanticista.
Davide Ruspoli840 wordsEdition №28sabato 27 giugno 2026 — Edizione № 28

L'Italia di Giorgia Meloni entra in conflitto diretto con l'amministrazione Trump su questioni centrali di difesa e commercio. Secondo Politico Europe, l'agenda America First del presidente americano era destinata a mettere il governo italiano in rotta di collisione con Washington, nonostante la premier di destra avesse sostenuto per anni di essere l'alleata europea più naturale di Trump.
Il punto di attrito principale risiede nella spesa militare italiana, storicamente bassa rispetto agli standard NATO, e nell'avanzo commerciale che l'Italia mantiene con gli Stati Uniti. Politico Europe ha evidenziato come queste due questioni rappresentino i pilastri della strategia commerciale protezionista di Trump verso l'Europa.
La frattura tra Roma e Washington espone una contraddizione strutturale: Meloni ha costruito la sua narrativa atlanticista sulla vicinanza personale a Trump, ma le politiche economiche e di difesa dell'Italia collidono direttamente con le priorità dell'amministrazione americana.
Dalla prospettiva della capitale italiana, il conflitto rappresenta una sfida diplomatica senza precedenti. Roma, sede del governo e centro della diplomazia italiana, si trova a dover gestire una relazione con l'amministrazione americana che era stata presentata come particolarmente favorevole. La stampa internazionale, secondo quanto riportato da Politico Europe, ha sottolineato come questa rottura esponga il vuoto strategico dell'Italia all'interno dell'Unione europea.
La spesa per la difesa italiana rimane tra le più basse dell'Alleanza atlantica rispetto al PIL. Politico Europe ha riferito che Trump ha esercitato pressioni crescenti sui paesi europei affinché aumentino i loro investimenti militari, ma l'Italia ha mantenuto una posizione cautelativa, tradizionalmente oscillante tra gli impegni europei e quelli atlantici.
L'avanzo commerciale italiano verso gli Stati Uniti, alimentato dai settori della moda, del design e dell'agroalimentare, rappresenta un secondo punto di conflitto. Secondo Politico Europe, l'amministrazione Trump ha identificato questo squilibrio come una delle priorità da correggere attraverso dazi e negoziati commerciali.
La premier Meloni si era presentata come una figura capace di mediare tra Trump e l'Europa, una posizione che le aveva attirato consensi sia a destra che tra gli atlanticisti europei. Ma Politico Europe ha notato come questa strategia si sia rivelata fragile di fronte alle priorità concrete dell'amministrazione americana.
Il governo italiano ha cercato di mantenere un profilo basso pubblicamente, ma i negoziati commerciali e gli scambi diplomatici hanno rivelato una tensione crescente. Reuters ha riferito di contatti intensi tra Roma e Washington nei mesi precedenti, con l'Italia che tentava di negoziare esenzioni o riduzioni sui dazi americani.
La questione della spesa militare è particolarmente delicata per il governo italiano, che deve affrontare vincoli di bilancio pubblico e una popolazione tradizionalmente scettica verso gli aumenti delle spese di difesa. Politico Europe ha sottolineato come Trump abbia reso questa questione un punto di pressione centrale nei suoi rapporti con i paesi europei.
Nel contesto romano, dove la diplomazia vaticana e quella statale interagiscono costantemente, il conflitto con Trump rappresenta anche una sfida per la soft power italiana. La capitale ha sempre contato sulla sua influenza culturale e diplomatica per compensare il peso politico-militare limitato.
L'isolamento relativo dell'Italia all'interno dell'Unione europea emerge come una conseguenza di questa frattura. Politico Europe ha evidenziato come la premier, nel cercare di mantenere una relazione speciale con Trump, abbia finito per indebolire la posizione italiana nei negoziati europei collettivi.
La stampa internazionale ha anche notato come la rottura tra Meloni e Trump possa avere conseguenze sul sostegno italiano alle politiche di difesa collettiva dell'Unione europea e della NATO. Reuters ha riportato che altri paesi europei stanno osservando attentamente come l'Italia gestisce questo conflitto.
Il governo italiano ha cercato di ricalibrare la sua narrativa, sottolineando l'impegno verso l'Occidente e la NATO, ma Politico Europe ha notato come questo tentativo sia stato indebolito dalle pressioni concrete di Trump su commercio e difesa.
La questione commerciale tocca settori cruciali per l'economia italiana, particolarmente nel Lazio, dove le industrie creative, il turismo e i servizi dipendono in parte dall'accesso al mercato americano. Un conflitto commerciale prolungato potrebbe avere ripercussioni significative sulla capitale e sulla regione.
Secondo Politico Europe, la strategia dell'amministrazione Trump è quella di negoziare bilateralmente con i singoli paesi europei piuttosto che con l'Unione nel suo complesso. Questa tattica mette l'Italia in una posizione vulnerabile, dato che non ha il peso economico di Germania o Francia per resistere alle pressioni americane.
La diplomazia romana si trova ora a dover gestire una situazione in cui la vicinanza a Trump, un tempo considerata un vantaggio, è diventata una fonte di vulnerabilità. Politico Europe ha suggerito che il governo italiano potrebbe essere costretto a cercare un maggiore allineamento con le posizioni europee collettive.
Il conflitto tra Meloni e Trump rappresenta anche un momento di reckoning per la destra europea atlanticista. Politico Europe ha notato come i governi conservatori europei che avevano scommesso su una relazione speciale con l'amministrazione americana si trovano ora a dover affrontare priorità commerciali e di difesa che contraddicono le loro narratives politiche.
Nei prossimi mesi, Roma dovrà decidere se accettare le pressioni americane su spesa militare e commercio, oppure se cercare una maggiore solidarietà europea. La stampa internazionale seguirà attentamente questa evoluzione, considerandola un indicatore della capacità dell'Italia di navigare le tensioni transatlantiche.
