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NAZIONALE

La lite Meloni-Trump si inasprisce: ritorsioni commerciali all'orizzonte

Dopo gli attacchi del presidente americano sulla foto del G7, Roma teme conseguenze economiche. Un alto diplomatico italiano cancella il viaggio negli Usa.

Davide Ruspoli897 wordsEdition24martedì 23 giugno 2026 — Edizione № 24

La crisi diplomatica tra Roma e Washington si inasprisce dopo che il presidente americano Donald Trump ha continuato ad attaccare pubblicamente la premier italiana Giorgia Meloni. Secondo quanto riportato da HuffPost, Trump ha affermato che Meloni aveva «mendicato» una foto con lui al vertice del G7 in Francia, un'asserzione che il governo italiano ha definito «grave e offensiva».

In risposta, Meloni ha dichiarato in un video pubblicato su X: «L'Italia e io non mendichiamo», respingendo categoricamente le affermazioni del presidente americano. La BBC ha riferito che Meloni ha detto a Trump di «concentrarsi sulla tua popolarità» mentre la lite si intensifica, segnalando un'escalation verbale tra i due leader.

Un elemento critico della crisi emerge dalle comunicazioni diplomatiche: secondo Le Monde, un alto diplomatico italiano ha cancellato il viaggio negli Stati Uniti mentre il governo italiano teme ritorsioni commerciali. La tensione, iniziata con divergenze sulla guerra in Medio Oriente e sul ruolo del papa all'inizio della primavera, si è ora trasformata in una sfida aperta alla leadership di Trump da parte di un alleato tradizionale della NATO.

Le Monde ha riportato che il presidente americano e la premier italiana, un tempo alleati fedeli, hanno pubblicamente dramatizzato le loro divergenze negli ultimi giorni. L'Italia si schiera dietro Meloni dopo gli attacchi di Trump, ma teme ritorsioni commerciali che potrebbero danneggiare l'economia nazionale.

La cancellazione della missione diplomatica americana da parte di un rappresentante italiano costituisce un gesto simbolico di rottura del protocollo ordinario. Tale azione, sebbene non ancora ufficialmente confermata da fonti italiane, rappresenta un segnale di quanto profonda sia diventata la frattura tra i due governi.

Per Roma, la posta in gioco è significativa. L'Italia, membro della NATO e dell'Unione europea, dipende da relazioni stabili con gli Stati Uniti per questioni di sicurezza, difesa e commercio. Una guerra commerciale con Washington potrebbe colpire settori strategici dell'economia italiana, dalla moda al lusso ai prodotti alimentari, che trovano negli Stati Uniti un mercato cruciale.

HuffPost ha documentato come il governo italiano abbia criticato duramente l'affermazione di Trump secondo cui la premier aveva «mendicato» una foto. La reazione ufficiale di Roma non è stata contenuta, ma ha assunto i toni di una sfida diretta al presidente americano.

Il contesto geopolitico rende questa crisi particolarmente delicata. L'Italia, con il Vaticano come enclave al suo interno, rappresenta un attore diplomatico di primo piano non solo in Europa ma anche nel dialogo tra Occidente e mondo cattolico. Le divergenze tra Roma e Washington su questioni religiose e morali, già emerse durante la primavera, si sono trasformate in uno scontro personale tra i due leader.

Le Monde ha sottolineato che l'Italia teme ritorsioni commerciali specifiche. Washington potrebbe imporre dazi su prodotti italiani strategici, dall'industria automobilistica (Stellantis ha impianti in Italia) ai vini, all'olio d'oliva e ai prodotti agroalimentari di eccellenza che generano miliardi di euro di export annuale.

Dal punto di vista della capitale romana, questa crisi rappresenta anche una sfida amministrativa. Il governo italiano, con la sua sede a Roma, deve gestire una relazione complicata con l'amministrazione americana mentre mantiene la stabilità interna e la coesione dell'alleanza atlantica.

La BBC ha catturato il tono dell'escalation verbale con il commento di Meloni su Trump che dovrebbe «concentrarsi sulla tua popolarità». Tale affermazione non è casuale: riflette una strategia comunicativa italiana di spostare il focus dalla questione della foto ai problemi interni americani, tentando di delegittimare Trump sul suo terreno elettorale.

HuffPost ha riferito che Trump, parlando a La7 TV italiana dopo il vertice del G7 in Francia, ha detto: «Voleva una foto con me così tanto. Non l'avrei scattata, ma mi è dispiaciuto». Tale dichiarazione, resa pubblica su un canale televisivo italiano, rappresenta un'intrusione della politica americana nel dibattito pubblico italiano, un atto diplomaticamente inusuale.

Il rischio di una spirale di ritorsioni commerciali è concreto. Se Trump seguisse le sue dichiarazioni sulla Cina e su altri alleati con azioni concrete, l'Italia potrebbe trovarsi a dover affrontare dazi su importazioni americane e possibili restrizioni al commercio bilaterale. Stellantis, il gigante automobilistico italo-americano, sarebbe particolarmente vulnerabile a tali misure.

Per il governo italiano, la cancellazione della missione diplomatica rappresenta un segnale di protesta formale, anche se non ancora riconosciuto pubblicamente da fonti ufficiali. Tale gesto, se confermato, indicherebbe che Roma non è disposta a tollerare ulteriori umiliazioni pubbliche da parte del presidente americano.

Le Monde ha evidenziato come questa crisi rappresenti un test della solidità dell'alleanza atlantica. Se Trump continua a comportarsi in modo antagonistico verso alleati tradizionali come l'Italia, il rischio è una frammentazione della coesione occidentale proprio nel momento in cui le sfide geopolitiche richiedono unità.

Il Vaticano, presente fisicamente a Roma, osserva questa crisi con attenzione. Le divergenze tra Meloni e Trump su questioni religiose e morali potrebbero avere implicazioni per il dialogo tra la Santa Sede e l'amministrazione americana, un rapporto che ha già subito tensioni negli ultimi mesi.

La risposta italiana a questa crisi dovrà essere calibrata. Roma non può permettersi di rompere completamente con Washington, ma neppure può accettare passivamente gli attacchi pubblici di Trump. La strategia italiana sembra essere quella di rispondere verbalmente, mantenere la dignità nazionale e sperare che una possibile amministrazione successiva negli Stati Uniti ripristini relazioni più normali.

Le conseguenze a lungo termine di questa crisi rimangono incerte. Se la tensione persiste, potrebbe accelerare una maggiore integrazione europea in materia di difesa e politica commerciale, spingendo l'Italia a cercare una maggiore autonomia strategica rispetto agli Stati Uniti.

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