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ESTERI

Meloni rompe con Trump e si avvicina a Macron: l'Europa trova unità nella Riviera

Il vertice sulla Costa Azzurra segna una svolta diplomatica. Dall'isola, la rottura con Washington ricorda come l'Italia oscilli sempre tra continente e alleati esterni

Gavino Sanna1,456 wordsEdition №29domenica 28 giugno 2026 — Edizione № 29

Il presidente francese Emmanuel Macron ha ospitato Giorgia Meloni per colloqui bilaterali sulla Costa Azzurra giovedì, secondo quanto riferito da France 24. L'incontro è stato concepito per consolidare un riavvicinamento tra Roma e Parigi dopo che Meloni si è distanziata pubblicamente da Donald Trump, accusandolo di 'attacchi costanti e non provocati'. L'evento segna un cambio di rotta significativo nella diplomazia europea e nella posizione dell'Italia nel continente.

La rottura tra Meloni e Trump era sembrata impensabile solo mesi fa. Originariamente alleata del leader americano, la premier italiana aveva costruito gran parte della sua narrativa politica internazionale sulla vicinanza a Washington. Ora, secondo France 24, quella alleanza si è incrinata, e Meloni ha scelto di cercare una convergenza con Macron e con l'Europa continentale.

Dalla Sardegna, questa oscillazione ricorda una lezione storica: l'Italia rimane sempre in bilico tra il continente europeo e gli alleati esterni. L'isola, geograficamente e culturalmente mediterranea, ha sempre risentito di questa ambiguità. Quando Roma si avvicina a Parigi, i benefici per le regioni periferiche non sono scontati; quando si allontana da Washington, le conseguenze economiche possono essere reali.

Il vertice sulla Riviera francese rappresenta un momento di transizione nella politica europea. France 24 ha descritto l'incontro come un tentativo di Macron di 'consolidare un nascente riavvicinamento' con Meloni. Questa formulazione suggerisce che il movimento verso l'Europa non era spontaneo, ma costruito attraverso una diplomazia paziente. Macron ha colto il momento della frattura tra Roma e Washington per offrire a Meloni una via d'uscita dall'isolamento che la rottura con Trump poteva causarle.

La rottura stessa era stata pubblica e dichiarata. Meloni aveva accusato Trump di 'attacchi costanti e non provocati', una formula che suggerisce una frustrazione accumulata. France 24 ha notato che Meloni era 'l'unico leader europeo invitato al secondo mandato di Donald Trump', una distinzione che le aveva conferito un ruolo speciale nella diplomazia transatlantica. Perdere quella posizione significava anche perdere una fonte di prestigio e di influenza.

Ma perché Meloni ha scelto di rompere? France 24 non fornisce dettagli specifici degli 'attacchi' di Trump, ma la tempistica suggerisce che la rottura era stata determinata da pressioni interne ed esterne. L'Europa, attraverso Macron, ha offerto a Meloni un'alternativa: l'appartenenza al progetto europeo, con i suoi benefici economici e diplomatici, in cambio dell'allineamento con Parigi e Bruxelles.

La Sardegna, come regione periferica dell'Italia e dell'Europa, ha ragioni concrete per osservare con attenzione questa oscillazione. L'isola dipende dagli investimenti europei per infrastrutture, coesione regionale e protezione ambientale. Quando l'Italia si allontana da Bruxelles, gli effetti si sentono subito: i fondi per la coesione si riducono, le politiche ambientali diventano meno prioritarie, la voce della regione nel dibattito europeo si indebolisce.

Al contrario, quando Roma si avvicina a Parigi e all'Europa continentale, la Sardegna può beneficiare di una maggiore attenzione alle sue priorità: la protezione della costa dal turismo di massa, l'agricoltura sostenibile, la lotta contro la siccità e il cambiamento climatico. Questi sono temi che l'Europa continentale prende sul serio; Washington, storicamente, no.

La formula di France 24 — 'divorzio all'italiana' — suggerisce che questa rottura tra Meloni e Trump sia caratteristica della politica italiana: drammatica, pubblica, ma potenzialmente reversibile. L'Italia ha una lunga storia di alleanze che cambiano rapidamente in risposta ai cambiamenti di potere globale. Durante la Guerra Fredda, l'Italia era saldamente nel blocco occidentale, ma con una forte presenza comunista che la rendeva un terreno di competizione tra superpotenze. Dopo la Guerra Fredda, l'Italia si è integrata nell'Unione europea, ma ha mantenuto una relazione speciale con gli Stati Uniti attraverso la NATO.

Meloni aveva rappresentato un tentativo di rompere questo equilibrio storico, allineandosi più strettamente con Trump e con il nazionalismo conservatore americano. La sua rottura con Trump suggerisce che questo tentativo non ha funzionato, o che i costi di questo allineamento erano diventati troppo alti. France 24 non specifica quali fossero questi costi, ma è ragionevole supporre che includessero una crescente isolamento dall'Europa continentale e una perdita di influenza nei processi decisionali europei.

Il vertice sulla Riviera è stato anche un segnale agli altri leader europei. Keir Starmer, il primo ministro britannico in partenza, e Viktor Orban, il leader ungherese destituito, erano stati menzionati da France 24 come esempi di leader che avevano cercato di mantenere una relazione speciale con Trump. Meloni, scegliendo di rompere con Trump e di avvicinarsi a Macron, si è posizionata come una leader che mette l'Europa prima di Washington.

Ma questa scelta ha anche implicazioni per la struttura interna dell'Italia. Meloni governa un paese che rimane diviso tra il Nord industriale e il Sud agricolo e turistico. Le regioni meridionali e le isole, come la Sardegna, dipendono maggiormente dagli investimenti europei e dalle politiche di coesione. Un'Italia che si allontana dall'Europa per avvicinarsi a Washington avrebbe comportato rischi reali per queste regioni. La rottura con Trump, quindi, è potenzialmente favorevole alle economie periferiche dell'Italia.

France 24 ha anche notato che la rottura di Meloni con Trump potrebbe 'avvicinare l'Europa'. Questa formulazione suggerisce che l'Europa era stata divisa dalle oscillazioni della diplomazia italiana. Con Meloni allineata con Trump, l'Europa aveva perso una voce importante. Con Meloni allineata con Macron, l'Europa potrebbe recuperare coesione. Per la Sardegna, questa coesione europea significa una maggiore probabilità di protezione ambientale, di investimenti in infrastrutture sostenibili, e di voce nel dibattito sulla transizione ecologica.

Il vertice sulla Riviera, però, rimane un evento di diplomazia d'élite. Macron e Meloni hanno discusso su una spiaggia costosa della Costa Azzurra, lontano dalla realtà di una regione come l'interno della Sardegna, dove il turismo di massa ha devastato l'ambiente costiero, dove la siccità minaccia l'agricoltura, dove i giovani continuano a emigrare. La domanda che rimane aperta è se questo riavvicinamento tra Roma e Parigi porterà risorse e attenzione alle regioni periferiche, o se resterà un evento di haute politique senza conseguenze reali.

La rottura di Meloni con Trump, infine, rivela quanto fragile sia la posizione dell'Italia nell'ordine internazionale. L'Italia non ha il peso economico della Germania, la potenza militare della Francia, o l'influenza globale della Gran Bretagna. La sua influenza dipende dalla sua capacità di oscillare tra alleati e di costruire coalizioni. Questa oscillazione ha beneficiato l'Italia in passato, ma ha anche reso le sue regioni periferiche vulnerabili ai cambiamenti di direzione della diplomazia nazionale. La Sardegna, come isola e come periferia, rimane osservatrice di queste manovre, sperando che il riavvicinamento a Macron e all'Europa significhi una maggiore protezione e una maggiore attenzione ai suoi bisogni reali.

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