NAZIONALE
Meloni rompe con Trump: l'alleanza atlantica sotto pressione
La premier italiana contrattacca dopo mesi di attacchi. Washington e Roma si allontanano su commercio e difesa
Adriana Sole1,247 wordsEdition №25mercoledì 24 giugno 2026 — Edizione № 25

La premier italiana Giorgia Meloni ha rotto il silenzio sulla campagna di critiche del presidente americano Donald Trump, affermando che il capo della Casa Bianca mente e si piega ai nemici mentre abbandona gli alleati. Secondo il South China Morning Post, Meloni ha deciso di contrattaccare dopo mesi di attacchi presidenziali, incluso il suggerimento di Trump che lei aveva supplicato una foto al vertice del G7 della scorsa settimana.
Trump aveva precedentemente messo in dubbio la popolarità della premier italiana, provocando una risposta pubblica in cui Meloni lo ha invitato a concentrarsi sulla propria popolarità. Il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani ha cancellato un viaggio programmato negli Stati Uniti in segno di protesta contro quelle che ha definito affermazioni inventate del presidente americano.
Lo scontro riflette tensioni strutturali tra i due paesi. Secondo Politico, l'agenda America First di Trump era destinata a collidere con l'Italia: Roma mantiene una bassa spesa per la difesa e registra un avanzo commerciale significativo con gli Stati Uniti, esattamente il genere di squilibri che l'amministrazione Trump ha promesso di correggere attraverso tariffe e pressioni bilaterali.
La crisi diplomatica tra Roma e Washington rappresenta il momento più acuto della relazione tra Meloni e Trump da quando il presidente americano è tornato in carica. Fino a pochi mesi fa, la premier italiana aveva pubblicamente sostenuto di essere l'alleato europeo più naturale di Trump, una posizione che le aveva consentito di mantenere una certa distanza dalle altre capitali europee durante le prime tensioni con l'amministrazione americana.
Tuttavia, il linguaggio di Trump nei confronti di Meloni è progressivamente diventato più personale e denigratorio. Dopo il vertice del G7 in Italia, il presidente americano ha affermato che Meloni lo aveva supplicato per una foto insieme, un'affermazione che la premier ha respinto come falsa. Meloni ha dichiarato al Guardian di essere rimasta stupita da queste osservazioni, mentre Tajani ha definito le parole di Trump inventate e lesive.
Per la redazione Estero, questo scontro assume dimensioni europee significative. L'Italia, come membro del G7 e della NATO, occupa una posizione cruciale nella strategia atlantica. Una frattura con Washington mina non solo Roma, ma anche l'unità dell'Europa di fronte alle pressioni commerciali e di sicurezza americane. Meloni aveva cercato di posizionarsi come ponte tra l'Europa e l'amministrazione Trump; il suo fallimento in questo ruolo suggerisce che nessun leader europeo potrà contare su un accesso privilegiato a questa Casa Bianca.
Le tensioni commerciali sottendono il conflitto personale. L'Italia mantiene un avanzo commerciale con gli Stati Uniti e una spesa per la difesa relativamente bassa, entrambi i fattori che rientrano nel mirino della strategia America First di Trump. Reuters e altre agenzie internazionali hanno riferito che l'amministrazione americana sta considerando tariffe su alleati europei, un'arma che potrebbe colpire duramente settori cruciali dell'economia italiana come il lusso, l'alimentare e l'automotive.
La decisione di Tajani di cancellare il viaggio negli USA rappresenta un gesto simbolico ma significativo. Il ministro degli esteri italiano ha scelto di non scusarsi o di attenuare le frizioni, bensì di elevare il conflitto attraverso un'azione diplomatica formale. Questo suggerisce che Roma non intende ripiegare rapidamente, almeno non in pubblico.
Tuttavia, la posizione di Meloni rimane delicata. In Italia, la destra atlanticista che sostiene il governo potrebbe essere imbarazzata da uno scontro prolungato con un presidente americano di destra. Allo stesso tempo, l'opposizione di centrosinistra e i movimenti populisti potrebbero capitalizzare su una rottura con Washington come prova che l'alleanza atlantica non conviene all'Italia.
Il contesto più ampio è quello di un'Europa sempre più frammentata di fronte alle pressioni americane. Mentre alcuni leader europei, come il socialista spagnolo Pedro Sanchez, hanno tratto capitale politico dall'essere criticati da Trump, Meloni ha scelto di rispondere direttamente e pubblicamente. Secondo il South China Morning Post, questo approccio la distingue da altri alleati europei che preferiscono la diplomazia discreta.
La NATO rimane formalmente il quadro della relazione transatlantica. L'Italia continua a essere un membro fedele dell'alleanza, ospita basi americane critiche e partecipa alle operazioni NATO. Tuttavia, le frizioni tra Roma e Washington potrebbero complicare il coordinamento su questioni strategiche chiave, dalla sicurezza del Mediterraneo alle operazioni in Medio Oriente.
Per il futuro prossimo, il conflitto dipenderà da come Trump deciderà di procedere. Se l'amministrazione americana deciderà di imporre tariffe significative sull'Italia, le conseguenze economiche potrebbero costringere Meloni a cercare una riconciliazione. Se invece Trump lascerà cadere la questione, la premier italiana potrebbe consolidare una posizione di maggiore autonomia rispetto a Washington.
La crisi rivela anche i limiti della strategia di Meloni di presentarsi come l'alleato naturale della destra americana. A differenza di leader europei che hanno costruito relazioni personali forti con amministrazioni precedenti, Meloni non ha potuto contare su legami consolidati con Trump. Il presidente americano, secondo il suo storico comportamento, sembra considerare i leader stranieri principalmente come strumenti per i suoi obiettivi, non come partner di pari livello.
Infine, questa frattura apre uno spazio diplomatico per altre potenze europee. La Francia, la Germania e altri attori europei potrebbero tentare di coordinare una risposta comune alle pressioni americane, una mossa che avrebbe potuto sembrare impossibile se Meloni fosse rimasta il canale privilegiato di Roma verso Washington.
La situazione rimane in evoluzione. Meloni ha dimostrato di essere disposta a rispondere pubblicamente alle provocazioni di Trump, un segnale che Roma non accetterà passivamente il ruolo di alleato subalterno. Come questa dinamica si svilupperà dipenderà dalle mosse successive di entrambe le parti e dal contesto economico e di sicurezza più ampio.
