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PUGLIA

Il Guardian: Meloni longeva, ma l'estrema destra può insidiarla

Un'analisi del Guardian sul governo più longevo della storia repubblicana e sulla sfida di Vannacci in vista del 2027. Cosa significa per il centrodestra del Sud

Francesca Lazzari667 wordsEdition №160sabato 24 ottobre 2026 — Edizione № 160

Il governo di Giorgia Meloni è diventato il più longevo nella storia repubblicana italiana, e il suo indice di approvazione personale, intorno al 41%, è tra i più alti tra i leader dell'Europa occidentale. È quanto scrive il Guardian in un'analisi firmata da Riccardo Alcaro, che però avverte: la maggiore minaccia per la coalizione non viene dall'opposizione, ma dalla destra.

Secondo il Guardian, il nuovo movimento di estrema destra fondato dal generale Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, sta erodendo consensi alla Lega di Matteo Salvini, partner minore della coalizione, e potrebbe compromettere la rielezione del centrodestra nel 2027.

L'analisi sottolinea che Vannacci, ex ufficiale di quasi quarant'anni di servizio, è diventato un fenomeno mediatico dopo la pubblicazione nel 2023 del libro 'Il mondo al contrario', che gli è costato la sospensione dalle forze armate. Eletto al Parlamento europeo nel 2024 con la Lega, ne è poi uscito per fondare il proprio partito.

Il Guardian osserva che la logica elettorale e la comune matrice ideologica suggerirebbero un'alleanza tra Meloni e Vannacci, ma l'estremismo di quest'ultimo rende l'intesa difficile. Il giornale cita in particolare la proposta di 'remigrazione' dei migranti come punto di attrito.

L'analisi arriva in una settimana in cui la stampa internazionale segue con attenzione le proteste giovanili in Europa e in Italia. Il Guardian, nello stesso giorno, ha pubblicato un reportage da Milano sulle tensioni in piazza del Duomo e sul dibattito intorno a una 'generazione perduta'. Alcaro collega esplicitamente i due filoni: scrive che Vannacci, come Marine Le Pen in Francia, cercherà di sfruttare i disordini per promuovere le proprie credenziali di ordine pubblico.

Per il centrodestra del Sud, e per la Puglia in particolare, la dinamica descritta dal Guardian ha un peso specifico. La Lega ha costruito nel Mezzogiorno una presenza elettorale significativa negli ultimi anni, spesso presentandosi come forza di governo capace di portare risorse ai territori. Se il partito di Salvini perde voti verso Futuro Nazionale, quella rappresentanza si frammenta.

La Puglia è una regione in cui il centrodestra governa da tempo, ma con equilibri interni delicati. La frattura tra un'ala più moderata e una più radicale, che il Guardian descrive a livello nazionale, si riflette anche nelle amministrazioni locali, dove il tema dell'immigrazione e dell'accoglienza è quotidiano: dai centri di prima accoglienza alle campagne che impiegano manodopera straniera.

Il giornale britannico non entra nel dettaglio regionale, e il dispaccio non inventa reazioni locali che le fonti non riportano. Quello che si può dire è che la tenuta della coalizione è una questione che riguarda anche i territori del Sud, dove il voto del 2027 deciderà amministrazioni e priorità di spesa.

Un altro elemento dell'analisi riguarda la politica estera. Il Guardian definisce 'moderata' la linea internazionale di Meloni e cita anche una recente frizione con Donald Trump come fattore che ha rafforzato il suo profilo di leader di riferimento della destra europea. È un punto che conta per una regione come la Puglia, esposta sul Mediterraneo e interessata a ciò che accade tra Bruxelles e Washington.

La proposta di 'remigrazione' citata dal Guardian è il nodo più delicato. Si tratta di una politica di espulsione e rimpatrio che Vannacci ha fatto propria, e che il giornale indica come ostacolo a un'alleanza con Meloni. Per il Sud, che convive con flussi migratori e con un'economia agricola dipendente dal lavoro straniero, la distanza tra retorica e pratica è particolarmente evidente.

Il quadro che emerge dall'analisi è quello di un governo solido nei numeri ma esposto sul fianco destro. Il Guardian non prevede esiti, ma segnala che la sopravvivenza politica di Meloni dipenderà dalla capacità di contenere una forza che parla alla stessa base elettorale con un linguaggio più estremo.

Cosa succede ora dipende da due fattori che il giornale non quantifica: la tenuta della Lega e la capacità di Futuro Nazionale di trasformare la visibilità mediatica in consensi stabili. Per la Puglia, come per il resto del Sud, la partita si giocherà sul terreno concreto delle alleanze locali e delle risorse da portare a casa.

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