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ESTERO

L'UE chiede a Meta di proteggere i minori europei

Dopo l'accordo negli Stati Uniti, Bruxelles vuole limiti alle funzioni 'dipendenti' di Facebook e Instagram in Europa.

Adriana Sole690 wordsEdition97venerdì 28 agosto 2026 — Edizione № 97

L'Unione europea ha chiesto a Meta di 'proteggere i nostri bambini', dopo che il gigante tecnologico ha accettato limiti significativi sull'uso di Facebook e Instagram da parte degli adolescenti in alcuni stati americani. Lo riporta The Local Italy.

Bruxelles si aspetta che Meta affronti le caratteristiche 'dipendenti' delle sue piattaforme anche in Europa, secondo quanto dichiarato giovedì. La richiesta arriva in un momento in cui l'UE sta rafforzando la regolamentazione delle piattaforme digitali.

Per l'Italia, dove l'uso dei social media tra i giovani è tra i più alti d'Europa, la questione della protezione dei minori online è particolarmente rilevante.

La richiesta dell'UE a Meta segna un nuovo capitolo nella regolamentazione delle piattaforme digitali in Europa. Secondo The Local Italy, la Commissione europea ha risposto all'accordo raggiunto da Meta con diversi stati americani, che prevede limiti all'uso di Facebook e Instagram da parte degli adolescenti.

L'accordo americano, raggiunto con un gruppo di stati, impone a Meta di introdurre controlli più severi per gli utenti minorenni, inclusi limiti di tempo e restrizioni su alcune funzionalità considerate dannose. Bruxelles ora vuole che misure simili vengano applicate anche nel mercato europeo.

La Commissione ha sottolineato che le piattaforme di Meta hanno caratteristiche 'dipendenti' che possono avere effetti negativi sulla salute mentale dei giovani. La richiesta di giovedì si basa sul Digital Services Act, il regolamento europeo che impone alle grandi piattaforme di proteggere gli utenti minorenni.

Per l'Italia, la questione ha una rilevanza particolare. Secondo dati recenti, l'uso dei social media tra gli adolescenti italiani è tra i più alti dell'Unione europea. Il paese ha anche visto un aumento dei casi di cyberbullismo e di disturbi alimentari legati all'uso dei social.

Il governo italiano ha già mostrato attenzione al tema. Negli ultimi anni, Roma ha introdotto misure per contrastare il cyberbullismo e ha sostenuto iniziative europee per la protezione dei minori online. La richiesta dell'UE potrebbe rafforzare questi sforzi.

Meta, dal canto suo, ha dichiarato di collaborare con le autorità europee e di aver già introdotto diverse funzionalità di sicurezza per gli adolescenti. Tuttavia, la Commissione europea ha chiarito che si aspetta azioni concrete, non solo dichiarazioni di intenti.

Il Digital Services Act, entrato in vigore nel 2024, impone alle grandi piattaforme di valutare i rischi sistemici delle loro attività, inclusi quelli per i minori. Bruxelles ha il potere di imporre sanzioni fino al 6% del fatturato globale in caso di violazioni.

La richiesta di giovedì potrebbe essere il preludio a un'indagine formale sulle pratiche di Meta in Europa. Se la Commissione ritenesse che le misure adottate dall'azienda non siano sufficienti, potrebbe aprire un procedimento che potrebbe portare a multe significative.

Per le famiglie italiane, la notizia arriva in un momento di crescente preoccupazione per l'impatto dei social media sui giovani. Le scuole italiane hanno segnalato un aumento dei problemi di concentrazione e di ansia tra gli studenti, in parte attribuiti all'uso eccessivo degli smartphone.

Il dibattito sulla protezione dei minori online è destinato a intensificarsi nei prossimi mesi. La Commissione europea ha annunciato che presenterà nuove proposte per rafforzare la tutela dei minori nel contesto digitale, e la richiesta a Meta potrebbe essere solo l'inizio.

L'Italia, come altri paesi membri, potrebbe adottare misure nazionali aggiuntive. Il governo ha già discusso la possibilità di introdurre limiti all'uso degli smartphone nelle scuole, una misura che sarebbe in linea con le richieste dell'UE.

La pressione su Meta non riguarda solo la protezione dei minori. L'azienda è sotto esame anche per la gestione della disinformazione e dei contenuti illegali sulle sue piattaforme. Il Digital Services Act offre alla Commissione strumenti ampi per intervenire.

Per ora, la richiesta di Bruxelles è un segnale politico più che un'azione legale. Ma il messaggio è chiaro: l'Europa non accetterà che le misure di protezione dei minori siano applicate solo dove la legge lo impone, e si aspetta che Meta le estenda a tutti i mercati.

La posizione dell'UE potrebbe avere implicazioni globali. Se Bruxelles riuscisse a imporre standard elevati di protezione dei minori, questi potrebbero diventare il riferimento mondiale, come è accaduto con il GDPR per la protezione dei dati personali.

Per i genitori italiani, la richiesta dell'UE rappresenta un passo avanti nella tutela dei propri figli. Molti, secondo le associazioni dei consumatori, chiedono da tempo misure più severe per limitare l'accesso dei minori ai contenuti dannosi.

Il futuro della regolamentazione delle piattaforme digitali in Europa si giocherà nei prossimi mesi. Con il Digital Services Act come base, la Commissione ha gli strumenti per imporre cambiamenti significativi. La richiesta a Meta è solo il primo passo di quella che potrebbe essere una lunga battaglia.

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