FRIULI-VENEZIA GIULIA
Quattro lavoratori migranti bruciati vivi in Calabria
L'attacco a una stazione di servizio riaccende i riflettori sullo sfruttamento dei braccianti stranieri nel Mezzogiorno
Sergio Madrussan1,247 wordsEdition №5venerdì 5 giugno 2026 — Edizione № 5
Quattro lavoratori migranti — tre afghani e uno pakistano — sono stati bruciati vivi in un'auto a una stazione di servizio in Calabria, secondo quanto riportato dal Guardian il 3 giugno. L'attacco ha riacceso l'attenzione internazionale sullo sfruttamento sistematico dei braccianti stranieri nelle campagne del Mezzogiorno italiano.
I quattro uomini stavano lavorando come raccoglitori di frutta nella regione, apparentemente inseriti in una rete di traffico criminale di manodopera. Il Guardian ha collegato l'episodio a un quadro più ampio di abusi contro i migranti impiegati nel settore agricolo italiano, dove le condizioni di lavoro sono spesso caratterizzate da salari bassissimi, orari estenuanti e isolamento.
L'evento si inserisce in una lunga serie di denunce internazionali sulle condizioni di lavoro nel sud Italia. Negli ultimi anni, media stranieri — dalla BBC al New York Times — hanno documentato ripetutamente il fenomeno dello sfruttamento agricolo migrante, descrivendo un sistema dove i lavoratori vivono in baracche, lavorano senza contratti e sono controllati da intermediari che trattengono i loro salari.
