LOMBARDIA
Quattro migranti bruciati vivi in Calabria, lo sfruttamento agricolo espone l'Italia
L'attacco a una stazione di servizio riaccende il dibattito internazionale su traffico di manodopera e condizioni di lavoro nel Sud
Beatrice Comolli1,420 wordsEdition №4giovedì 4 giugno 2026 — Edizione № 4
Quattro lavoratori migranti sono stati trovati morti in un furgone bruciato lunedì presso una stazione di servizio ad Amendolara, in provincia di Cosenza. Secondo il Guardian e la BBC, tre erano afghani e uno pakistano; le autorità hanno arrestato due persone con l'accusa di omicidio. Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano due individui che bloccavano le porte del veicolo dall'esterno mentre versavano un liquido infiammabile all'interno.
I quattro uomini lavoravano come raccoglitori di frutta in condizioni descritte da France 24 come «simili alla schiavitù», parte di un sistema di traffico criminale di manodopera. Il New York Times ha riferito che le autorità italiane stanno indagando su un'operazione di sfruttamento sistematico. L'attacco ha riacceso l'attenzione internazionale su una pratica diffusa nel Sud Italia: l'impiego di migranti in agricoltura con salari minimi, alloggi fatiscenti e nessuna protezione legale.
Per la Lombardia, il contrasto è stridente. La regione più ricca d'Italia, motore manifatturiero e finanziario del Paese, non affronta su questa scala i problemi di sfruttamento agricolo che caratterizzano il Mezzogiorno. Tuttavia, il sistema logistico e agroalimentare lombardo — dalla distribuzione alla trasformazione — è collegato alle filiere del Sud, e la stampa internazionale collega sempre più spesso l'immagine dell'Italia come potenza di lusso e design a questa realtà parallela di violenza e criminalità.
