NAZIONALE
Quattro braccianti migranti bruciati vivi in Calabria: il sistema dello sfruttamento agricolo
Un attacco mortale a una stazione di servizio riporta l'attenzione sulla tratta di lavoratori stranieri nel Sud Italia e sulla vulnerabilità dei raccoglitori di frutta
Lorenzo Ferraris1,389 wordsEdition №4giovedì 4 giugno 2026 — Edizione № 4
Quattro lavoratori migranti sono stati trovati carbonizzati all'interno di un furgone parcheggiato a una stazione di servizio ad Amendolara, in provincia di Cosenza, in Calabria, il 2 giugno. Secondo il Guardian e la BBC, tre uomini afghani e uno pakistano stavano lavorando come raccoglitori di frutta in condizioni di schiavitù moderna quando sono stati uccisi in quello che le immagini di videosorveglianza mostrano come un attacco deliberato: due persone hanno bloccato le porte del veicolo dall'esterno e hanno versato liquido infiammabile all'interno.
L'attacco ha riacceso l'attenzione internazionale su un fenomeno diffuso nel Sud Italia: il sistema criminale di traffico e sfruttamento di lavoratori stranieri nelle campagne. France 24 e il New York Times hanno sottolineato come questi uomini fossero parte di una rete di tratta di persone che fornisce manodopera a costo zero ai proprietari terrieri, spesso in condizioni di violenza e coercizione.
Per il Piemonte, regione con una lunga tradizione di agricoltura e produzione alimentare, il caso calabrese rappresenta un avvertimento sui rischi della globalizzazione del lavoro agricolo e sulla necessità di vigilanza lungo tutta la catena di approvvigionamento alimentare, dal raccolto alla trasformazione.
