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CALABRIA

L'ONU accusa l'UE sui centri di deportazione. Calabria in prima linea

Le nuove regole migratorie europee allarmano i difensori dei diritti mentre il Mediterraneo rimane il confine cruciale

Saverio Gallo913 wordsEdition24martedì 23 giugno 2026 — Edizione № 24

Il capo dei diritti dell'ONU ha espresso sabato profonda preoccupazione per le nuove regole migratorie dell'Unione Europea, che consentono poteri di detenzione molto più ampi e la creazione di centri di deportazione al di fuori del blocco. The Local Italy ha riportato sabato questa dichiarazione, segnalando che l'approvazione delle nuove norme rappresenta un cambio significativo nella politica migratoria europea verso un approccio più restrittivo.

Per la Calabria, il porto di Gioia Tauro e le coste meridionali rimangono il punto di arrivo principale delle rotte migratorie dal Mediterraneo centrale. Le nuove regole europee avranno impatti diretti sulla gestione dei flussi migratori e sulla capacità di accoglienza della regione. Il modello di Riace, una volta simbolo internazionale di integrazione, contrasta sempre più con le politiche europee di rimpatrio accelerato e detenzione.

Le dichiarazioni dell'ONU sollevano questioni fondamentali di diritti umani e protezione internazionale. La Calabria, che ha accolto decine di migliaia di migranti negli ultimi anni, si trova ora in una posizione ambigua: teatro di arrivi continui ma sottoposta a pressioni europee per velocizzare i rimpatri. La tensione tra il diritto internazionale e le politiche europee si concretizza nelle stazioni di accoglienza calabresi.

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