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FRIULI-VENEZIA GIULIA

La frontiera nord-est osserva le marce di Roma sulla migrazione

Mentre decine di migliaia si scontrano nella capitale, Trieste e il confine sloveno rimangono il banco di prova dell'accoglienza italiana

Sergio Madrussan1,247 wordsEdition15domenica 14 giugno 2026 — Edizione № 15

Decine di migliaia di persone hanno marciato per le strade di Roma sabato in cortei rivali, secondo quanto riportato da Al Jazeera e dai Times of Israel, dopo che un'iniziativa di estrema destra che chiede misure drastiche contro i migranti ha ottenuto il sostegno necessario per essere portata in Parlamento. Le manifestazioni hanno visto migliaia di agenti di polizia dispiegati per mantenere separate le folle pro e anti-migrazione, evidenziando le profonde divisioni che attraversano il paese sulla questione.

Per il Friuli-Venezia Giulia, le marce romane rappresentano un momento di attenzione nazionale su una crisi che la regione gestisce quotidianamente. Trieste e la provincia di Gorizia rimangono i principali punti di ingresso per i migranti che attraversano i Balcani verso l'Europa centrale, una pressione che le autorità locali affrontano con risorse limitate e una popolazione di poco più di un milione di abitanti.

L'iniziativa di rimigrazione dell'estrema destra, secondo quanto scritto dal Washington Post, articola una posizione che combina il 'diritto' delle nazioni di proteggere i confini con critiche alle politiche attuali. Nel nord-est, questa tensione è tangibile: il confine sloveno dista pochi chilometri da Trieste, e il porto della città rimane uno dei principali snodi logistici per i flussi migratori verso il resto d'Europa.

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