CALABRIA
L'Ue irrigidisce la migrazione. Calabria prepara il bilancio
Le nuove regole europee entrano in vigore mentre Roma lancia bonus di rimpatrio. Sulla costa reggina, gli arrivi continuano a sfidare le politiche.
Saverio Gallo1,247 wordsEdition №18mercoledì 17 giugno 2026 — Edizione № 18
Le nuove regole sulla migrazione dell'Unione europea sono entrate in vigore questa settimana, secondo Reuters, anche se gli analisti internazionali dubitano che possano invertire gli arrivi nei porti del Mediterraneo. Il meccanismo collettivo dell'Ue mira a irrigidire i controlli alle frontiere e accelerare i rimpatri, ma il quadro rimane frammentario: gli Stati membri mantengono margini di discrezione significativi.
A Roma, nel fine settimana, migliaia di persone hanno manifestato in cortei contrapposti. Secondo l'Associated Press e il Sun Chronicle, i manifestanti contro il pacchetto italiano hanno sventolato striscioni in italiano recitanti «Pelle e sudore hanno lo stesso colore, no alle deportazioni», protestando contro uno schema di bonus di rimpatrio che gruppi legali e partiti di opposizione definiscono incostituzionale ed eticamente problematico.
Per la Calabria, la riforma europea arriva mentre la costa rimane una delle principali porte d'ingresso del Mediterraneo. La regione ospita il porto di Gioia Tauro, snodo cruciale non solo per la migrazione ma anche per il traffico internazionale di merci e, secondo le indagini internazionali, di droga. Le nuove regole europee potrebbero ridefinire come vengono gestiti gli arrivi, ma non affrontano le cause strutturali che rendono la rotta calabra attraente.
