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LAZIO

Quattro migranti bruciati vivi in Italia: il crimine rivela lo sfruttamento endemico

Lavoratori agricoli trovati morti in un furgone incendiato in Calabria; il caso espone un sistema di traffico criminale di manodopera nel Mezzogiorno

Davide Ruspoli884 wordsEdition5venerdì 5 giugno 2026 — Edizione № 5

Quattro lavoratori migranti sono stati trovati morti in un furgone incendiato lunedì presso una stazione di servizio ad Amendolara, in provincia di Cosenza, in Calabria, secondo quanto riportato da France 24 e dal New York Times il 3 giugno. I migranti lavoravano come raccoglitori di frutta in condizioni di schiavitù, apparentemente inseriti in un sistema di traffico criminale di manodopera. Le autorità italiane hanno successivamente arrestato due cittadini pakistani in relazione al delitto, secondo quanto riferito da fonti locali citate da The Local Italy il 2 giugno.

Il caso rappresenta uno dei crimini più gravi legati allo sfruttamento della manodopera migrante in Italia, e ha suscitato reazioni internazionali di orrore e preoccupazione. France 24 ha descritto l'omicidio come un evento che pone l'Italia di fronte a una ricerca di coscienza nazionale sulla questione dello sfruttamento dei lavoratori vulnerabili.

Il delitto avviene in un contesto di sfruttamento sistematico della manodopera agricola nel Mezzogiorno italiano, una pratica che rimane largamente endemica nonostante i tentativi di controllo da parte delle autorità. La regione della Calabria, insieme ad altre aree del Sud Italia, è nota per la concentrazione di operazioni agricole che impiegano lavoratori migranti in condizioni di grave vulnerabilità.

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Quattro migranti bruciati vivi in Italia: il crimine rivela lo sfruttamento endemico — La Veduta