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REGIONI

L'Ue approva i centri di deportazione. La Puglia guarda il Mediterraneo

Il capo dei diritti umani dell'Onu critica le nuove regole migratorie europee. Dalla Puglia, il primo approdo italiano resta una porta aperta.

Francesca Lazzari621 wordsEdition22domenica 21 giugno 2026 — Edizione № 22

Il capo dei diritti umani delle Nazioni Unite ha espresso sabato profonda preoccupazione per le nuove regole migratorie dell'Unione Europea, che allargano significativamente i poteri di detenzione e autorizzano la creazione di centri di deportazione al di fuori dei confini del blocco. Secondo quanto riportato da The Local Italy, le norme rappresentano una svolta nella politica migratoria europea verso un controllo più severo.

Per la Puglia, questa decisione riporta al centro del dibattito il ruolo della regione come porta d'accesso principale del Mediterraneo italiano. Bari e i porti salentini rimangono i primi punti di arrivo per chi attraversa il mare da Turchia, Grecia e Balcani, e la nuova architettura europea dei rimpatri influenzerà direttamente come la regione gestisce gli sbarchi e l'accoglienza.

Le tensioni tra sicurezza alle frontiere e diritti umani non sono nuove per la Puglia, ma questa approvazione europea segna una preferenza decisa verso la detenzione e l'allontanamento, piuttosto che verso procedure di asilo più lunghe e costose. Il posizionamento geografico della regione la rende un banco di prova di questa nuova politica.

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