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BASILICATA

Milano brucia, Lisbona pianta tende: le proteste per casa e carovita arrivano in Italia

Il Guardian e Le Monde raccontano scontri e saccheggi nel capoluogo lombardo. Meloni parla di 'teppisti'. Per il Sud interno la domanda è un'altra.

Pietro Lasorsa590 wordsEdition №155lunedì 19 ottobre 2026 — Edizione № 155

Le proteste per la casa e il costo della vita che hanno scosso Spagna e Francia nelle ultime settimane si sono estese all'Italia e al Portogallo, secondo quanto riferisce il Guardian. A Milano i manifestanti si sono scontrati con la polizia e hanno dato fuoco a proprietà. A Lisbona centinaia di persone hanno montato un campo tenda.

Le Monde racconta un secondo giorno di scontri nel capoluogo lombardo, con scene che ricordano il caos e i saccheggi visti a Parigi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato lunedì una riunione sulla sicurezza. Ha anche affermato, secondo il Guardian, che la marcia in Italia è stata strumentalizzata da 'teppisti'.

La Basilicata è lontana dalle piazze milanesi. Ma il tema che le proteste sollevano, quello dell'abitare e del costo della vita, ha nella regione una declinazione rovesciata: qui il problema non è trovare casa, ma trovare qualcuno che la abiti.

I paesi dell'entroterra lucano si svuotano da decenni. Le case ci sono, spesso vuote. La pressione che a Milano spinge migliaia di persone in piazza qui si manifesta come assenza: mancano lavoro, servizi, giovani. È la stessa crisi, vista dall'altro lato.

Il Guardian descrive le proteste come un fenomeno che attraversa i confini. Dalla Spagna alla Francia, dall'Italia al Portogallo, la miccia è la stessa: affitti insostenibili, salari che non tengono il passo, un costo della vita che erode il potere d'acquisto. A Lisbona il campo tenda è diventato il simbolo della richiesta di interventi pubblici.

A Milano, secondo Le Monde, la violenza ha ricordato le scene parigine. Il quotidiano francese riferisce che Meloni ha convocato per lunedì una riunione dedicata alla sicurezza. Il Guardian aggiunge la posizione della presidente del Consiglio, che ha parlato di strumentalizzazione da parte di 'teppisti'.

La lettura del governo, così come riportata dalla stampa estera, separa la protesta legittima dalla violenza. È una distinzione che i mezzi di informazione internazionali registrano senza sposarla del tutto. Il Guardian, in particolare, insiste sulle cause economiche: casa e costo della vita come motori delle proteste.

Per la Basilicata il paradosso è evidente. Mentre a Milano si manifesta per il diritto a un tetto, nei paesi dell'entroterra lucano i tetti ci sono e restano vuoti. Il declino demografico che gli osservatori internazionali raccontano da anni ha qui il suo volto più concreto: scuole chiuse, ambulatori accorpati, giovani partiti.

La regione conta circa 537.000 abitanti, in calo costante. Matera, dopo il 2019 e la capitale della cultura, ha conosciuto un boom turistico che ha trasformato il mercato degli affitti nel centro dei Sassi. Ma è un caso isolato. Nel resto della regione la domanda abitativa non tiene il passo dell'offerta, perché manca la domanda stessa.

Le proteste milanesi e quelle lucane, se così si possono chiamare, non si somigliano. A Milano si chiede di poter restare; in Basilicata si chiede di poter tornare, o di non dover partire. Sono due facce della stessa medaglia: un Paese in cui le opportunità si concentrano in pochi luoghi e il resto si spopola.

La stampa estera che racconta le proteste europee non menziona la Basilicata, e questa redazione non inventa un collegamento che le fonti non fanno. Ma la domanda che le piazze pongono, quella di un diritto all'abitare sostenibile, riguarda anche i luoghi dove le case costano poco proprio perché nessuno le vuole.

C'è poi il tema del lavoro, che a Milano si intreccia con gli affitti. In Basilicata la questione si chiama emigrazione giovanile. I dati nazionali, come li riportano gli osservatori internazionali, descrivono un Paese che invecchia e perde giovani verso il Nord e l'estero. Le proteste per il costo della vita sono anche una conseguenza di quella geografia.

Le Monde e il Guardian non anticipano cosa accadrà dopo la riunione sulla sicurezza convocata da Meloni. La stampa francese parla di scene di caos che ricordano Parigi, suggerendo che l'Italia stia entrando in una fase di tensione sociale che altri Paesi europei già conoscono. Per ora sono scontri, non un movimento organizzato.

La Basilicata osserva da lontano, ma con interesse. La sua storia recente è fatta di reinvenzioni: Matera da vergogna a capitale della cultura, i pozzi che finanziano i comuni, i borghi che provano a rinascere con il turismo lento. Le proteste raccontano un'Italia che chiede più equità. La regione, con le sue case vuote e i suoi giovani altrove, sa che la risposta non può essere solo milanese.

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