LIGURIA
Milano si prepara a nuove tensioni: il mondo vede una generazione perduta
Il Guardian racconta le proteste in piazza del Duomo e la frattura tra giovani emarginati e coetanei con prospettive. La Liguria, a due ore di treno, guarda il proprio porto e i suoi giovani che partono.
Marina Doria850 wordsEdition №160sabato 24 ottobre 2026 — Edizione № 160
Milano si prepara a nuove tensioni dopo le proteste e le violenze che hanno scosso la città. Il Guardian, in un reportage da Milano, racconta la frattura tra i giovani emarginati e immigrati e quelli con maggiori prospettive, e parla di una 'generazione perduta' italiana. La corrispondente descrive la polizia antisommossa che picchia e trascina un adolescente in piazza del Duomo.
Il quadro che il Guardian dipinge non è solo milanese. È il ritratto di un paese dove la distanza tra chi ha prospettive e chi non le ha si è allargata, e dove la rabbia giovanile trova nella piazza l'unico sfogo visibile. Le proteste arrivano mentre la stampa estera racconta un'Europa attraversata da un malcontento generazionale che va dalla Francia alla Spagna, dalla Grecia all'Albania.
Per la Liguria il tema ha un risvolto concreto: i giovani che partono. La regione invecchia, come il resto d'Italia, e perde i suoi figli verso il Nord Europa e verso le grandi città. Genova, che vive di porto e di logistica, ha bisogno di mani giovani e di teste giovani. Se Milano brucia le sue periferie, la Liguria non può dirsi al riparo.
Il Guardian non collega le proteste milanesi alla Liguria, e noi non lo facciamo al posto suo. Quello che si può dire è che la frattura raccontata dal giornale britannico è la stessa che attraversa una regione dove il lavoro c'è, ma è sempre più spesso precario, stagionale o lontano da casa.
Il Guardian ha pubblicato un reportage da Milano sulle proteste che hanno scosso la città e sul dibattito intorno a quella che definisce la 'generazione perduta' italiana. La corrispondente racconta di aver filmato la polizia antisommossa mentre picchiava e trascinava un adolescente in piazza del Duomo, e descrive una divisione netta tra i giovani emarginati e immigrati e quelli con maggiori prospettive. Milano, scrive il giornale, si prepara a nuove tensioni.
Il pezzo non è un semplice resoconto di cronaca. Il Guardian lo costruisce come il ritratto di una frattura sociale: da una parte i ragazzi che non hanno né lavoro né scuola né una casa decente, dall'altra i coetanei che studiano, viaggiano e hanno una famiglia alle spalle. La violenza, secondo il giornale, è marginale ma significativa, perché mostra quanto la rabbia sia vicina alla superficie.
La stampa estera di questa settimana insiste sullo stesso tema da angolazioni diverse. France 24 ha dedicato una trasmissione alle proteste guidate dai giovani in Albania, Italia, Francia e India, con una sociologa che legge l'ondata come una richiesta di 'giustizia' in termini materialisti. The Local Italy ha raccontato la 'rabbia generazionale' che attraversa l'Europa, dalle scuole occupate a Roma ai campi di tende a Madrid. Il Guardian, in un editoriale, ha scritto che il contratto sociale è rotto.
Per la Liguria, il reportage milanese è uno specchio scomodo. La regione ha un'economia che dipende dal porto, dalla logistica, dal turismo e dalle coltivazioni di fiori, e ha un problema demografico che il mondo conosce bene: popolazione anziana, natalità bassa, giovani che emigrano. Se i giovani liguri partono, la domanda è dove vadano e cosa trovino. Milano è una delle destinazioni, e il ritratto che ne dà il Guardian non è incoraggiante.
Genova, in particolare, ha una relazione complicata con i suoi giovani. La città ha vissuto anni di declino industriale, poi una rinascita legata al porto e al turismo, ma la ricchezza prodotta non si è distribuita in modo uniforme. I quartieri della val Polcevera, segnati dal crollo del ponte Morandi, sono ancora in cerca di una normalità. La frattura che il Guardian descrive a Milano esiste anche qui, solo meno visibile.
Il porto, però, offre un punto di osservazione diverso. La logistica è un settore che assume, ma spesso con contratti stagionali e orari difficili. I giovani che ci lavorano non sono quelli che protestano in piazza del Duomo, e nemmeno quelli che studiano all'Università Bocconi. Sono una terza categoria, quella di chi ha un lavoro ma non una prospettiva. È una distinzione che la stampa estera raramente fa, e che qui conta.
Il quadro politico nazionale non aiuta a leggere la vicenda con serenità. Il Guardian, in un altro articolo, racconta che l'estrema destra europea sta cavalcando la violenza delle proteste per spingere un'agenda anti-immigrazione. In Italia, scrive il giornale in un'analisi firmata da Riccardo Alcaro, il nuovo movimento di Roberto Vannacci potrebbe insidiare il governo alle elezioni del 2027. Le proteste milanesi, secondo questa lettura, diventano un terreno di scontro politico prima ancora che sociale.
Per la Liguria, la politica nazionale si traduce in scelte concrete: i fondi per le infrastrutture, il sostegno al porto, le politiche per i giovani. La regione ha bisogno di un collegamento ferroviario migliore verso il Nord Europa, di un porto competitivo e di una costa che non venga consumata dal turismo di massa. Sono tutte questioni che richiedono giovani, e i giovani richiedono prospettive.
Il reportage del Guardian non dice cosa accadrà a Milano nelle prossime settimane. Dice che la città si prepara a nuove tensioni, e che la frattura è profonda. Per una regione vicina, che condivide lo stesso paese e la stessa generazione, è un avvertimento da non ignorare. La Liguria ha imparato, con il Morandi, che le fratture sociali e le fratture fisiche possono crollare insieme.
Resta da capire se le proteste milanesi avranno un seguito in altre città. La stampa estera racconta un'Europa in cui il malcontento giovanile si diffonde rapidamente, dalla Francia alla Grecia. L'Italia, con le sue disuguaglianze territoriali, è un terreno fertile. La Liguria, stretta tra mare e montagna, con le sue città portuali e le sue valli interne, non è immune.
Il giornale britannico chiude il suo reportage con le voci dei ragazzi di Milano. Non sono voci serene. Sono voci di chi non si sente ascoltato, e che per questo ha scelto la piazza. La Liguria, che ha fatto della pazienza e del lavoro sul molo una virtù, farebbe bene ad ascoltarle prima che diventino un problema anche qui.
