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Milano saluta Baresi, il capitano che ha definito un'epoca
Migliaia in strada per l'ultimo addio alla leggenda del Milan e della Nazionale, morto a 66 anni
Tobia Marenghi750 wordsEdition №70mercoledì 5 agosto 2026 — Edizione № 70
Migliaia di persone hanno affollato le strade di Milano per l'ultimo saluto a Franco Baresi, il leggendario ex difensore dell'AC Milan e della Nazionale italiana morto la scorsa settimana all'età di 66 anni. Secondo quanto riferito dalla BBC, la folla si è radunata nella città lombarda per il funerale del capitano storico.
The Guardian ha raccontato la cerimonia con un servizio fotografico dalla Basilica di Sant'Ambrogio, dove ex compagni di squadra e tifosi hanno reso omaggio a quello che molti considerano uno dei migliori difensori della storia del calcio mondiale.
La morte di Baresi ha suscitato un'ondata di commozione che travalica i confini del tifo rossonero, toccando l'intero movimento calcistico italiano e internazionale. Il suo nome resta legato a un'epoca in cui il calcio italiano dominava la scena europea e mondiale.
Franco Baresi, cresciuto nel vivaio del Milan e rimasto in rossonero per tutta la carriera, ha vestito la maglia del club lombardo dal 1977 al 1997, collezionando oltre 700 presenze e vincendo sei scudetti, tre Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. La BBC lo ha definito una leggenda del calcio italiano e internazionale.
Con la Nazionale italiana, Baresi ha disputato 81 partite, partecipando a tre Mondiali e vincendo il titolo del 1982 in Spagna. La sua carriera è stata segnata da una longevità straordinaria e da una leadership che lo ha reso un punto di riferimento dentro e fuori dal campo.
The Guardian ha ricordato come la sua figura abbia incarnato un'idea di difesa che ha fatto scuola nel mondo: lettura del gioco, tempismo negli interventi e capacità di impostare l'azione dalla retroguardia. Un modello che ha influenzato generazioni di difensori in Italia e all'estero.
Il funerale nella Basilica di Sant'Ambrogio, una delle chiese più antiche e simboliche di Milano, ha visto la partecipazione di ex compagni di squadra, dirigenti e tifosi comuni. Le immagini diffuse dalla stampa internazionale mostrano una città intera in lutto, con bandiere e sciarpe rossonere esposte lungo il percorso del corteo.
Per il calcio italiano, la scomparsa di Baresi chiude simbolicamente un'epoca. La sua generazione, quella del Milan di Arrigo Sacchi e Fabio Capello, ha rappresentato l'ultimo grande ciclo vincente del calcio di club italiano, capace di imporsi in Europa e nel mondo con un gioco che ha fatto scuola.
La copertura internazionale del funerale sottolinea come la figura di Baresi abbia superato i confini nazionali. La BBC e The Guardian, tra gli altri, hanno dedicato ampio spazio alla notizia, testimonianza di un rispetto che va oltre l'appartenenza di club.
Il cordoglio non si è limitato a Milano. In tutta Italia, e in particolare tra gli appassionati di calcio, la morte di Baresi ha riacceso il ricordo di un'epoca in cui la Serie A era considerata il campionato più forte del mondo, con campioni che attiravano l'attenzione dei media globali.
La sua eredità sportiva è visibile ancora oggi: il Milan ha ritirato la maglia numero 6, un gesto raro che testimonia il legame indissolubile tra il club e il suo capitano storico. La stampa estera ha ricordato questo dettaglio come segno della statura del personaggio.
Per le nuove generazioni di tifosi, Baresi rappresenta un riferimento etico oltre che tecnico: la sua carriera, interamente vissuta in un solo club, è diventata un simbolo di fedeltà e professionalità in un calcio che cambia rapidamente.
Le reazioni della stampa internazionale hanno sottolineato anche l'aspetto umano: il capitano silenzioso, riservato, lontano dai riflettori, che parlava sul campo. Un ritratto che ha colpito i cronisti stranieri, abituati a protagonisti più appariscenti.
Il funerale di Baresi arriva in un momento delicato per il calcio italiano, impegnato a rilanciare la propria immagine internazionale dopo anni difficili. La figura del capitano rossonero offre un modello di riferimento in un panorama sportivo in trasformazione.
La cerimonia di Milano è stata anche l'occasione per un commosso ricordo dell'Italia campione del mondo 1982, di cui Baresi faceva parte, e della generazione di calciatori che ha reso grande il calcio italiano nel mondo.
Mentre la città di Milano si prepara a una nuova stagione sportiva, con il Milan che cerca di tornare ai vertici, la memoria di Baresi resta un punto fermo. La stampa estera ha osservato come il suo esempio continui a essere un riferimento per i giovani difensori.
La copertura del funerale da parte dei media internazionali conferma che la notizia ha una rilevanza che va oltre lo sport: è il racconto di un Paese che saluta uno dei suoi simboli più amati, in un'epoca in cui il calcio è cultura popolare globale.
