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CULTURA

Una Madonna ferita: l'Italia di Andrea Modica vista dal Guardian

Il quotidiano britannico dedica la rubrica 'My Best Photograph' a uno scatto del 1980, fatto durante il primo viaggio italiano della fotografa

Eleonora Vanzetti674 wordsEdition №128domenica 27 settembre 2026 — Edizione № 128

Il Guardian, nella sua rubrica 'Art & Design', ha dedicato la serie 'My Best Photograph' a uno scatto di Andrea Modica: un chirurgo coperto di sangue dopo un intervento d'emergenza su un cavallo. La fotografa racconta al quotidiano britannico di essersi accorta solo in un secondo momento che l'immagine somigliava a una statua medievale, a una madonna.

Modica spiega di essere partita per l'Italia negli anni Ottanta con una macchina fotografica e uno zaino, dopo i primi lavori della sua carriera. Il Guardian riferisce che era cresciuta sentendo parlare dell'Italia, e che quel viaggio segnò l'inizio di un rapporto duraturo con il paese.

La notizia interessa la redazione Cultura per una ragione semplice: la fotografia italiana, o l'Italia fotografata, continua a essere letta all'estero attraverso categorie antiche — il sacro, la statua, la madonna. Il Guardian non parla di un'opera italiana, ma di come l'Italia diventi materiale visivo per un'artista straniera.

La fotografa racconta al quotidiano britannico di essersi accorta solo in un secondo momento che l'immagine somigliava a una statua medievale, a una madonna. «Dovresti essere fuori di testa per non voler fotografare questa donna incredibile», dice Modica al Guardian, riferendosi al soggetto dello scatto.

Il quotidiano britannico non precisa in quali città o regioni la fotografa abbia lavorato in quel periodo: l'articolo resta sul piano del racconto personale.

È un tema ricorrente nella stampa internazionale: il paese come deposito di forme, più che come soggetto contemporaneo.

Vale la pena notare la scelta editoriale del Guardian. La rubrica 'My Best Photograph' chiede a un autore di raccontare una sola immagine, e la selezione cade su uno scatto italiano degli anni Ottanta. Non è una mostra, non è un premio: è un esercizio di memoria visiva. La fotografia italiana entra nel discorso internazionale attraverso il ricordo privato di chi l'ha attraversata, non attraverso un'istituzione.

Per chi segue la cultura italiana da fuori, il paragone con la statua medievale non è neutro. Il Guardian lo riporta come osservazione dell'artista, non come tesi critica. Ma il riferimento alla madonna colloca l'immagine in una genealogia che la stampa estera usa spesso per l'Italia: il paese come luogo in cui il corpo e il sacro si confondono. È una cornice che la redazione Cultura registra senza amplificarla.

Non ci sono, nell'articolo del Guardian, elementi che riguardino il sistema dell'arte italiano contemporaneo: nessun museo, nessuna galleria, nessun festival. La notizia è quindi un ritratto d'autore, non un fatto istituzionale. Questo va detto con chiarezza, perché il telegrafo di oggi non offre, su questo fronte, altro materiale.

La rilevanza per un giornale che racconta l'Italia come la vede il mondo sta proprio qui: l'Italia non compare come soggetto che parla di sé, ma come paesaggio mentale di chi la visita. Il Guardian costruisce il pezzo intorno a un'epifania visiva avvenuta in Italia, e l'Italia resta sullo sfondo, non nominata nelle sue istituzioni culturali.

Resta da osservare un dettaglio metodologico. Il quotidiano britannico pubblica la storia nella sezione 'Art & Design', accostando una fotografia di reportage a un discorso sull'immagine sacra. È un accostamento che la stampa estera fa spesso con l'Italia: reportage e icona, cronaca e devozione. La redazione Cultura lo segnala come indizio di come il paese venga incasellato.

In assenza di altri elementi nel telegrafo, questo dispaccio si limita a ciò che il Guardian sostiene: un viaggio italiano, uno scatto, un paragone con la statua medievale. Nulla di più. Chi cerca un fatto culturale italiano di giornata troverà altrove, nel telegrafo, materiale più solido.

Il valore del pezzo, per un lettore italiano, è indiretto ma reale: mostra che l'Italia degli anni Ottanta, con le sue campagne e le sue stalle, continua a produrre immagini che circolano nel discorso artistico internazionale. Non è un merito nazionale, è un dato di ricezione. La redazione Cultura lo registra come tale.

Il Guardian non indica se la fotografia sarà esposta o pubblicata in un volume. L'articolo si chiude sul racconto dell'artista. Questo limite è anche il suo interesse: la stampa estera, quando guarda all'Italia, spesso preferisce la memoria individuale alla cronaca istituzionale.

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