MOLISE
Il caldo stringe il Sud: Molise tra siccità e fuga
L'ondata di calore che paralizza l'Europa espone la fragilità dell'agricoltura molisana e accelera l'abbandono delle campagne
Antonio Petrella1,201 wordsEdition №26giovedì 25 giugno 2026 — Edizione № 26
L'ondata di caldo mortale che stringe l'Europa ha raggiunto il suo culmine questa settimana. Secondo il Guardian, la Francia ha registrato martedì il giorno più caldo da quando le misurazioni hanno avuto inizio nel 1947, mentre il Regno Unito si prepara a temperature che potrebbero superare i 39°C giovedì. L'Italia non è stata risparmiata: sedici città italiane sono in allerta rossa, e il governo ha autorizzato le aziende a mettere i lavoratori in cassa integrazione a causa del calore estremo.
Ma nel Molise, la seconda regione più piccola d'Italia con 289mila abitanti, la crisi del caldo non è una novità meteorologica passeggera. È la conferma di una fragilità strutturale che da anni corrode l'economia rurale della regione. L'agricoltura molisana, già indebolita da anni di siccità intermittente e da infrastrutture irrigue insufficienti, si trova ora esposta a temperature che superano di gran lunga i 40°C. I campi di grano, di orzo e le coltivazioni di lino — storicamente il patrimonio della regione — soffrono in silenzio mentre i giovani agricoltori, quando rimangono, vedono i margini di profitto restringersi ulteriormente.
Reuters ha riportato questa settimana che l'ondata di caldo ha interrotto trasporti e turismo in tutta Europa. Nel Molise, il danno è più profondo: non è solo una questione di disagi temporanei. È la conferma che la regione non possiede gli strumenti per competere con il cambiamento climatico in corso. La Galleria degli Uffizi a Firenze ha dovuto sospendere la vendita di biglietti per un malfunzionamento dell'aria condizionata; nel Molise, migliaia di aziende agricole non hanno nemmeno l'aria condizionata nei magazzini di stoccaggio, e le riserve idriche diminuiscono ogni anno.
The Local Italy ha osservato che l'Europa è il continente che si riscalda più velocemente del mondo, con un Artico che si riscalda ancora più rapidamente. Per il Molise, questa accelerazione non è astratta. La regione ha già perso il 20 per cento della sua popolazione negli ultimi trent'anni, principalmente a causa della migrazione verso il Nord e verso l'estero. Il caldo estremo non causa questa fuga direttamente, ma la accelera. I giovani che avrebbero potuto restare per coltivare la terra vedono ora che il mestiere del contadino diventa sempre più precario, esposto a rischi climatici crescenti e a margini economici sempre più stretti.
L'ondata di caldo di questa settimana ha colpito anche il settore energetico molisano, che si basa in parte su impianti eolici. Secondo Business Insider, FTI Consulting ha lanciato una nuova offerta di consulenza energetica in Italia con la nomina di Riccardo Siliprandi come Senior Managing Director nel segmento Economic Consulting. Questo segnala una crescente attenzione internazionale al settore energetico italiano, ma il Molise rimane ai margini di questa espansione. La regione produce energia rinnovabile — parchi eolici dominano il paesaggio molisano — ma non cattura il valore aggiunto della consulenza specializzata, che rimane concentrata a Roma, Milano e nei grandi centri.
L'OMS ha esortato i leader europei a investire nella resilienza dei servizi sanitari di fronte alle ondate di caldo in intensificazione. Nel Molise, il sistema sanitario è già sottodimensionato. Campobasso, il capoluogo, ha meno di 50mila abitanti. L'ospedale regionale Cardarelli, unico centro ospedaliero di riferimento per tutta la regione, affronta carenze croniche di personale medico e infermieristico. Quando arrivano ondate di caldo come questa, i pronto soccorso si riempiono di pazienti anziani — il Molise ha uno dei tassi di invecchiamento più alti d'Italia — e le strutture vanno in affanno.
La questione dell'acqua è centrale. Il Molise dipende da fonti idriche che si estendono oltre i confini regionali: il Biferno, il Trigno, il Fortore. Durante le siccità, gli accordi tra regioni diventano conflittuali. Campania e Basilicata, più popolose e economicamente più forti, hanno storicamente prevalso nelle negoziazioni sulla distribuzione dell'acqua. Il Guardian ha riportato che quaranta persone sono annegate in Francia durante l'ondata di caldo — un paradosso di morte per eccesso e per difetto d'acqua. Nel Molise, il problema è il difetto. Le dighe che dovrebbero garantire acqua durante la siccità sono vecchie, mal mantenute, e gli investimenti pubblici per rinnovarle sono scarsi.
L'abbandono delle campagne molisane è ormai visibile nel paesaggio. Interi comuni hanno visto il numero di abitanti dimezzarsi negli ultimi due decenni. Secondo i dati locali non provenienti da stampa italiana, almeno quaranta comuni molisani hanno meno di mille abitanti. Durante un'ondata di caldo come questa, quando le temperature superano i 40°C, questi centri diventano ancora più isolati. I servizi di emergenza impiegano più tempo a raggiungerli. I medici di base se ne vanno verso città più grandi. Le farmacie chiudono.
Le minoranze etniche del Molise — i villaggi albanesi e croati sparsi nella regione — soffrono in modo particolare. Questi insediamenti storici, che risalgono ai secoli XV e XVI, sono oggi abitati da popolazioni sempre più anziane. I giovani delle comunità arbëreshë e croate se ne vanno come gli altri molisani, verso il Nord o verso l'estero. Le ondate di caldo accelerano questo processo: chi rimane in un villaggio di montagna, senza aria condizionata, senza servizi, quando le temperature superano i 40°C, ha ancora meno ragione per restare.
Il settore turistico molisano è marginale rispetto ad altre regioni italiane. Il Molise non ha la bellezza concentrata di Firenze, non ha i laghi della Lombardia, non ha le spiagge della Campania. Ha il paesaggio rurale, i tratturi — le antiche vie della transumanza — e la quiete. Durante un'ondata di caldo, anche questa quiete diventa fragile. I turisti che potrebbero cercare un turismo lento, agricolo, di scoperta del paesaggio interno italiano, trovano invece infrastrutture insufficienti, strutture ricettive datate, e temperature insopportabili.
The Local Italy ha riportato che i rider di consegna a Roma continuano a lavorare nelle ore più calde della giornata per la sopravvivenza economica. Nel Molise, il fenomeno del lavoro precario durante il caldo estremo è ancora più acuto. Non c'è economia dei servizi sviluppata come a Roma o Milano. Il lavoro agricolo stagionale, già precario, diventa ancora più rischioso durante le ondate di calore. I migranti che lavorano nei campi molisani — principalmente dall'Est Europa e dall'Africa — affrontano condizioni di lavoro ancora più dure.
L'investimento pubblico nel Molise rimane insufficiente. L'UE ha stanziato fondi di coesione per le regioni meridionali, ma la loro assegnazione e utilizzo è spesso lenta e burocratica. Infrastrutture idriche rinnovate, sistemi di raffreddamento per i magazzini agricoli, viabilità rurale migliorata — questi investimenti richiedono tempo e coordinamento che il Molise, con una capacità amministrativa limitata, fatica a realizzare.
Il paradosso del Molise è che la regione produce energia rinnovabile abbondante — i parchi eolici coprono il paesaggio — ma non riesce a catturare il valore economico di questa produzione. I profitti vanno a società esterne. La regione rimane povera, spopolata, e sempre più vulnerabile al cambiamento climatico. Quando arriva un'ondata di caldo come questa, il Molise soffre in silenzio, e un altro gruppo di giovani agricoltori guarda i numeri e decide di partire.
L'ONU, secondo il Guardian, sta esortando il mondo ad agire sui combustibili fossili mentre l'Europa affronta record di calore. Nel Molise, questa esortazione suona lontana. La regione non produce combustibili fossili, non ha grandi industrie inquinanti. Eppure paga il prezzo del cambiamento climatico globale. È una storia di ingiustizia climatica locale: chi non ha contribuito al problema soffre le conseguenze più dure.
