REGIONI
Quando il caldo accelera lo spopolamento: il Molise tra siccità e fuga
L'ondata di calore europea raggiunge il Sud mentre i giovani lasciano le campagne. La regione affonda nella doppia crisi climatica e demografica
Antonio Petrella875 wordsEdition №30lunedì 29 giugno 2026 — Edizione № 30
L'ondata di caldo mortale che sta investendo l'Europa ha un volto regionale preciso quando si guarda al Molise. Secondo l'Associated Press, paesi come il Messico, il Kenya e l'Italia stanno sperimentando uno o due mesi in più di stress da caldo rispetto ai decenni passati. Nel Molise, quella cifra non è astratta: significa che le campagne intorno a Campobasso e Isernia affrontano oggi condizioni di calore estremo per un periodo doppio rispetto agli anni Settanta.
Questo non è solo un fatto climatico. È il contesto in cui avviene un'altra crisi, silenziosa ma costante: la fuga demografica. Mentre il Guardian e altre testate internazionali descrivono l'ondata di caldo come un fenomeno paneuropeo che colpisce il turismo, i trasporti e i servizi pubblici, il Molise affronta una conseguenza invisibile nei numeri globali. Ogni estate più rovente accelera l'abbandono delle aziende agricole, spinge i giovani verso le città del Nord o verso l'estero.
La regione, con 289mila abitanti e in costante declino, vede nelle ondate di calore non solo una minaccia climatica ma un catalizzatore di emigrazione. L'agricoltura molisana — piccoli produttori di cereali, ortaggi, bestiame — diventa insostenibile quando le temperature salgono oltre i 35-37 gradi per settimane consecutive. Non ci sono investimenti infrastrutturali per l'irrigazione moderna, non ci sono sussidi specifici per l'adattamento climatico. Rimane solo la scelta: restare e soffrire, o partire.
