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MOLISE

I Canadair rientrano a Roma, e il Molise conta i suoi incendi

La flotta antincendio italiana torna alla base dopo un'estate 'lunga e intensa'. Nell'entroterra molisano la stagione dei roghi è un conto che si fa ogni anno

Antonio Petrella694 wordsEdition №134domenica 4 ottobre 2026 — Edizione № 134

La flotta di Canadair gialli e rossi dell'Italia è rientrata in una base vicino a Roma dopo quella che The Local Italy ha definito un'estate 'lunga e intensa', trascorsa a combattere incendi in un'Europa arida. La notizia, pubblicata venerdì dalla testata, chiude una stagione che ha tenuto impegnati i mezzi aerei italiani anche fuori dai confini nazionali.

Per il Molise, regione di 289.000 abitanti con un entroterra in larga parte boschivo e scarsamente presidiato, il rientro dei Canadair segna il momento in cui la protezione del territorio torna a poggiare quasi soltanto su squadre di terra e volontari. È una condizione che le cronache estive di ogni anno ripropongono, senza che la stampa estera le dedichi lo stesso spazio riservato alle grandi emergenze.

The Local Italy non fornisce cifre sugli incendi in Molise né sui danni regionali, e non è compito di questo dispaccio aggiungerle. Il punto che la copertura internazionale lascia emergere è un altro: la flotta antincendio è una risorsa nazionale che si muove dove il fuoco è più grande, e le aree interne restano esposte proprio quando i mezzi migliori sono altrove.

The Local Italy colloca il rientro all'interno di un quadro europeo: non solo l'Italia, ma buona parte del continente ha affrontato una stagione di incendi aggravata dalla siccità. È la stessa cornice che la stampa internazionale usa da anni per raccontare il Mediterraneo, dove il fuoco non è più un'eccezione stagionale ma un appuntamento ricorrente.

Il Molise non compare nel dispaccio di The Local Italy, e questo dispaccio non intende attribuirgli incendi, ettari bruciati o danni che la fonte non nomina. Il punto che la copertura internazionale lascia emergere è un altro, e riguarda tutte le aree interne: la flotta antincendio è una risorsa nazionale che si sposta dove il fuoco è più grande.

Quando i Canadair sono impegnati altrove — in Sicilia, in Sardegna, o all'estero su richiesta europea — i territori con meno abitanti e meno strade restano scoperti più a lungo. Non è una novità del 2026: è la geometria di un servizio che concentra i mezzi dove il rischio è maggiore, e che per definizione lascia le aree marginali in attesa.

Il Molise conosce bene questa attesa. L'entroterra si è spopolato per decenni, i paesi si sono svuotati, e con loro sono diminuiti gli occhi capaci di accorgersi di un principio d'incendio. Un rogo individuato tardi costa più acqua, più uomini e più tempo, anche quando i mezzi aerei ci sono.

Lo stesso giorno, The Local Italy segnala che la settimana italiana si apre con novità sui carburanti e con scioperi dei trasporti. Sono notizie lontane dai boschi molisani, ma raccontano la stessa cosa: un paese che gestisce emergenze e prezzi con strumenti nazionali, mentre le conseguenze atterrano nei territori più piccoli.

La stampa estera segue l'Italia attraverso lenti ricorrenti — il debito, la politica instabile, il turismo di massa, il vulcano, il clima. Gli incendi rientrano ormai stabilmente in questo elenco, ma quasi sempre nella versione spettacolare: le fiamme vicino alle città, gli aeroporti chiusi, le immagini dal cielo. L'interno brucia in silenzio, e resta fuori dall'inquadratura.

Per il Molise, il rientro dei Canadair è quindi un promemoria più che una notizia. La stagione del rischio non finisce quando i mezzi tornano a casa: finisce quando piove. Fino ad allora, la sorveglianza del territorio dipende da chi resta, e in una regione che perde abitanti ogni anno, chi resta è sempre meno.

The Local Italy non precisa il numero di missioni svolte né i territori coinvolti, e non lo fa nemmeno per il Molise. Chi vuole sapere quanti incendi hanno interessato la regione deve cercare altrove, in fonti che questo giornale per statuto non cita. Resta il fatto che il rientro della flotta è un momento preciso dell'anno in cui la domanda si ripropone: chi presidia adesso.

È una domanda che il Molise condivide con la Basilicata, con l'Abruzzo interno, con le zone montane di mezza Italia. Il telegrafo internazionale di oggi non offre una risposta, e non è tenuto a farlo. Offre però un dato di fatto: la flotta più visibile del paese è a casa, e l'estate è finita solo sul calendario.

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