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ESTERO

Monte dei Paschi e il nodo dell'integrazione bancaria Ue

Per l'economista Lucrezia Reichlin la battaglia sulla banca più antica del mondo rivela i limiti dell'approccio europeo

Adriana Sole720 wordsEdition96giovedì 27 agosto 2026 — Edizione № 96

La battaglia per il controllo di Banca Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica del mondo ancora in attività, sta ridefinendo il dibattito sull'integrazione finanziaria europea. Secondo l'economista Lucrezia Reichlin, in un commento pubblicato da Project Syndicate, l'episodio dimostra che i responsabili politici dell'UE dovrebbero concentrarsi meno sul far cedere ai governi la loro influenza sui sistemi bancari nazionali e più sulla costruzione di un canale di finanziamento europeo.

Per respingere l'offerta di acquisizione da 30,6 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo, il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi ha approvato il 20 agosto una controffensiva: offerte di scambio di azioni per Banco BPM e Banca Generali per un totale di circa 34 miliardi di euro, oltre alla distribuzione di altri 4 miliardi ai propri azionisti. Una decisione che arriva dopo sette ore di deliberazioni.

Fondata nel 1472 e salvata dai contribuenti italiani nel 2017, Banca Monte dei Paschi di Siena è al centro di una partita che va ben oltre i confini italiani. Secondo l'analisi di Lucrezia Reichlin pubblicata su Project Syndicate, la difesa messa in atto dalla banca senese contro l'offerta di Intesa Sanpaolo rivela le contraddizioni dell'attuale approccio dell'Unione Europea all'integrazione finanziaria.

Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi, dopo sette ore di deliberazioni il 20 agosto, ha respinto l'offerta di acquisizione da 30,6 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo lanciando a sua volta offerte di scambio di azioni per Banco BPM e Banca Generali, per un totale di circa 34 miliardi di euro. Allo stesso tempo, la banca ha deciso di distribuire 4 miliardi di euro ai propri azionisti, una mossa che secondo gli analisti mira a consolidare il sostegno degli investitori.

L'episodio, scrive Reichlin, mostra come la partita si giochi ancora a livello nazionale. Da un lato, il governo italiano mantiene una partecipazione significativa in Monte dei Paschi, eredità del salvataggio del 2017. Dall'altro, le banche italiane — come quelle di altri paesi europei — restano strettamente legate ai rispettivi mercati domestici, con un'integrazione transfrontaliera che procede a rilento.

La prospettiva di Reichlin, docente alla London Business School e nota per i suoi studi sul sistema finanziario europeo, è che l'UE abbia sbagliato bersaglio. Invece di spingere i governi a ridurre la loro influenza sulle banche nazionali, i responsabili politici europei dovrebbero concentrarsi sulla creazione di un canale di finanziamento comune, capace di sostenere gli investimenti e ridurre la frammentazione del mercato unico.

Il caso Monte dei Paschi è emblematico di una questione più ampia che riguarda l'intera eurozona. La frammentazione dei sistemi bancari nazionali è stata identificata da tempo come uno dei principali ostacoli alla trasmissione della politica monetaria e alla stabilità finanziaria. Tuttavia, i progressi verso un'unione bancaria completa — che includa un sistema comune di garanzia dei depositi — sono rimasti limitati, come hanno documentato numerosi analisti internazionali.

La battaglia per Monte dei Paschi ha anche implicazioni per il futuro del sistema bancario italiano. Un'eventuale fusione con Banco BPM e Banca Generali creerebbe un gruppo di dimensioni significative, in grado di competere con i grandi istituti europei. Al contrario, l'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo avrebbe creato un polo dominante nel panorama italiano, con possibili effetti sulla concorrenza.

L'esito della partita è incerto. Le offerte di scambio lanciate da Monte dei Paschi dovranno essere valutate dagli organi di vigilanza e dagli azionisti delle banche coinvolte. Nel frattempo, il caso ha riacceso il dibattito sul ruolo dello Stato nell'economia italiana, un tema che la stampa internazionale segue con attenzione.

Per l'Unione Europea, la vicenda rappresenta un test per la sua capacità di promuovere una vera integrazione finanziaria. Il progetto di un mercato unico dei capitali, più volte annunciato ma mai completato, è al centro delle discussioni tra i leader europei. L'Italia, con il suo debito pubblico elevato e un sistema bancario frammentato, è uno dei paesi che più avrebbe da guadagnare da un approfondimento dell'integrazione.

La posizione di Reichlin, espressa nella sua rubrica su Project Syndicate, è chiara: il dibattito sull'influenza dei governi nelle banche è in gran parte fuorviante. Ciò che conta, scrive, è costruire un canale di finanziamento europeo che possa sostenere gli investimenti e ridurre la dipendenza delle banche dai rispettivi stati nazionali. Un'idea che trova eco in parte della letteratura economica, ma che fatica a tradursi in decisioni politiche concrete.

Nel frattempo, a Siena, la città che da secoli vive all'ombra della sua banca, la vicenda è seguita con apprensione. La stampa internazionale ha raccontato più volte il legame simbiotico tra Monte dei Paschi e il territorio senese, dalle origini medievali fino al salvataggio del 2017. La partita in corso, con le sue offerte miliardarie, deciderà non solo il futuro di un istituto di credito, ma anche quello di una comunità che ha costruito la propria identità attorno a una delle istituzioni finanziarie più antiche del mondo.

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