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LAZIO

Monte dei Paschi contrattacca: contro-offerte da 34 miliardi per respingere Intesa

La banca più antica del mondo lancia offerte su Banco BPM e Banca Generali per difendersi dalla scalata

Davide Ruspoli650 wordsEdition95mercoledì 26 agosto 2026 — Edizione № 95

Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica del mondo ancora in attività, ha risposto al tentativo di acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo lanciando contro-offerte per altre due banche italiane. Secondo quanto riportato da Project Syndicate, le offerte di scambio azionario per Banco BPM e Banca Generali ammontano complessivamente a circa 34 miliardi di euro, mentre la banca distribuirà altri 4 miliardi ai propri azionisti.

La decisione, arrivata dopo sette ore di deliberazioni il 20 agosto, rappresenta una mossa difensiva senza precedenti nella storia bancaria italiana recente. Monte dei Paschi, fondata nel 1472 e salvata dai contribuenti italiani nel 2017 con una ricapitalizzazione pubblica, si oppone così all'offerta di Intesa Sanpaolo, valutata 30,6 miliardi di dollari.

L'episodio, scrive l'economista Lucrezia Reichlin su Project Syndicate, mostra perché i responsabili politici dell'UE dovrebbero concentrarsi meno sul far cedere ai governi la loro influenza sui sistemi bancari nazionali e più sulla costruzione di un canale di finanziamento europeo. La vicenda riaccende il dibattito sul futuro dell'integrazione finanziaria del continente.

La vicenda Monte dei Paschi è un capitolo emblematico della storia bancaria italiana ed europea. Fondata a Siena nel 1472 come Monte di Pietà, la banca è stata per secoli il cuore finanziario della Toscana, con una rete di filiali che si estende in tutto il paese. La sua crisi, esplosa nel 2017 con un buco di miliardi di euro, ha portato a un salvataggio pubblico che ha lasciato lo stato italiano come azionista di maggioranza.

La mossa difensiva di Monte dei Paschi — lanciare offerte su Banco BPM e Banca Generali per rendere l'acquisizione di Intesa Sanpaolo più costosa e complessa — è stata descritta da Project Syndicate come una strategia aggressiva ma rischiosa. L'economista Lucrezia Reichlin, che firma l'analisi, sottolinea come l'episodio riveli le tensioni profonde nel sistema bancario europeo, dove i governi nazionali mantengono un'influenza significativa sugli istituti di credito.

La partita si gioca su un terreno delicato: il controllo di Monte dei Paschi è nelle mani dello stato italiano, che detiene una quota importante del capitale. La difesa contro l'offerta di Intesa Sanpaolo, uno dei gruppi bancari più grandi d'Europa, non è solo una questione finanziaria ma anche politica. Il governo italiano, che ha già dovuto giustificare il salvataggio del 2017 di fronte alle regole europee sugli aiuti di stato, si trova ora a dover decidere se sostenere la banca senese o lasciare che il mercato faccia il suo corso.

La strategia di Monte dei Paschi ha implicazioni anche per il sistema bancario nel suo complesso. Se le offerte su Banco BPM e Banca Generali andassero in porto, la banca senese diventerebbe un attore molto più grande e diversificato, con una presenza significativa nel Nord Italia, storicamente il cuore economico del paese. Questo cambiamento potrebbe ridisegnare gli equilibri del settore, che negli ultimi anni ha visto una progressiva concentrazione.

Per il Lazio, la vicenda ha un rilievo particolare. Roma e la sua regione ospitano una fitta rete di filiali di tutti i principali gruppi bancari italiani, e la capitale è un centro nevralgico per la finanza pubblica e privata. Un'operazione che coinvolge tre delle maggiori banche del paese avrà inevitabilmente ricadute sul credito alle imprese e alle famiglie locali, anche se gli effetti concreti dipenderanno dall'esito delle trattative.

La riflessione di Reichlin va oltre il caso specifico. L'economista sostiene che l'UE dovrebbe costruire un canale di finanziamento europeo, piuttosto che limitarsi a spingere i governi a cedere il controllo delle banche nazionali. L'integrazione finanziaria, argomenta, è una componente essenziale dell'Unione economica e monetaria, ma richiede strumenti e istituzioni adeguate, non solo pressioni politiche.

Il tema dell'integrazione bancaria europea è da anni al centro del dibattito tra Bruxelles e i paesi membri. La creazione di un'Unione bancaria, con un meccanismo unico di vigilanza e risoluzione, è stata una delle risposte alla crisi finanziaria del 2008, ma la strada è ancora lunga. La vicenda Monte dei Paschi dimostra, secondo Project Syndicate, che le resistenze nazionali rimangono forti.

Il futuro di Monte dei Paschi resta incerto. La banca, che ha appena chiuso un piano di ristrutturazione con l'UE, deve ora affrontare una battaglia che potrebbe durare mesi. Gli analisti citati da Project Syndicate sottolineano che l'esito dipenderà dalla capacità della banca di convincere gli azionisti di Banco BPM e Banca Generali della bontà delle sue offerte, e dalla reazione delle autorità di regolamentazione.

Nel frattempo, il caso riaccende l'attenzione internazionale su un istituto che è un pezzo di storia italiana. Monte dei Paschi, con il suo archivio di documenti antichi e la sua sede nel Palazzo Salimbeni a Siena, rappresenta un patrimonio culturale oltre che finanziario. La sua sopravvivenza come entità indipendente è vista da molti come una questione di identità, non solo di numeri.

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