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PUGLIA

Morte di un marocchino durante fermo di polizia: il caso riecheggia in Puglia

Il New York Times racconta la morte di Abderrahim Fakir, un caso che riaccende il dibattito sul trattamento degli immigrati in Italia. Una regione di frontiera come la Puglia segue con attenzione.

Francesca Lazzari1,010 wordsEdition60mercoledì 29 luglio 2026 — Edizione № 60

Il New York Times ha dedicato un ampio reportage alla morte di Abderrahim Fakir, un cittadino marocchino deceduto il mese scorso durante un fermo di polizia in provincia di Vicenza. Secondo il quotidiano statunitense, gli agenti hanno bloccato Fakir a terra dopo che si era rifiutato di fornire i documenti. La sua morte, avvenuta per asfissia, ha scatenato proteste e un'indagine interna.

Il caso ha rapidamente superato i confini locali, diventando un simbolo delle tensioni che attraversano l'Italia sul tema dell'immigrazione. La Puglia, regione che si affaccia sull'Adriatico e che negli ultimi anni ha visto migliaia di arrivi via mare, è uno dei territori dove la questione è più sentita. Il New York Times sottolinea che il dibattito si inserisce in un contesto europeo più ampio, con l'Italia che ha adottato misure sempre più restrittive sotto il governo Meloni.

Dalla Puglia, i corrispondenti esteri hanno spesso raccontato le operazioni di soccorso della Guardia Costiera, i centri di accoglienza sovraffollati e le polemiche politiche. La morte di Fakir ha riacceso il confronto tra chi chiede più umanità e chi difende l'operato delle forze dell'ordine. Secondo il New York Times, la Procura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo contro tre agenti, mentre la polizia sostiene di aver agito secondo il protocollo.

Per la Puglia, il caso ha un'eco particolare. La regione è stata al centro di alcune delle più controverse operazioni di respingimento e salvataggio nel Mediterraneo centrale e orientale. Le organizzazioni umanitarie, citate dalla stampa internazionale, denunciano da anni un clima di crescente ostilità verso i migranti. Il governo italiano ha invece sempre insistito sulla necessità di contrastare l'immigrazione irregolare e garantire la sicurezza.

Il New York Times ha pubblicato l'articolo mercoledì 29 luglio, con il titolo «La morte di un marocchino durante un fermo di polizia riecheggia in Italia». Il reportage ricostruisce la vicenda di Abderrahim Fakir, 32 anni, residente in Italia da oltre un decennio e impiegato in un'azienda agricola. L'episodio è avvenuto a fine giugno a Schio, in Veneto.

Secondo il quotidiano, gli agenti della polizia locale hanno fermato Fakir per un controllo di routine. L'uomo, senza documenti, avrebbe tentato di allontanarsi. Ne è nato un alterco; gli agenti lo hanno bloccato a terra, facendo pressione sul torace. Pochi minuti dopo, Fakir ha perso conoscenza. Il personale medico arrivato sul posto non ha potuto fare altro che constatarne la morte.

La notizia ha provocato proteste in diverse città italiane. Il New York Times riporta che gruppi di attivisti e associazioni per i diritti civili hanno organizzato presidi davanti ai commissariati. Il caso è stato ripreso anche da Al Jazeera e da altre testate del mondo arabo, con toni di forte critica verso le forze dell'ordine italiane.

In Puglia, la questione dell'immigrazione è vissuta quotidianamente. La regione si trova sulla rotta adriatica, che insieme a quella del Mediterraneo centrale porta ogni anno migliaia di persone dall'Africa e dal Medio Oriente verso l'Italia. Secondo i dati dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, citati dalla Reuters, nel 2025 sono sbarcate in Puglia oltre 8.000 persone, in aumento rispetto all'anno precedente.

Le operazioni di soccorso sono spesso raccontate dalla stampa estera. Il canale France 24 ha documentato il lavoro della Guardia Costiera a Brindisi e Bari, mentre il Guardian ha seguito le storie di alcuni richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza della regione. La presenza dei migranti ha alimentato tensioni politiche locali, con alcuni sindaci che si sono opposti all'apertura di nuovi centri.

Il caso Fakir ha riportato l'attenzione sul trattamento riservato agli immigrati durante i controlli di polizia. Amnesty International, in un rapporto citato dal New York Times, ha denunciato «un uso eccessivo della forza da parte delle forze dell'ordine italiane, specialmente nei confronti di persone di colore». Il governo ha respinto le accuse, definendo la polizia italiana «tra le più professionali d'Europa».

La premier Giorgia Meloni non ha ancora commentato direttamente il caso Fakir. In passato, la sua maggioranza ha approvato leggi che restringono il diritto d'asilo e facilitano i rimpatri. Il New York Times ricorda che il governo ha recentemente stretto accordi con la Tunisia e la Libia per bloccare le partenze, una politica che ha ridotto gli arrivi ma è stata criticata dalle ONG.

In Puglia, il dibattito è acceso. Da un lato, esponenti della Lega e di Fratelli d'Italia chiedono più sicurezza e controlli; dall'altro, la Chiesa cattolica e le associazioni laiche insistono sull'accoglienza. L'arcivescovo di Bari, in una dichiarazione raccolta dalla stampa estera, ha definito la morte di Fakir «una sconfitta per tutti» e ha chiesto giustizia.

La Puglia ha una lunga tradizione di accoglienza, legata anche alla presenza di centri di primo soccorso e hotspot come quelli di Taranto e Brindisi. Ma negli ultimi anni la retorica politica si è fatta più aspra. Il caso Fakir potrebbe diventare un banco di prova per il governo, mentre l'opinione pubblica internazionale osserva.

Il New York Times conclude il suo reportage sottolineando come la morte di un uomo durante un fermo di polizia stia diventando «un simbolo del modo in cui l'Italia tratta chi arriva da fuori». In Puglia, questa domanda risuona con forza particolare: ogni anno migliaia di persone toccano le sue coste in cerca di una vita migliore, e il confine tra sicurezza e umanità resta incerto.

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