CAMPANIA
Roma frena i golf cart turistici, e Napoli si chiede se toccherà anche a lei
Il Guardian racconta la stretta della capitale sui tour in golf cart: un modello di turismo che il Sud conosce bene, e che ora guarda con attenzione
Rosaria Esposito687 wordsEdition №134domenica 4 ottobre 2026 — Edizione № 134
Ai margini di Piazza Navona, scrive il Guardian, due visitatori dal Texas sono scesi da un golf cart prima di attraversare la piazza a piedi. È l'immagine con cui il quotidiano britannico apre il racconto di una stretta che le autorità romane stanno preparando contro i tour in golf cart nel centro della capitale.
Secondo il Guardian, i visitatori hanno abbracciato la Fiat 500, la Vespa e persino i tuk-tuk come modi per girare la città, e ora il golf cart rischia di diventare l'ultimo di una serie di mezzi nel mirino. Le autorità sostengono che il fenomeno rischia di sfuggire di mano; gli operatori del settore dicono di essere presi di mira ingiustamente.
La notizia arriva da Roma, ma il tema riguarda tutto il turismo urbano italiano, e in particolare le città d'arte del Mezzogiorno. Napoli, che vive da anni una stagione di visitatori stranieri in forte crescita, osserva la mossa romana come un possibile precedente.
Non c'è alcun annuncio di misure analoghe a Napoli nel dispaccio del Guardian, e nessuna fonte estera citata collega esplicitamente la stretta romana alla Campania. Il paragone resta per ora un'ipotesi, non un fatto.
Il Guardian non riferisce cifre sul numero di golf cart in circolazione né sui ricavi del settore. Il quadro che emerge è quello di una città che cerca di regolare un'economia turistica cresciuta in fretta, spesso ai margini delle regole.
Il caso romano non è isolato nella copertura internazionale dell'Italia. Da anni la stampa estera racconta il turismo di massa come una pressione crescente su Venezia, Firenze e la stessa Roma, con misure che vanno dai limiti ai grandi gruppi ai contributi di accesso per i visitatori giornalieri.
Napoli non compare nel dispaccio del Guardian. Non ci sono, nelle fonti disponibili, dichiarazioni di autorità campane sui golf cart né dati locali sul fenomeno. Trarre conclusioni su un'estensione della stretta alla città sarebbe un'inferenza, non una notizia.
Resta però un dato di contesto che la stampa estera ha registrato a più riprese: Napoli è entrata stabilmente nelle rotte del turismo internazionale, con un centro storico patrimonio dell'Unesco che concentra flussi pedonali intensi. È lo stesso tipo di pressione che Roma cerca ora di governare.
La tensione che il Guardian descrive è nota a chi osserva il Mezzogiorno: da un lato un'economia che vive di visitatori, dall'altro la difficoltà delle amministrazioni a regolare attività informali e mezzi che occupano strade strette e piazze monumentali.
Gli operatori romani citati dal quotidiano britannico sostengono di offrire un servizio utile a chi ha mobilità ridotta o poco tempo. È un argomento che ricorrerà anche altrove, se altre città decideranno di intervenire.
Il Guardian non indica quali norme specifiche siano allo studio né una data di entrata in vigore. Il dispaccio parla di una repressione in preparazione, con un esito ancora incerto.
Per la Campania, la lezione è indiretta ma reale: il turismo urbano del Sud cresce e con esso crescono i servizi che lo accompagnano, spesso senza un quadro regolatorio chiaro. Roma offre un caso da osservare, non un modello da copiare alla lettera.
C'è poi la questione della reputazione. La stampa estera che racconta Napoli oscilla da anni tra l'entusiasmo per la sua rinascita e il racconto dei suoi problemi quotidiani. Una stretta mal calibrata sui mezzi turistici rischia di finire in entrambe le narrazioni.
Il paragone con la Vespa e la Fiat 500, ricordato dal Guardian, è significativo per il Sud: quei mezzi sono diventati icone globali dello stile italiano, e oggi sono anche strumenti di un'industria turistica che le città faticano a contenere.
Non c'è, al momento, alcun segnale che Napoli o altre città campane stiano valutando limiti analoghi. Il dispaccio del Guardian riguarda Roma e solo Roma.
Se la stretta romana funzionerà, altre amministrazioni potrebbero guardarla con interesse. Se produrrà contenziosi e proteste, diventerà un avvertimento. In entrambi i casi, la partita si gioca prima nella capitale.
Per ora resta la scena da cui il Guardian è partito: due turisti texani che scendono da un golf cart a pochi passi da Piazza Navona, in una città che discute quanto di quel modo di viaggiare voglia ancora tollerare.
