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CAMPANIA

Servillo e Napoli sul red carpet: 'Scherzetto' divide Venezia

Il Guardian stronca il film di Martone come 'indecisa storia di fantasmi', ma la città resta protagonista del festival

Rosaria Esposito520 wordsEdition115lunedì 14 settembre 2026 — Edizione № 115

Il Festival del Cinema di Venezia si è chiuso sabato con il Leone d'Oro a 'Woman Unknown' della regista danese-egiziana May el-Toukhy, ma per la Campania il titolo che conta è un altro: 'Scherzetto', l'ultimo film di Mario Martone con Toni Servillo, presentato in concorso e recensito con durezza dal Guardian.

Il quotidiano britannico ha descritto l'opera come 'in parte spettrale, in parte sentimentale', giudicandola una 'indecisa storia di fantasmi' napoletana in cui Servillo interpreta un illustratore perseguitato dalla propria infanzia.

La recensione riconosce però che 'è sempre bello vedere la star italiana veterana a Venezia', al punto che il festival, scrive il Guardian, 'è praticamente impensabile senza di lui'. Un riconoscimento che vale quanto un premio per un attore che da anni è l'ambasciatore più riconoscibile di Napoli nel cinema internazionale.

Per la città, il festival si chiude senza trofei ma con una presenza costante: Napoli come set, come personaggio, come atmosfera che il cinema mondiale continua a venire a cercare.

Il Festival del Cinema di Venezia si è chiuso sabato con il Leone d'Oro a 'Woman Unknown' della regista danese-egiziana May el-Toukhy, un dramma ambientato nel secondo dopoguerra danese. La vittoria è stata annunciata dal New York Times e da Le Monde, che hanno sottolineato come si tratti dell'unico lungometraggio in concorso diretto da una donna.

Ma per la Campania il titolo che conta è un altro: 'Scherzetto', l'ultimo film di Mario Martone con Toni Servillo, presentato in concorso e recensito con durezza dal Guardian. Il quotidiano britannico lo ha descritto come 'in parte spettrale, in parte sentimentale', giudicandolo una 'indecisa storia di fantasmi' napoletana.

Secondo la recensione del Guardian, Servillo interpreta un illustratore perseguitato dalla propria infanzia. Il critico riconosce che 'è sempre bello vedere la star italiana veterana a Venezia', al punto che il festival, scrive, 'è praticamente impensabile senza di lui'.

È un giudizio ambivalente che dice molto su come la stampa internazionale guarda a Napoli: la città piace come atmosfera, come luce, come materia narrativa, ma il racconto che se ne fa resta spesso sospeso tra il nostalgico e l'incompiuto.

La vittoria di 'Woman Unknown' ha un significato più ampio. Le Monde ha raccontato che la regista ha reso omaggio nel suo discorso alle 'donne invisibili e senza voce', mentre il Leone d'Argento è andato a Ilia Khrjanovski, che lo ha dedicato 'agli ucraini che lottano per la libertà'.

Il Premio Speciale della Giuria è andato ai registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor per un documentario sui civili uccisi dall'esercito israeliano a Gaza. Le Monde ha definito questa edizione 'politicamente carica', un festival dove il cinema ha voluto parlare di conflitti e diritti.

In questo quadro, la presenza napoletana a Venezia non è solo una questione di premi. Servillo è da decenni il volto con cui il cinema d'autore italiano si presenta al mondo, e la sua collaborazione con Martone ha costruito un immaginario della città che circola ben oltre i confini nazionali.

La Campania, del resto, è da anni un set ricercato: dalle strade dei Quartieri Spagnoli ai palazzi del centro storico, i registi stranieri e italiani vengono a cercare quella 'autenticità' che il turismo globale vende come esperienza. Il rischio, come nota la critica estera, è che l'autenticità diventi essa stessa una posa.

Il festival si è chiuso senza trofei per il cinema campano, ma con una presenza costante. Napoli resta una delle città italiane più rappresentate sullo schermo internazionale, anche quando il film che la racconta non convince fino in fondo.

Per gli operatori culturali della città, la lezione è doppia: da un lato la conferma che Napoli è materia prima pregiata per il cinema mondiale; dall'altro la domanda su quale Napoli si continua a raccontare, se quella spettrale e malinconica o quella che vive, produce e cambia.

La Mostra ha consegnato i suoi premi e ha chiuso i battenti. Servillo, come sempre, tornerà a Napoli. E la città continuerà a essere, per il cinema che la sceglie, un luogo dove le storie sembrano già scritte nella pietra e nella luce.

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