CAMPANIA
Il NYT: le città d'arte dicono basta ai turisti, ma gli aeroporti si allargano
Il giornale americano mette a confronto Venezia, Barcellona e Maiorca. Napoli non è nominata, ma la contraddizione riguarda anche il suo scalo in crescita
Rosaria Esposito846 wordsEdition №122lunedì 21 settembre 2026 — Edizione № 122
Le città europee che dicono di avere troppi turisti stanno, allo stesso tempo, ampliando gli aeroporti che quei turisti li portano. È il paradosso che il New York Times ha messo in fila in un servizio pubblicato venerdì, prendendo a esempio Venezia, Barcellona e l'isola spagnola di Maiorca. Secondo il giornale americano, l'ampliamento degli scali "può minare gli sforzi locali per frenare il turismo eccessivo e può persino consentire l'arrivo di più turisti".
Il NYT non cita Napoli né la Campania nel suo pezzo. La contraddizione che descrive, però, è la stessa che attraversa il Mezzogiorno: una città che vende al mondo la propria immagine e insieme lamenta il peso che quell'immagine porta con sé. Il ragionamento vale per Venezia come per Barcellona, e chi legge da Napoli lo riconosce senza che il giornale debba scriverlo.
La questione, come la pone il quotidiano newyorchese, non è morale ma infrastrutturale. Se un aeroporto raddoppia la capacità di accogliere voli, i passeggeri arriveranno; nessuna tassa di sbarco o numero chiuso nei centri storici può compensare un'offerta di posti a sedere che cresce. È il nodo che le amministrazioni europee evitano di affrontare apertamente.
Per la Campania il tema non è teorico. Napoli ha costruito negli ultimi anni gran parte della propria ripresa economica sul turismo, e il suo scalo è la porta d'ingresso principale del Sud. Seguire il dibattito europeo significa chiedersi se la città voglia più visitatori o visitatori meglio distribuiti — una domanda che il NYT pone a Venezia e che Napoli, prima o poi, dovrà porsi da sola.
