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ESTERO

Cinque potenze Nato promettono più difesa europea, e l'Italia firma

I ministri della Difesa di Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito si sono impegnati a Parigi a una cooperazione più stretta con Washington

Adriana Sole793 wordsEdition №163martedì 27 ottobre 2026 — Edizione № 163

I cinque principali membri europei della Nato hanno dichiarato lunedì di essere pronti ad assumersi una maggiore responsabilità per la sicurezza del continente, riaffermando al contempo gli Stati Uniti come «alleato indispensabile». Lo riferisce France 24, secondo cui i ministri della Difesa di Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito hanno promesso una cooperazione più stretta con Washington al termine dei colloqui di Parigi.

Per l'Italia è un passaggio che tocca direttamente il suo posizionamento atlantico. Roma figura tra i firmatari dell'impegno, in un formato che riunisce le capitali europee più pesanti sul bilancio della difesa e che, secondo la ricostruzione di France 24, punta a riequilibrare il rapporto con gli Stati Uniti senza metterlo in discussione.

La formula scelta — «alleato indispensabile» — è la parte politicamente più rilevante. Arriva mentre l'Europa discute da mesi di come aumentare la spesa e l'autonomia industriale, e mentre la stampa internazionale segue con attenzione le divisioni interne all'Unione su come finanziare il riarmo.

Il dispaccio di Parigi, però, non entra nei dettagli operativi: France 24 parla di colloqui e di un impegno di principio, senza cifre né calendari. È su questo terreno che si misurerà la portata reale dell'intesa.

Il formato dei cinque non è nuovo. Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito compongono un direttorio di fatto che negli ultimi anni si è riunito più volte per coordinare posizioni comuni prima dei vertici Nato e dei consigli europei. La novità, secondo France 24, è l'accento posto sulla «responsabilità» europea: un modo per dire che il continente è disposto a spendere e a produrre di più, senza però rivendicare una rottura con l'alleanza guidata dagli Stati Uniti.

Per l'Italia il tema ha un risvolto industriale oltre che diplomatico. Il paese ospita una base manifatturiera della difesa rilevante in Europa e partecipa a programmi congiunti con Francia e Regno Unito. Un impegno politico che parla di «cooperazione più stretta» apre la porta a una maggiore integrazione degli acquisti, ma France 24 non specifica quali programmi siano stati discussi a Parigi.

C'è poi il capitolo del fianco est. La presenza della Polonia tra i firmatari segnala che l'intesa non riguarda solo i grandi contribuenti occidentali, ma anche i paesi che chiedono garanzie sul confine orientale della Nato. Per Roma, tradizionalmente attenta al fianco sud — il Mediterraneo allargato, la rotta libica, il Sahel — la sfida è far convivere queste due priorità dentro un quadro di spesa comune.

France 24 non riporta dichiarazioni dei singoli ministri. Il testo dell'agenzia si limita a registrare l'impegno e la cornice dei colloqui. Questo significa che, per ora, l'Italia ha sottoscritto un orientamento politico, non un piano di forze né un calendario di acquisti.

Il contesto in cui arriva l'annuncio è quello di un'Europa sotto pressione su più fronti. La guerra in Ucraina ha spinto la Nato a rivedere i piani di difesa e a chiedere agli alleati europei standard di spesa più alti. Le capitali discutevano già da tempo di come raggiungere questi obiettivi senza squilibrare i bilanci nazionali.

L'intesa di Parigi va letta insieme a un altro segnale che la stampa estera ha seguito questa settimana: il dibattito europeo sui social network e sulle proteste. Non c'è un legame diretto, ma entrambi i dossier raccontano la stessa difficoltà dell'Unione: trovare una risposta comune a pressioni che arrivano da fuori e da dentro.

Per il lettore italiano, il punto da seguire è la traduzione di questo impegno in scelte concrete. Il governo italiano dovrà indicare come intende contribuire alla «maggiore responsabilità» promessa a Parigi, e quale spazio riservare al Mediterraneo in una discussione che rischia di concentrarsi sul fianco est.

La palla, insomma, passa ai prossimi appuntamenti Nato e ai lavori preparatori tra i ministeri. France 24 non li elenca, ma la logica del formato dei cinque suggerisce che le decisioni arriveranno in sede alleata, non in dichiarazioni bilaterali.

Resta un dato politico. L'Italia si presenta a questo passaggio come parte del nucleo che conta nella difesa europea. È una posizione che il paese rivendica da tempo, e che la firma di Parigi conferma — almeno sulla carta.

Il dispaccio di France 24 è breve e istituzionale, coerente con il tono dei comunicati congiunti. Non contiene annunci su basi, truppe o sistemi d'arma. Chi cerca risposte operative dovrà attendere i documenti che seguiranno ai colloqui.

L'Europa che si assume più responsabilità, secondo la lettura della stampa internazionale, non è un'Europa che si separa dagli Stati Uniti. È un'Europa che cerca di pesare di più dentro l'alleanza. Per Roma, la differenza è sostanziale e riguarda la credibilità con cui si presenta a Washington.

Nei prossimi mesi il tema si intreccerà con il bilancio della difesa e con le scelte industriali. Sarà quello il momento in cui l'impegno di Parigi diventerà verificabile.

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