VENETO
Nessun Dolore: la discutibile favola romana di Amelio al Lido
Il Guardian stronca il dramma di Gianni Amelio presentato al Festival di Venezia, giudicandolo audace ma ingenuo
Tommaso Veronese720 wordsEdition №104venerdì 4 settembre 2026 — Edizione № 104
Il Festival del Cinema di Venezia ha visto la presentazione di 'Nessun Dolore', il nuovo film di Gianni Amelio che The Guardian ha recensito giovedì definendolo 'una discutibile favola romana sulla colpa dei bianchi progressisti'.
Secondo la recensione del quotidiano britannico, il film racconta la storia di un uomo bianco 'i cui occhi si aprono alla crudeltà e al razzismo quando un giovane ragazzo entra nella sua vita'.
Il Guardian descrive il dramma di Amelio come 'audace ma in ultima analisi ingenuo', una valutazione che si inserisce nel dibattito acceso che il festival sta vivendo in questa edizione, dominata da temi politici e sociali.
La recensione del Guardian arriva in un momento in cui il Festival di Venezia ha messo al centro del dibattito questioni scottanti come il sessismo nell'industria cinematografica — con la presidente di giuria Maggie Gyllenhaal che ha denunciato un 'problema sistemico' — e il ruolo della stampa, esplorato nel film di apertura 'Ink' di Danny Boyle sulla nascita del tabloid The Sun.
Il giudizio su 'Nessun Dolore' di Amelio, uno dei registi italiani più rispettati a livello internazionale, aggiunge un elemento di riflessione sulla produzione cinematografica italiana contemporanea e su come viene recepita dalla critica straniera.
Per Venezia, città che vive del suo festival internazionale come vetrina sulla cultura mondiale, la ricezione critica dei film italiani in competizione è sempre un termometro dell'umore internazionale verso la produzione nazionale.
Il Guardian, nella sua recensione, sembra suggerire che il tentativo di Amelio di affrontare il tema della colpa bianca e del razzismo attraverso una lente progressista risulti 'ingenuo' e poco convincente, una critica che riflette un dibattito più ampio sulla rappresentazione delle questioni razziali nel cinema europeo.
La presenza di un film come 'Nessun Dolore' in concorso al Lido sottolinea come il festival veneziano continui ad attrarre registi affermati che cercano di confrontarsi con le questioni più urgenti del nostro tempo, anche se i risultati possono essere diseguali.
Amelio, che ha vinto il Leone d'Oro nel 1998 con 'Così ridevano', ha una lunga storia con il festival veneziano. Il suo ritorno in concorso rappresenta un momento significativo per il cinema italiano, che cerca di riaffermare la propria presenza sulla scena internazionale.
La critica del Guardian si concentra sulla struttura narrativa del film, che secondo il recensore non riesce a sostenere il peso delle sue ambizioni tematiche. Il quotidiano britannico suggerisce che la storia, pur partendo da premesse interessanti, si perde in una trattazione che privilegia la moralità rispetto alla complessità dei personaggi.
Il Festival di Venezia, giunto alla sua 83esima edizione, continua a essere il principale punto d'incontro tra il cinema italiano e il pubblico internazionale. La ricezione dei film italiani in concorso da parte della stampa estera influenza non solo la loro distribuzione internazionale ma anche la percezione complessiva della salute del cinema italiano.
La presenza di più film italiani in concorso quest'anno — insieme a 'Nessun Dolore' di Amelio e 'Ink' di Boyle che apre il festival, sebbene quest'ultimo sia una produzione britannica — dimostra la vitalità di una industria che cerca di reinventarsi dopo gli anni difficili della pandemia.
Per il pubblico veneziano e per i numerosi addetti ai lavori che affollano il Lido in questi giorni, la recensione del Guardian è solo uno dei tanti segnali che questa edizione del festival è particolarmente ricca di spunti di riflessione politica e sociale.
La discussione suscitata da 'Nessun Dolore' si inserisce in un contesto più ampio di domande sul ruolo del cinema nel affrontare questioni come il razzismo e la colpa storica, temi che il Guardian ha esplorato anche in relazione ad altri film presentati al festival.
Mentre il festival prosegue fino alla premiazione del Leone d'Oro, la critica internazionale continuerà a valutare i film in concorso, e il giudizio su 'Nessun Dolore' contribuirà a definire il profilo di questa edizione veneziana, che si sta rivelando particolarmente attenta ai temi della giustizia sociale e della rappresentazione.
