CAMPANIA
'Nessun Dolore' di Amelio a Venezia: il Sud e la colpa bianca sotto la lente del Guardian
Il critico britannico stronca il nuovo film del regista piemontese: una favola romana che parla anche alla Campania
Rosaria Esposito949 wordsEdition №104venerdì 4 settembre 2026 — Edizione № 104
Il Festival del Cinema di Venezia continua a dominare la copertura internazionale dell'Italia in questa settimana di settembre, e l'ultima recensione del Guardian su 'Nessun Dolore' di Gianni Amelio ha acceso un dibattito che tocca anche il Sud. Il critico britannico descrive il film come 'una discutibile favola romana sulla colpa dei bianchi progressisti', definendo il dramma 'audace ma alla fine ingenuo'.
La pellicola, presentata in concorso alla Mostra del Cinema, racconta la storia di un uomo bianco che apre gli occhi sulla crudeltà e il razzismo quando un giovane ragazzo entra nella sua vita. Una premessa che il Guardian giudica ambiziosa ma non pienamente riuscita, in un giudizio che non mancherà di far discutere anche a Napoli, dove il cinema di impegno civile ha sempre trovato un pubblico attento e partecipe.
Per la Campania, la recensione del Guardian tocca un nervo sensibile: il rapporto tra il cinema italiano, la rappresentazione delle colpe storiche e la realtà di un Sud che spesso si sente raccontato da sguardi esterni, sia italiani che internazionali.
La recensione del Guardian su 'Nessun Dolore' arriva in un momento di particolare attenzione internazionale verso il cinema italiano, con il Festival di Venezia che quest'anno ha messo la stampa al centro del dibattito grazie al film 'Ink' di Danny Boyle sull'ascesa del tabloid The Sun, come ha sottolineato Le Monde nella sua copertura dell'apertura del festival.
Il critico del Guardian non risparmia critiche al regista, noto per il suo impegno civile e per film che hanno spesso raccontato le periferie e le contraddizioni dell'Italia. La definizione di 'favola romana sulla colpa dei bianchi progressisti' suggerisce una lettura del film come una parabola moralistica che rischia di risultare semplicistica nella sua rappresentazione delle dinamiche razziali e sociali.
Per il pubblico campano, il dibattito sulla rappresentazione cinematografica delle colpe e delle responsabilità non è nuovo. Napoli e la sua regione hanno una lunga tradizione di cinema che racconta le ingiustizie sociali, dalla camorra alle disuguaglianze, ma anche una sensibilità particolare verso le narrazioni che rischiano di ridurre la complessità del Sud a stereotipi.
Il giudizio del Guardian, pur riferendosi a un film ambientato a Roma, solleva questioni che risuonano con forza in Campania: come raccontare le colpe storiche senza cadere in facili moralismi? Come rappresentare il privilegio e la discriminazione senza ridurre i personaggi a mere funzioni narrative? Sono domande che il cinema italiano si pone da decenni e che la critica internazionale osserva con attenzione crescente.
Amelio, che ha diretto capolavori come 'Il ladro di bambini' e 'Lamerica', è da sempre considerato un regista capace di guardare l'Italia con occhio critico ma mai superficiale. La delusione espressa dal Guardian per il suo ultimo lavoro potrebbe essere letta come il segnale di un cambio di sensibilità nella critica internazionale, sempre più attenta alle sfumature e meno tollerante verso narrazioni che rischiano di apparire didascaliche.
Il Festival di Venezia, che quest'anno celebra anche il decimo anniversario del suo programma immersivo con un documentario in realtà estesa su David Bowie secondo quanto riportato dal Guardian, rappresenta la vetrina principale del cinema italiano nel mondo. Le recensioni della stampa estera hanno un peso enorme nel determinare la circolazione internazionale dei film italiani, e un giudizio negativo come quello pubblicato giovedì potrebbe influenzare la distribuzione di 'Nessun Dolore' oltre i confini nazionali.
La presenza di Maggie Gyllenhaal come presidente di giuria ha aggiunto un ulteriore livello di dibattito al festival, con l'attrice-regista che ha denunciato quello che ha definito un 'problema sistemico' di sessismo nell'industria cinematografica, sottolineando che solo due registe donne sono in lizza per il Leone d'Oro. Una dichiarazione che ha fatto il giro del mondo e che ha acceso i riflettori sulla questione della rappresentanza nel cinema italiano, un tema che tocca anche le produzioni del Sud.
Per la Campania, la questione della rappresentazione è doppiamente significativa. Da un lato, la regione è da sempre una location amata dal cinema internazionale, con Napoli che continua ad attrarre produzioni straniere affascinate dalla sua bellezza e dalle sue contraddizioni. Dall'altro, i registi del Sud faticano spesso a trovare spazio in un panorama cinematografico nazionale che la critica internazionale giudica sempre più attento alle dinamiche di potere e rappresentazione.
Il dibattito suscitato dalla recensione del Guardian si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sul ruolo del cinema nel raccontare l'Italia contemporanea. Con il governo più longevo del dopoguerra che celebra il suo record di durata, come ampiamente riportato da France 24 e dal Guardian, il paese si confronta con questioni identitarie e politiche che il cinema non può ignorare.
La definizione di 'favola romana' usata dal critico del Guardian potrebbe essere letta anche come un commento sulla distanza tra il cinema d'autore italiano e la realtà quotidiana del paese. Una distanza che a Napoli si avverte in modo particolare, in una città dove la vita reale supera spesso la fantasia e dove il cinema deve confrontarsi con una realtà complessa fatta di bellezza straordinaria e problemi strutturali.
Mentre il festival prosegue con le sue proiezioni e i suoi dibattiti, la recensione di 'Nessun Dolore' offre uno spunto di riflessione che va oltre il singolo film. La domanda che il Guardian solleva, seppur in modo critico, è come il cinema italiano possa raccontare le colpe storiche del paese senza cadere in narrazioni consolatorie o colpevolizzanti, una sfida che riguarda tutto il paese ma che nel Sud assume contorni particolarmente delicati.
La risposta del pubblico e della critica italiana alla recensione del Guardian sarà osservata con attenzione nei prossimi giorni. Il film di Amelio, nonostante le critiche, potrebbe beneficiare del dibattito suscitato, in un festival che continua a dimostrare come il cinema italiano sappia ancora provocare discussioni e attirare l'attenzione del mondo.
