LIGURIA
Il NYT: città europee dicono no ai turisti ma ampliano gli aeroporti
Il quotidiano americano rileva la contraddizione tra limiti al turismo di massa e nuovi terminal a Venezia, Barcellona e Maiorca: la costa ligure conosce bene il nodo
Marina Doria529 wordsEdition №122lunedì 21 settembre 2026 — Edizione № 122
Il New York Times rileva una contraddizione nelle politiche turistiche europee: città che dichiarano di avere troppi visitatori stanno ampliando i propri aeroporti. Il quotidiano cita Venezia, Barcellona e l'isola spagnola di Maiorca, dove l'espansione degli scali rischia di vanificare gli sforzi locali per contenere il turismo di massa.
La Liguria vive lo stesso paradosso su scala più piccola. Genova e la Riviera di Levante, con le Cinque Terre, dipendono dai visitatori ma soffrono la pressione su un territorio stretto tra mare e monti, dove strade e ferrovie hanno capacità limitata.
Il NYT non menziona la Liguria né i suoi aeroporti. Il collegamento con la regione è quindi un'analogia strutturale, non un fatto riportato dalla fonte: la stessa tensione tra chi vuole più arrivi e chi chiede di rallentare.
Secondo il quotidiano americano, l'ampliamento aeroportuale può persino consentire l'arrivo di più turisti, in direzione opposta rispetto alle misure pensate per limitarli. È una tensione che il NYT presenta come strutturale in diverse destinazioni europee, non come un caso isolato.
La geografia ligure rende il problema più acuto che altrove. La costa è una successione di insediamenti collegati da una sola linea ferroviaria costiera e da un'autostrada che, dopo il crollo del ponte Morandi a Genova nel 2018, resta un tema sensibile per chiunque programmi flussi.
Per un porto passeggeri come Genova, il turismo arriva anche dal mare. Le crociere portano migliaia di visitatori in poche ore, con un impatto concentrato sul centro storico e sui servizi, diverso da quello di un aeroporto ma ugualmente denso nel tempo.
Il dibattito europeo sul sovraffollamento turistico, che il NYT segue da tempo, tocca anche i modelli di gestione. Venezia ha introdotto un contributo di accesso per i visitatori giornalieri; altre città discutono limiti agli affitti brevi. La Liguria non è citata in queste misure.
La domanda che il pezzo del NYT lascia aperta è di coerenza: se una destinazione investe in più capacità aeroportuale, può davvero limitare i flussi? Il quotidiano non fornisce una risposta univoca, ma segnala la contraddizione come un problema politico.
Per la Liguria la questione si traduce in scelte infrastrutturali concrete. Ogni ampliamento di collegamenti, stradali o ferroviari, cambia la capacità di assorbimento dei visitatori. Non è una discussione che la regione possa affrontare solo con strumenti turistici.
Il NYT cita Venezia, Barcellona e Maiorca come esempi, non come casi esaustivi. Questo significa che l'analogia ligure va trattata con prudenza: il collegamento è nella logica, non nei dati.
Resta il fatto che la costa ligure è fragile. Le Cinque Terre sono un sito patrimonio mondiale con sentieri e borghi soggetti a limiti fisici invalicabili. Nessun ampliamento aeroportuale della regione è citato dalla fonte, e nessun dato ligure è riportato dal quotidiano americano.
Il tema si intreccia con quello dei trasporti interni. Se arrivano più visitatori, servono più treni, più bus e più gestione dei flussi nei borghi. Sono decisioni che spettano a livello regionale e locale, non al dibattito europeo.
Per ora la Liguria osserva. Il NYT ha posto una domanda che vale anche per la sua costa: come si concilia la voglia di più visitatori con la capacità reale di un territorio stretto tra mare e monti.
