VENETO
L'Europa verso una battaglia sugli occhiali AI 'pervertiti'
Crescono le richieste di regolamentare gli smart glasses dopo filmati non consensuali; una petizione in Gran Bretagna chiede il divieto di vendita
Tommaso Veronese626 wordsEdition №114domenica 13 settembre 2026 — Edizione № 114
In Europa crescono le richieste di agire contro gli occhiali intelligenti definiti 'pervertiti', dopo che filmati girati di nascosto di ragazze e donne sono apparsi online. Lo riporta The Local Italy, secondo cui una petizione in Gran Bretagna chiede il divieto di vendita.
Il caso mette sotto pressione un prodotto che combina fotocamera e occhiale in un oggetto apparentemente ordinario. La discussione riguarda il consenso, la sorveglianza e i limiti della tecnologia indossabile.
Il Veneto è uno dei distretti dell'occhiale più importanti d'Europa, con una filiera che produce montature e componenti per il mercato globale. Una stretta normativa europea sulla vendita e sull'uso di questi dispositivi avrebbe conseguenze dirette su un settore che esporta in tutto il mondo.
La discussione riguarda il consenso, la sorveglianza e i limiti della tecnologia indossabile, temi che finora erano rimasti confinati agli smartphone e alle telecamere di sicurezza.
La petizione britannica è il segnale più visibile di una pressione che si sta spostando dalle piattaforme online ai produttori. Se la richiesta di divieto trovasse seguito, il precedente si estenderebbe rapidamente al mercato europeo, data l'integrazione normativa del continente.
Per il Veneto la questione non è astratta. Il distretto dell'occhiale — con Belluno e le aree circostanti come uno dei poli produttivi più riconosciuti a livello internazionale — lavora da decenni per marchi globali e per il mercato dell'occhiale tecnico e sportivo. Una regolamentazione che limita la vendita di dispositivi con fotocamera integrata toccherebbe direttamente una parte di quella filiera.
È importante distinguere. La maggior parte della produzione veneta riguarda occhiali da vista, da sole e montature di design, non dispositivi con capacità di registrazione. Ma la sovrapposizione tra occhiale e tecnologia indossabile è in crescita, e i grandi marchi tecnologici collaborano da anni con i produttori italiani proprio per la parte ottica.
Se la discussione europea si concentrasse sulla trasparenza — segnali luminosi che indicano quando una registrazione è in corso, obblighi di consenso, restrizioni nei luoghi pubblici — l'impatto sarebbe più gestibile per i produttori. Se invece prevalesse una logica di divieto generalizzato, l'effetto sarebbe più profondo.
The Local Italy non fornisce dettagli su quali paesi europei stiano preparando misure specifiche, né su tempistiche. La copertura descrive una pressione crescente e una petizione, non un iter legislativo avviato. Questo va detto con chiarezza: al momento si tratta di richieste, non di norme approvate.
Il precedente più vicino è quello dei droni e delle telecamere nascoste, dove diversi paesi europei hanno introdotto obblighi di registrazione e limiti d'uso. Gli occhiali intelligenti pongono un problema analogo ma più difficile da controllare, perché il dispositivo è indossato e non sempre riconoscibile.
Per un distretto esportatore come quello veneto, la posta in gioco è duplice. Da un lato c'è il rischio di restrizioni che riducono un segmento di mercato in crescita. Dall'altro c'è l'opportunità: un'industria che sapesse anticipare standard di trasparenza e consenso potrebbe trasformare un vincolo normativo in un vantaggio competitivo.
La storia recente dell'occhialeria veneta mostra una capacità di adattamento a standard internazionali via via più severi, dalla protezione UV alle certificazioni di sicurezza. Non è un settore che si è sottratto alla regolazione, ma uno che ha spesso contribuito a definirla.
Resta il nodo dei grandi attori tecnologici non europei, che controllano la parte software e di piattaforma di questi dispositivi. Una regolamentazione europea che colpisce la vendita al dettaglio senza toccare i servizi collegati rischia di essere inefficace, un tema che Bruxelles conosce bene dal dibattito sulla moderazione dei contenuti.
Per la redazione veneta, la vicenda merita attenzione proprio perché intreccia due cose che riguardano la regione: la manifattura dell'occhiale e la reputazione internazionale di Venezia e del Nordest come luoghi dove il design incontra la tecnologia. Come si chiuderà la partita europea è, al momento, una domanda aperta.
