EMILIA-ROMAGNA
Le oche invadono i campi: l'Emilia-Romagna chiede il diritto di caccia
La densità incontrollata di oche selvatiche causa danni gravi alle colture. La CIA regionale alza l'allarme.
Giulia Benati1,189 wordsEdition №9lunedì 8 giugno 2026 — Edizione № 9
La presenza incontrollata di oche selvatiche nella campagna emiliana è diventata un'emergenza agricola. Secondo Caccia Passione, la CIA — Confederazione Italiana Agricoltori — ha presentato una richiesta formale all'assessore regionale Mammi per includere l'oca selvatica nella lista delle specie cacciabili, riconoscendo che i danni alle colture sono ormai insostenibili.
La densità elevata di oche nella pianura padana sta causando perdite significative ai coltivatori. Le oche si nutrono dei germogli delle piante, devastano i campi di cereali e legumi, e il loro numero continua a crescere senza controllo naturale. Per gli agricoltori della regione, che già affrontano pressioni climatiche e volatilità dei prezzi, questa invasione rappresenta un ulteriore colpo economico.
La richiesta della CIA riflette una tensione più ampia tra conservazione della fauna selvatica e protezione dell'agricoltura. L'Emilia-Romagna, cuore della food economy italiana, non può permettersi di perdere raccolti a causa di una specie che, sebbene protetta, sta moltiplicandosi in modo insostenibile. La soluzione passa attraverso una gestione più aggressiva della popolazione di oche selvatiche.
