ABRUZZO
Pisa, l'Italia tiene mentre il mondo scivola: resta il divario interno
The Local Italy: risultati sopra la media Ocse in matematica, lettura e scienze, ma il distacco tra studenti italiani e stranieri non si chiude
Marco Di Sante627 wordsEdition №112venerdì 11 settembre 2026 — Edizione № 112
L'Italia ha registrato risultati relativamente positivi nel sondaggio educativo dell'Ocse di quest'anno, in matematica, lettura e scienze, mentre molti altri paesi affrontavano un forte calo. È quanto riferisce The Local Italy, che riporta come la tenuta italiana si accompagni però a un divario ampio e persistente tra studenti italiani e studenti non italiani.
La notizia va letta con attenzione: un risultato sopra la media in un contesto di arretramento generale non significa che il sistema sia senza problemi. Significa che l'Italia ha retto meglio di altri dove altri sono scivolati, un dato che nella comparazione internazionale pesa.
Per l'Abruzzo, regione di città medie e di valli che si spopolano, il tema del divario tra alunni con e senza cittadinanza italiana non è astratto. Nelle scuole dei territori interni i numeri delle classi calano, e la composizione delle aule cambia: è lì che la tenuta misurata dall'Ocse si misura davvero, banco per banco.
Il sondaggio non dice come si chiuda quel divario, e The Local Italy non offre ricette. Dice però che il sistema tiene nel complesso e non tiene per tutti allo stesso modo: una fotografia che, vista dall'Appennino, riguarda il futuro delle comunità prima ancora che le classifiche.
The Local Italy sottolinea il contrasto tra la tenuta italiana e il calo registrato altrove: è la cornice in cui va collocato il dato. In un'indagine comparata come quella dell'Ocse, il confronto tra paesi conta quanto il valore assoluto, e l'Italia si colloca nella parte alta della distribuzione mentre altri arretrano.
Il punto che il giornale mette in evidenza è però un altro: il divario tra studenti italiani e non italiani resta ampio. È una disuguaglianza interna che nessun risultato medio cancella, e che nelle scuole con forte presenza di alunni di origine straniera diventa la questione principale.
Per l'Abruzzo, regione di città medie e di valli che si spopolano, questo tema non è astratto.
C'è un intreccio con la demografia che la stampa estera non manca di rilevare quando guarda all'Italia: un paese che invecchia e perde natalità ha classi sempre più piccole e, in molte aree, sempre più dipendenti dall'immigrazione per restare aperte. La scuola diventa così il primo luogo dove si vede se l'integrazione funziona.
Per i piccoli comuni di montagna la posta in gioco è doppia. Da un lato, una scuola che chiude significa una famiglia che se ne va; dall'altro, una scuola che accoglie alunni di origini diverse è spesso l'unico presidio sociale rimasto in valle. Tenuta dei risultati e tenuta dei territori, in questo caso, vanno insieme.
La lettura internazionale del caso italiano è generalmente severa sul divario territoriale: il Nord e i centri urbani performano meglio delle periferie e delle aree interne. Il dato Ocse di quest'anno, così come riportato, non smentisce questa geografia e la lascia sullo sfondo come questione aperta.
C'è poi la questione delle risorse. Un sistema che tiene in una comparazione internazionale difficile è un sistema che ha retto, ma la tenuta non è gratuita: dipende da insegnanti, edifici, tempo pieno, servizi. Dove questi elementi mancano, come in molte aree interne, il risultato medio nazionale racconta una storia diversa da quella locale.
The Local Italy non fornisce cifre per regione né dettagli sui singoli territori, e noi non ne aggiungiamo. Il valore della notizia sta nel confronto: l'Italia sopra la media in un anno di calo globale, con un divario interno che resta il vero nodo irrisolto.
Per la nostra regione la conclusione è sobria. I risultati delle scuole abruzzesi non si leggono dalle classifiche internazionali, ma dalla capacità di tenere aperte le aule nei paesi che si svuotano e di far rendere al meglio ogni alunno, qualunque sia il suo punto di partenza. La classifica dice che il paese tiene; il territorio dice dove tiene meno.
