TRENTINO-ALTO ADIGE
Ötzi rivela i suoi segreti: il lievito di 5.300 anni fa rivivifica il pane
Scienziati estraggono il microbo dalle viscere della mummia glaciale. Un ponte tra l'archeologia alpina e la cucina moderna.
Klara Hofer742 wordsEdition №4giovedì 4 giugno 2026 — Edizione № 4

Più di 5.300 anni fa, Ötzi l'Uomo dei Ghiacci camminava attraverso le Alpi al confine tra Austria e Italia quando fu ucciso da una freccia alla schiena. Oggi, scienziati hanno scoperto che il suo corpo congelato ospitava ancora un ospite microscopico: il lievito. Secondo CBS News, i ricercatori hanno estratto il microbo dalle viscere della mummia e lo hanno utilizzato per produrre pane a lievitazione naturale, creando un ponte affascinante tra l'archeologia e la gastronomia moderna.
La scoperta rappresenta un raro momento in cui la scienza alpina incontra la storia vivente. Ötzi, ritrovato nel 1991 nel ghiacciaio del Similaun tra il Trentino-Alto Adige e l'Austria, è una delle mummie naturali meglio conservate al mondo. Il suo corpo ha fornito decenni di informazioni sulla vita e la morte nell'Età del Rame.
Per il Trentino-Alto Adige, Ötzi è un patrimonio condiviso e conteso. La mummia è conservata a Bolzano, nel Museo Archeologico dell'Alto Adige, ma la sua scoperta e il diritto di studiarlo rimangono questioni di interesse sia italiano che austriaco. Questa ricerca sul lievito aggiunge una dimensione nuova alla comprensione della biologia umana e dell'ecosistema alpino di millenni fa.
Il lievito scoperto nelle viscere di Ötzi appartiene a una specie che ancora oggi si trova naturalmente nei cereali e nell'ambiente. La sua presenza suggerisce che l'uomo dell'Età del Rame consumasse già pane fermentato, una pratica che avrebbe richiesto una comprensione sofisticata della fermentazione. Secondo CBS News, gli scienziati hanno coltivato il microbo in laboratorio e lo hanno utilizzato per creare un pane a lievitazione naturale, dimostrando che il processo biologico rimane vitale dopo millenni di congelamento.
Questa scoperta ha implicazioni per la storia della cucina europea. Se Ötzi e la sua comunità consumavano pane fermentato, ciò suggerisce che le tecniche di fermentazione erano già consolidate nell'Età del Rame, molto prima di quanto precedentemente documentato. La stampa scientifica internazionale ha sottolineato come questa ricerca offra una finestra rara sulla vita quotidiana e sulle pratiche alimentari di popoli preistorici.
Per il Trentino-Alto Adige, la ricerca su Ötzi rappresenta un valore culturale e scientifico significativo. La regione si vanta di ospitare il Museo Archeologico di Bolzano, che attrae decine di migliaia di visitatori ogni anno. Scoperte come questa rafforzano l'importanza della conservazione e dello studio della mummia, posizionando la regione come centro di eccellenza nella ricerca archeologica alpina.
Il corpo di Ötzi ha rivelato nel corso dei decenni una ricchezza di dettagli sulla salute, l'alimentazione e la tecnologia dell'Età del Rame. Studi precedenti hanno identificato i suoi ultimi pasti, le sue malattie, i tatuaggi e persino il DNA. Ogni nuova scoperta aggiunge strati di comprensione a come vivevano gli uomini in quell'epoca nelle Alpi.
La conservazione di Ötzi pone anche questioni etiche e scientifiche complesse. La mummia è un corpo umano, e la sua esposizione in un museo solleva domande sulla dignità e il rispetto dei resti umani. Tuttavia, la ricerca scientifica che ne deriva ha fornito conoscenze inestimabili sulla preistoria europea. Il Museo Archeologico di Bolzano ha sviluppato protocolli rigorosi per bilanciare l'accesso scientifico con il rispetto verso la mummia.
La scoperta del lievito è particolarmente affascinante perché dimostra come il congelamento possa preservare non solo i tessuti umani, ma anche i microbi che vivevano all'interno del corpo. Questo apre nuove possibilità di ricerca sulla microbiologia storica e su come le comunità umane interagissero con i microrganismi nel passato.
Per la comunità scientifica internazionale, la ricerca su Ötzi rimane una fonte inesauribile di scoperte. Gli studi continuano a generare pubblicazioni in riviste prestigiose e a catturare l'attenzione dei media globali. La stampa austriaca e tedesca ha seguito da vicino questa ricerca, dato che Ötzi è stato ritrovato in territorio che era austriaco al momento della scoperta, anche se ora è amministrativamente italiano.
La ricerca sul lievito di Ötzi ha anche implicazioni per la comprensione della storia del pane in Europa. Se il pane fermentato era già una pratica consolidata 5.300 anni fa nelle Alpi, ciò suggerisce che la fermentazione fosse una tecnica diffusa in tutta l'Europa preistorica. Questo potrebbe riscrivere parte della storia della cucina europea e della domesticazione dei cereali.
Per il Trentino-Alto Adige, la ricerca continua su Ötzi rappresenta anche un'opportunità economica e culturale. Il turismo legato alla mummia genera entrate significative per la regione, e scoperte come questa mantengono vivo l'interesse internazionale. Il Museo Archeologico di Bolzano rimane una delle attrazioni più visitate dell'Alto Adige, con visitatori provenienti da tutto il mondo che desiderano vedere la mummia e apprendere la sua storia.
