SCIENZA
Il lievito di Ötzi racconta cinquemila anni di Alpi
Scienziati estraggono il microbo dalla mummia del ghiaccio e lo usano per fare il pane. La scoperta riporta in vita un frammento della Valle d'Aosta preistorica.
Camille Bréan892 wordsEdition №11mercoledì 10 giugno 2026 — Edizione № 11

Ötzi l'Uomo dei Ghiacci, scoperto nel 1991 sul confine tra Austria e Italia nelle Alpi Ötztal, ha ceduto un segreto microbico che gli scienziati hanno trasformato in pane. Secondo quanto riferito dalla CBS News, i ricercatori hanno identificato e coltivato un lievito selvatico che viveva nello stomaco della mummia per oltre cinquemilatrecento anni, prima che il freddo la conservasse intatta. Il microbo, rimasto dormiente nel corpo mummificato, è stato riportato in vita e utilizzato per fermentare un impasto di pane a lievitazione naturale.
La scoperta rappresenta un collegamento diretto tra la biologia umana preistorica e la pratica culinaria moderna. Il lievito, che Ötzi avrebbe ingerito mangiando cibi fermentati o bevande durante la sua vita nelle Alpi, è sopravvissuto ai millenni grazie alle condizioni di congelamento permanente. Gli scienziati hanno descritto il processo come una finestra sulla microbiologia delle popolazioni alpine dell'età del rame.
La ricerca colloca la Valle d'Aosta al centro di una narrazione scientifica globale sulla continuità biologica e culturale delle montagne europee. Ötzi, morto intorno al 3300 avanti Cristo, attraversava un paesaggio alpino che i moderni abitanti della regione ancora riconoscono: ghiacciai, pascoli, sentieri di transumanza. Il lievito che portava nel corpo è una prova tangibile che le pratiche di fermentazione e conservazione dei cibi erano già radicate nella cultura alpina quando le piramidi egiziane non erano ancora state costruite.
