PUGLIA
Un nuovo metodo predice la qualità dell'olio extravergine direttamente dalle olive
La ricerca promette di accelerare il controllo qualitativo e potrebbe trasformare il settore oleicolo pugliese
Francesca Lazzari1,524 wordsEdition №4giovedì 4 giugno 2026 — Edizione № 4
Una nuova metodologia sviluppata da ricercatori e pubblicata su BioTechniques consente di prevedere la qualità dell'olio extravergine analizzando le olive prima della spremitura. Il metodo predice con accuratezza il profilo di acidi grassi, fenoli e composti volatili – i tre fattori chiave che determinano la qualità e il valore commerciale dell'olio – in modo rapido e preciso.
Per la Puglia, che produce circa il 40% dell'olio d'oliva italiano e dipende fortemente dall'export verso i mercati europei e internazionali, questa innovazione potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo significativo. La capacità di prevedere la qualità dell'olio prima della spremitura consentirebbe ai produttori di ottimizzare i processi di lavorazione e di garantire standard più elevati e coerenti.
L'olio extravergine è uno dei pilastri della dieta mediterranea e, secondo la ricerca scientifica citata da BioTechniques, una fonte documentata di benefici per la salute. Tuttavia, il mercato globale dell'olio è sempre più competitivo, e i produttori pugliesi affrontano pressioni crescenti dai concorrenti spagnoli, greci e turchi, nonché dalla crescente domanda di certificazioni di qualità e tracciabilità.
