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PUGLIA

Scienza e oliva, la Puglia legge il futuro dell'olio

Un nuovo metodo predice la qualità dell'extravergine direttamente dal frutto. Cosa significa per i produttori del Sud

Francesca Lazzari1,247 wordsEdition2martedì 2 giugno 2026 — Edizione № 2

Un nuovo approccio scientifico per predire la qualità dell'olio extravergine direttamente dalle olive, prima della spremitura, potrebbe trasformare il modo in cui i produttori mediterranei gestiscono il raccolto e la commercializzazione. Secondo BioTechniques, una rivista specializzata in biotecnologie, ricercatori hanno sviluppato un metodo che analizza il profilo di acidi grassi, fenoli e composti volatili dell'olio con rapidità e precisione, usando il frutto intero come base di calcolo.

La scoperta arriva mentre l'olio di oliva consolida il suo ruolo nella dieta mediterranea e nella narrativa globale della salute. Consumer Reports, la testata americana di riferimento per i consumatori, ha recentemente ribadito che l'olio d'oliva rimane tra i grassi più salutari disponibili, capace di abbassare il colesterolo cattivo e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

Per la Puglia, regione che produce circa il 40 per cento dell'olio italiano e che ha subito il colpo più duro della xylella fastidiosa negli ultimi quindici anni, questa innovazione rappresenta una possibilità di recupero competitivo in un mercato sempre più esigente e consapevole.

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