The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
Back to the edition

OPINION

Ottant'anni di Repubblica, visti da fuori

La Redazione306 wordsEdition3mercoledì 3 giugno 2026 — Edizione № 3

Euronews ha dedicato martedì un servizio alla celebrazione dell'ottantesimo anniversario della Repubblica italiana: cerimonie, parate militari, sorvoli aerei sulla capitale. Il tono della copertura era quello consueto riservato alle ricorrenze istituzionali — rispettoso, un poco formale, e sostanzialmente esterno. Il 2 giugno 1946 è spiegato al lettore straniero come 'il voto che aprì la strada alla democrazia', e con questo la storia sembra chiudersi.

Eppure quella data porta con sé una complessità che il dispaccio internazionale non ha lo spazio — né forse l'interesse — di svolgere. Fu un referendum strettissimo, una scelta tra monarchia e repubblica compiuta da un paese appena uscito dalla guerra civile e dall'occupazione, con milioni di uomini ancora prigionieri all'estero e intere province in condizione di maceria. La Repubblica non nacque da un consenso largo e sereno: nacque da una frattura, e quella frattura ha attraversato i decenni successivi lasciando tracce nelle istituzioni, nel linguaggio politico, nella diffidenza reciproca tra Nord e Sud, tra Stato e cittadino.

La stampa straniera tende a raccontare l'Italia democratica come un organismo fragile ma tenace — instabile per vocazione, capace di sopravvivere a se stessa. È una lettura non del tutto sbagliata, ma parziale. Essa coglie la superficie dell'instabilità governativa senza vedere la continuità profonda dello Stato amministrativo, della magistratura, delle istituzioni di garanzia che hanno retto anche nei momenti più difficili. Ottant'anni di Repubblica sono anche ottant'anni di quella continuità silenziosa che non fa notizia.

Noi crediamo che le ricorrenze abbiano senso solo se producono domande, non risposte. La domanda che ci poniamo leggendo la copertura internazionale di questa giornata è semplice: il mondo vede un paese che celebra se stesso, o un paese che ancora discute con se stesso su cosa voglia essere? La differenza non è di poco conto. E la risposta, a ottant'anni di distanza, non è ancora del tutto scritta.

Share
Ottant'anni di Repubblica, visti da fuori — La Veduta