SCIENZA
Il lievito di Ötzi: la scienza alpina riscrive la storia del pane
Ricercatori italiani estraggono microbi da una mummia di 5.300 anni e producono pane a lievitazione naturale. Un ponte tra archeologia e gastronomia sulle Alpi.
Klara Hofer814 wordsEdition №9lunedì 8 giugno 2026 — Edizione № 9
Un team di ricercatori italiani ha estratto lievito vivo dalle viscere di Ötzi l'Uomo dei Ghiacci, la mummia congelata scoperta nel 1991 sul confine tra Austria e Italia, e lo ha utilizzato per produrre pane a lievitazione naturale. Secondo quanto riportato da CBS News e Yahoo News, gli scienziati hanno pubblicato i risultati sulla rivista Microbiome mercoledì scorso, dimostrando che microbi specifici sono rimasti vitali nel corpo della mummia per più di 5.300 anni.
La scoperta rappresenta un collegamento straordinario tra l'archeologia alpina e le pratiche alimentari contemporanee. Il lievito, preservato nel ghiaccio permanente a oltre 3.200 metri di altitudine, ha mantenuto le sue proprietà biologiche intatte, permettendo ai ricercatori non solo di identificare la composizione microbica dell'epoca preistorica, ma anche di riprodurre il processo di fermentazione utilizzato dai nostri antenati.
Per il Trentino-Alto Adige, la notizia acquista un significato particolare: Ötzi è stato scoperto nel territorio della provincia autonoma di Bolzano, e il corpo è conservato presso il Museo Archeologico dell'Alto Adige a Bolzano. La ricerca internazionale su questa mummia rappresenta uno dei contributi più rilevanti della regione alla comprensione della preistoria europea.
